Cronaca

Sentire questo audio di Stasi è da brividi

Il drammatico colloquio tra Alberto Stasi e suo padre nel settembre 2007, un mese dopo il delitto Poggi

stasi intercettazione
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Sul caso infinito di Garlasco, la scorsa puntata di Quarta Repubblica ha offerto molti spunti di riflessione. Dopo quelli già analizzati in un paio di precedenti articoli, vale la pena citare una interessantissima intercettazione del 23 agosto 2007, 10 giorni dopo il delitto di Chiara Poggi, trasmessa dal programma condotto da Nicola Porro e riproposta venerdì da Mattino Cinque, condotto su Canale 5 da Federica Panicucci e Francesco Vecchi.

In particolare si tratta dello spezzone di un drammatico colloquio tra Alberto Stasi e suo padre, in cui il primo sembrava  presagire il calvario giudiziario che ne avrebbe letteralmente mandato in pezzi l’esistenza, peraltro già devastata dall’efferato omicidio della sua fidanzata, almeno a parere di chi crede che egli sia stato la vittima di uno dei più gravi errori giudiziari del dopoguerra.

Ebbene, cercando di commentare questo dialogo tra un padre che non c’è più e un figlio che si trova ancora in carcere, malgrado due assoluzioni, Giuseppe Brindisi si è commosso al tal punto da doversi fermare nel tentativo di trattenere le lacrime, raggiungendo un livello di empatia nei riguardi di altri esseri umani che raramente mi era capitato di osservare in una diretta televisiva.

D’altro canto, ascoltare l’attuale condannato esprimere con disperazione il fatto di essersi trovato nel posto sbagliato nel momento sbagliato, mentre il padre cercava in tutti i modi di tenerlo su di morale, deve aver commosso non pochi telespettatori, soprattutto perché in ben pochi avranno avuto l’occasione di ascoltare tale audio in passato.

In questo senso, l’evidente e autentica emotività innocentista, se così la vogliamo definire, espressa dal popolare giornalista pugliese appare del tutto rappresentativa di un diffuso sentimento che da tempo sembra aver contagiato gran parte dei nostri concittadini, sempre più desiderosi di conoscere la verità su questo tormentato caso giudiziario.

Ed è proprio questo il compito primario dell’informazione che si occupa dei casi giudiziari più controversi, instillare il dubbio in chi legge o ascolta, analizzando gli elementi che emergono anche dal passato a 360 gradi. Esattamente ciò che non è stato fatto nella disgraziatissima indagine del 2007.

Claudio Romiti, 13 dicembre 2025

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