Commenti all'articolo Se l’università diventa il santuario dei clandestini

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Franzoni gustavo
Franzoni gustavo
9 Febbraio 2019 18:53

Palermo è la città dove il sindaco si sbraccia per l’ accoglienza degli africani, dimentico delle necessità dei suoi cittadini, il rettore dell’ università, accetta clandestini, magari senza che sappiano parlare italiano, come se l’ ateneo fosse cosa propria. Il tutto nel silenzio dei siciliani ? Ma sarà proprio così ? Di fatto, comunque, questa regione è una delle più martoriate e oppresse dalla mafia e dalla delinquenza, mentre negli atenei, invece di insegnare, i docenti e studenti, poco studiosi, fanno comizi e politica. Magnifico! Poi escono tutti con il 110 e lode. Vedete voi quanto può valere e essere apprezzato ! Complimenti al rettore. Vedrò di iscrivere anche mio figlio in questa apprezzata e valente università.

montezuma
montezuma
9 Febbraio 2019 17:06

Una minoranza violenta ed urlante che non merita alcuna considerazione! Sono degli irresponsabili senza possibilità di recupero.

Orlo
Orlo
8 Febbraio 2019 13:23

Don’t worry,caro Fabio!
Fatti fare un bel esamino del dna(un centinaio di euro)e avrai delle belle(ma per te credo mooolto brutte! :))sorprese!
“L’età classica” nn credo possa corrispondere ai tuoi desiderata,dal momento che si adoravano esseri che stavano in cima a una montagnola,dediti a ogni depravazione.
Magari ti volevi inserire in un filone “classicista” più legato alla nostra epoca.
Comunque la vita è troppo breve per sfrucigliare i bassi istinti.
Oltremodo,ammenoche sei in cima alla piramide,il ritorno in **** è sempre dietro ogni angolo.
Troppo breve,troppo breve,caro amico.

Alberto
Alberto
7 Febbraio 2019 19:43

Devo dissentire, dopo aver letto un articolo che non fa altro che approfondire luoghi comuni additando in modo spasmodico un fenomeno giustificato (ciò che avviene nelle università italiane) ad una realtà molto diversa come quella delle università americane e dei temi affrontati in esse.
Sto con i professori che invitano allo sviluppo di un senso critico rispetto alla società presente, perché badate, i temi sono prima di tutto sociali e umanitari, poi politici. La critica che presumo arrivi da molti universitari e forse da qualche professore è la mancanza completa di un programma definito per risolvere il problema (che È un problema) dell’immigrazione. Questo fenomeno non è il primo nella storia e non sarà di certo l’ultimo, eppure i politici, sfruttando la stanchezza degli italiani dovuta alla crisi, continuano a proporre soluzioni troppo semplici per un fenomeno complesso. Nella storia, si sa, puntare il dito contro una classe, un ideale, una etnia, una religione, ha portato solo violenza e conseguenze disastrose. La preoccupazione dei professori è giustificata dalla demagogia della classe politica, innalzata da una fetta di popolazione vuoi ignorante, vuoi xenofoba, e che preclude il dialogo favorendo l’insulto.

ger
ger
7 Febbraio 2019 17:48

Povera Patria mia! L’Italia sta diventando un Paese di matti.

Giulio
Giulio
7 Febbraio 2019 17:45

Bravo Gervasoni, è proprio così. Ricordo bene il professore di sociologia che ogni giorno faceva un comizio contro Berlusconi (2001-2002).