Cronaca

Se l’ex capo della polizia non difende la polizia

Gabrielli boccia lo scudo penale, minimizza le violenze e attacca chi chiede tutele: ma intanto gli agenti restano soli, indagati e delegittimati

Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

L’ex capo della polizia c’è cascato di nuovo. In un’intervista a “La Repubblica”, Franco Gabrielli ha espresso posizioni che denotano una strana mancanza di oggettività in merito alle violenze di Torino che hanno provocato il ferimento di diversi agenti delle forze dell’ordine.
Gabrielli ha criticato aspramente le proposte di riforma per tutelare gli agenti come lo scudo penale e il fermo preventivo di 12 ore per i manifestanti violenti, definendole propaganda securitaria a basso costo. “Gestire l’ordine pubblico non è il bar sport” ha affermato, aggiungendo che tali misure non affrontano i veri problemi e rischiano di radicalizzare gli scontri. Queste dichiarazioni tuttavia rivelano una finta imparzialità: il prefetto ignora palesemente le vessazioni quotidiane subite dagli agenti, screditando le riforme che potrebbero proteggerli sul campo. Insomma, nonostante il suo passato al vertice della polizia, il dirigente dimostra una certa avversione verso forme di tutela più tangibili per gli agenti.

E così, invece di supportare azioni concrete, liquida lo scudo penale come un rischio che aumenterebbe le tensioni nelle piazze, senza ammettere come oggi centinaia di agenti finiscono indagati per azioni in servizio, spesso archiviate ma con danni irreparabili sulle loro finanze e sulla loro carriera. E nonostante i dati dimostrino come il senso di impunità nei confronti delle forze dell’ordine sia imperante, Gabrielli preferisce evocare “incantatori di serpenti” per descrivere chi propone le riforme, minimizzando il bisogno di protezioni.
Questa posizione manca di oggettività, presentandosi come formalmente equilibrata e e diplomaticamente conciliante ma ignorando fatti che evidenziano la vulnerabilità delle forze dell’ordine.

Eppure Gabrielli non è nuovo in quanto a critiche dell’operato degli agenti: impossibile dimenticare le sue dichiarazioni a seguito del caso Ramy El-Gaml. Dopo la tragica morte del ragazzo, infatti, rilasciò delle parole pesantissime, criticando fortemente gli agenti coinvolti e affermando a più riprese che l’inseguimento non fu eseguito con le corrette modalità, screditando l’operato degli agenti subito indagati e già demoliti da stampa e politica di sinistra. Un atteggiamento insolito per chi fu consulente per la sicurezza del comune di Milano ma soprattutto capo della polizia. Quella presa di posizione non solo avvalorò le accuse mediatiche e ideologiche contro le forze dell’ordine, ma ignorò deliberatamente le complessità di un intervento in un contesto ad alto rischio, dove gli agenti furono costretti ad agire rapidamente per garantire l’incolumità pubblica.

E così anche oggi, invece di guardare lo stato delle cose nel suo insieme, Gabrielli sembra allinearsi alle narrazioni delle piazze, amplificando il bias contro la polizia e contribuendo a un clima di sfiducia verso gli agenti. Sotto un tono fintamente pacificatorio si rende autore di critiche unilaterali, senza proporre soluzioni che tengano conto delle pressioni psicologiche e fisiche subite dagli operatori, esponendoli a ulteriori stigmatizzazioni. In un momento in cui la sinistra politica e certi media condannano addirittura le forze dell’ordine persino per i disordini di Torino (nonostante abbiano dimostrato lucidità e sangue freddo senza attuare inaccettabili ritorsioni sui violenti), le sue parole avrebbero potuto difendere il corpo che un tempo guidava. Invece ancora oggi dimostra un distacco quantomeno singolare. Perché?

Alessandro Bonelli, 5 febbraio 2026

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Lo sapevi che...

Da oggi puoi seguire Nicolaporro.it su Google visitando questa pagina e cliccando ‘Segui su Google

Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it
L'inferno è pieno di buone intenzioni

SEDUTE SATIRICHE

Lui conserva tutto - Vignetta del 16/05/2026 - Sedute Satiriche di Beppe Fantin

Lui conserva tutto

Vignetta del 16/05/2026