Esteri

Se l’11 settembre non è più una linea rossa per i democratici

Abdul El-Sayed conquista le primarie in Michigan: vuole abolire l’Ice, tagliare gli aiuti a Israele e ha fatto campagna con Hasan Piker, quello del “l’America meritava l’11 settembre”

Abdul El-Sayed michigan
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C’era una volta il Partito Democratico americano. Oggi, in Michigan, ha preferito un candidato che vuole abolire i confini e non ha problemi ad allearsi con chi, dicendo che “l’America si è meritata l’11 Settembre”, giustifica il massacro di tremila civili americani. Benvenuti nella nuova normalità. Per capire dove sta andando il Partito Democratico americano, basta guardare il Midwest. Alle primarie del Senato che si sono svolte qualche giorno fa in Michigan, la candidata “moderata” dell’establishment, Haley Stevens, è stata spazzata via da un certo Abdul El-Sayed. Non un semplice outsider: un radicale di sinistra duro e puro. Un segnale chiaro che il Partito Democratico non sta più assorbendo le frange estreme. Le frange estreme stanno colonizzando il partito.

El-Sayed ha vinto soprattutto grazie a una campagna mirata, aggressiva e senza pudore, costruita per catturare i voti arabo-americani e musulmani del Michigan. Niente messaggi inclusivi per tutti i cittadini: solo identità, rabbia e rivendicazioni settarie. E questi sarebbero i tolleranti, inclusivi, amorevoli pucci pucci….

Figlio di immigrati egiziani, El-Sayed porta in dote un programma che fa sorridere i Democratici Socialisti d’America (DSA). Tra le proposte più “innovative”: abolire l’ICE (l’agenzia che dovrebbe controllare i confini) e ribaltare l’intero sistema economico americano. In pratica: meno Stato di diritto, più utopia socialista. Alè!

Ma non finisce qu Il suocero di Abdul El-Sayed, il dottor Tayeb Jukaku, è una figura di primo piano in due delle principali organizzazioni islamiche americane storicamente legate al sostegno di Hamas. Jukaku siede nel comitato dei fondatori dell’Islamic Society of North America (ISNA) e ha ricoperto ruoli dirigenziali, incluso quello di presidente, nel capitolo del Michigan del Council on American-Islamic Relations (CAIR). Entrambe le organizzazioni furono nominate “unindicted co-conspirators” (co-congiurati non incriminati) nel processo del 2007 contro la Holy Land Foundation, il più grande caso di finanziamento al terrorismo nella storia degli Stati Uniti, conclusosi con la condanna dei leader per aver trasferito milioni di dollari a Hamas. Jukaku risulta inoltre tra i maggiori finanziatori individuali del super PAC che sostiene la campagna senatoria del genero.

La parte più inquietante? El-Sayed non ha avuto problemi ad allearsi con Hasan Piker, un commentatore online famoso per aver dichiarato, a chiare lettere, che “l’America si meritava l’11 settembre”. Quasi tremila morti americani, e secondo lui era colpa loro. Un bel biglietto da visita. Integrare nel proprio apparato elettorale qualcuno che giustifica il massacro di civili americani non può essere considerata una svista! È un messaggio chiaro: nella nuova sinistra progressista, odiare l’America non è più un problema. È quasi un requisito. Perché, si sa, non c’è niente di più auto-gratificante che sentirsi buoni, virtuosi e rilevanti incolpando se stessi di cose di cui non si ha alcuna responsabilità. Masochismo puro!

Questa visione si traduce in politica estera. El-Sayed vuole tagliare tutti gli aiuti militari a Israele, compreso il finanziamento all’Iron Dome, il sistema che intercetta i razzi sparati contro civili. Una posizione che, per pura coincidenza, fa molto piacere a certi gruppi armati del Medio Oriente. Che strano. Questa storia racconta qualcosa di più grande. Il movimento socialista democratico americano si comporta come un inquilino che ti occupa la casa e poi dice che il padrone di casa è uno sporco capitalista. Corre nelle primarie per rubare le liste elettorali del Partito Democratico, ma rifiuta qualsiasi compromesso su sicurezza nazionale o economia.

La reazione repubblicana è stata immediata. Donald Trump, da Las Vegas, ha definito El-Sayed un “maniaco della sinistra radicale” e un “perdente comunista” (in realtà ha anche detto “he is full of shit”…). Ha continuato dicendo “Questo qui odia gli ebrei. Odia gli ebrei e odia Israele.” E ha aggiunto, senza giri di parole: “You lose your home, you lose your apartment, and that’s where the communists will take us 100%” (“Perdi la casa, perdi l’appartamento, ed è lì che i comunisti ci porteranno al 100%”).

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Il duello di novembre è ufficiale: Mike Rogers (repubblicano, ex presidente della Commissione Intelligence della Camera) contro Abdul El-Sayed (democratico, radicale di sinistra). Rogers lo ha messo nero su bianco: “La scelta di novembre è semplice: buon senso o totale follia. Il mio avversario è un estremista a capo di un movimento basato sul fanatismo ideologico. Si è alleato con chi crede che l’America meritasse l’orrore dell’11 settembre. Questo non è più il vecchio Partito Democratico. È una frangia fuori controllo che minaccia l’economia, le forze dell’ordine e la sicurezza nazionale. A novembre sconfiggeremo questa agenda radicale”.

Ma io mi chiedo: come fa ancora un americano, oggi, a votare per un Partito Democratico che non solo tollera, ma fa campagna insieme a chi dice che l’America si è meritata l’11 settembre?

Cesare Rascel, 7 agosto 2026

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