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Caos in Gran Bretagna

“Serve un nuovo leader”. Boris Johnson si dimette: cosa succede ora?

Il premier britannico annuncia il passo indietro. Ora i Tory dovranno cercare un nuovo leader

Boris Johnson

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Boris Johnson se ne va. Il premier inglese ha rassegnato le dimissioni dalla guida dei Tory, come annunciato in mattinata, ma resterà alla guida del governo finché non verrà trovato un sostituto.

Uscendo dal numero 10 di Downing Street, BoJo ha letto una breve dichiarazione alla stampa. Si è detto “immensamente orgoglioso di quanto ha fatto questo governo”, lo ha definito un “incredibile mandato” con la “più grande maggioranza Tory dal 1987”. Un vantaggio sugli oppositori laburisti che però non gli ha permesso di evitare la rovinosa raffica di dimissioni che da ieri sta andando avanti. In meno di 48 ore hanno sbattuto la porta almeno 57 membri del gabinetto, tra cui diversi ministri. Anche due nominati solo il giorno precedente in sostituzione di altrettanti dimissionari.

Il premier ha però confermato di essere “d’accordo” con il suo partito sulla “necessità di un nuovo leader” dei Tory. “Ho concordato con Sir Graham Brady, il presidente dei nostri parlamentari, che il processo di scelta del nuovo leader dovrebbe iniziare ora e il calendario sarà annunciato la prossima settimana”. Cosa significa? Semplice: che tecnicamente per il momento non si è dimesso da primo ministro, ruolo che intende continuare a svolgere “finché non sarà insediato un nuovo leader”.

Non è un caso, infatti, se il premier ha già provveduto a nominare nuovi ministri in sostituzione di quelli uscenti. Escluso il ricorso ad elezioni anticipate. “Il motivo per cui ho lottato così duramente negli ultimi giorni per continuare a ricoprire il mandato – ha detto Boris – non è solo perché volevo farlo, ma perché sentivo che era il mio lavoro, il mio dovere, il mio obbligo nei vostri confronti”. Il premier ha raccontato di aver  cercato “negli ultimi giorni” di convincere “i miei colleghi che sarebbe strano cambiare leader” dopo i successi del governo, “quando abbiamo un mandato così vasto e quando siamo solo un paio di punti indietro nei sondaggi”. Il suo tentativo, però, non ha avuto successo.

Il Partito Conservatore si è già riunito per decidere la data della successione di BoJo, questione non di poco conto. Alcuni deputati infatti spingono per anticipare il processo e la votazione, evitando di attendere fino alla fine dell’estate per “trascinare” il governo di Johnson fino all’autunno. “Non importa se lui dice che rimarrà fino all’autunno”, fanno sapere fonti alla Bbc. Ormai il partito vuole cacciarlo.

Articolo in aggiornamento