Cronaca

Scuola appecoronata: gli studenti saranno “privilegiati” per il Ramadan

ramadan scuola italiana Immagine generata da AI tramite DALL-E di OpenAI
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Quelli che la sanno o credono di saperla lunga la chiamano “finestra di Overton”, io che sono un pedestre la dico così: abituare la gente al peggio possibile e anche a quello impossibile. Sempre gli stessi che hanno studiato tirano in ballo la rana bollita, io che non sono scienziato la spiego così: dài oggi, dài domani, quello che pare aberrante diventa normale, ossia doveroso. Cioè il Pandemonio, che non è il mondo al contrario di quello là, ormai in disgrazia, ma il mondo dei diavoli dove non si distingue bene da male, logico da pazzo, perché c’è solo il male pazzo. Nel Pandemonium può così succedere che una improvvida preside di un istituto genovese, il “Ruffini”, di fatto sospenda ogni attività didattica durante il Ramadan “per non penalizzare gli studenti islamici”, in quale modo non si è capito.

I buonisti dicono: giusto, è una misura inclusiva, ah beh, sì beh. Gli ignavi dicono: non so che dire. Poi c’è una studentessa savia che dice: sì va beh, includiamo, per carità, però la scuola è scuola. Dice il vero ma dice anche il falso perché oramai questa non è più scuola, è un posto dove un maranza evidentemente pro Ramadan può sbudellare un compagno egiziano cristiano copto e ridere sul corpo agonizzante recitando il Corano: e nessuno – finestra di Overton? – ci trova, in fondo, niente di strano. Neanche il ministro della Scuola, che commenta: beh, adesso però non cediamo agli allarmismi. E così l’Islam conquista anche gli istituti e gli atenei, del resto che venissero largamente finanziati da quella parte là non è un mistero per nessuno; qui attecchisce bene, poi per tutto il resto ci sono i Dibba, mentre ha detto, contrariato, un propagandista degli Emirati: “Abbiamo buttato milioni e milioni per fare proselitismo in Giappone, nelle scuole, e solo uno si è convertito e non era neanche giapponese”. Sarà stato un 5 Stelle in trasferta. In Italia, la Scuola, più che un ramadan, è un ambaradan.

Peraltro, la faccenda della sospensione didattica in occasione del nono mese del calendario islamico per commemorare il Corano, per brevità chiamata Ramadan (che molti purtroppo pronunciano “ramadam”: vabbè, è uguale), è tutt’altro che fresca, ricordate il caso della scuola media di Pioltello (dove una sorta di madrassa detta legge in assoluta concordia con la giunta piddina)? Finestra di Overton o rana bollita, quello fu il prodromo, e anche quella volta nessuno o quasi ci trovò niente di strano o di insidioso, ah beh, sì beh. Anzi si pronunciarono a favore Mattarella, il vescovo di Milano Delpini, lo Zuppi della CEI insieme ad altri preti flotilleri che, quando finiscono l’omelia, manca poco dicano: è parola di Hamas, scusate: di Allah.

Fermare interrogazioni, verifiche e perfino “attività motorie” siccome gli allievi islamici non stanno in piedi per la debolezza, sarebbe inclusivo? Nel Pandemonium la prima cosa a perdere di senso e di verità sono le parole: inclusivo, per dire se non vi sta bene andatevene, cioè l’esatto opposto; garantismo, per dire farla franca prima, durante e dopo; voltagabbana, come dicono quelli che non finiscono mai una battaglia dalla stessa parte dove l’avevano intrapresa (vero, Travaglio?). Inclusivo fermare le lezioni per il Ramadan? Ma tipo quando Ghali, un altro che forse dovrebbe spiegare come mai il vice di Hannoun ne parlava come di un parente, voleva presentarlo al grande capo – e stiamo parlando di sospette quinte colonne di Hamas in Italia, non di una bocciofila, diceva su Twitter: che fatica osservare il Ramadan con tutti questi culi di donne in metropolitana. Un messaggio molto inclusivo, in un senso preciso. Uno così, tra parentesi, è stato arruolato alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi e nessuno può pensare che il governo non fosse al corrente di certe frequentazioni: cosa ci sta sotto? Solo affari o altro, e che altro? In ogni modo, e poi chiudiamo la parentesi, questo vostro cronista, che non lesina le critiche a Giorgia Meloni, questa volta ruba una riga per dirle: “Breva!”, alla Lino Banfi. Oppure bravabravabrava, come Mina.

Perché è evidente che dietro la faccenda, scandalosa, dei 5 Stelle, dei Dibba, delle Ascari contigui ad Hannoun e al suo vice, Hijazi, in sospetto di finanziamenti loschi per Hamas, ci stanno i leak dei Servizi, doverosamente diffusi dei giornali: doverosamente, perché qui non si parla delle chiappe dei signorini e delle signorinelle, si parla di democrazia. Era ora, e che venga fuori tutto ma proprio tutto. Breva! Chiusa parentesi, ma fino a un certo punto. Ieri, Mercoledì delle Ceneri, per combinazione entrava anche la Quaresima: nessuno se n’era accorto, tutti a celebrare il Ramadan, divulgavano perfino guide, vademecum su cosa “si poteva fare” e cosa no: e il messaggio era chiaro, obblighi e divieti riguardavano tutti, non solo gli osservanti del Corano. Tutti! E, anche qui, non è per niente un mistero che i principali media occidentali siano pesantemente sovvenzionati, diciamola così, dai fondi di provenienza islamica. Ci sono volute le proteste a prato basso, sui social, perché telegiornali e testate si degnassero di ricordare che si apriva anche il periodo di preparazione alla Pasqua cristiana.

Che poi non è così ritualmente diverso, anche qui digiuni, sacrifici, però nessuno si è mai sognato di bloccare le lezioni per 40 giorni: qui l’inclusività non sfiorava la preside del “Ruffini” di Genova, piddina città, Roberta Pizzirani, non sfiorava nessuno. Inclusività per tutti o ad essere esentati erano solo i praticanti? Gli studenti cristiani continuano a sgobbare invece, Dio Cristo? O incrociano le braccia pure loro all’insegna dell’inclusione? Alla fine tocca aggrapparsi disperatamente a una studentessa di sbrigativo buon senso, quindi eretica, anzi sessista, qualunquista, fascista, che se ha 18 anni voterà Sì al referendum perché è una brutta persona: “Sì va beh, l’inclusione e tutto, però la scuola è scuola…”. Ma chi la sente?

Max Del Papa, 19 febbraio 2026

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