Sgarbi contro i detrattori del Natale

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Nel giorno di Natale non possiamo che offrirvi questo splendido monologo di Vittorio Sgarbi durante una vecchia puntata di Virus, programma di Rai2. Una vera e propria esaltazione della religione cristiana che dobbiamo ricordare sopratutto nel giorno della natività.

Dalla puntata di Virus-il contagio delle idee del 3 dicembre 2015

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28 Commenti

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  1. Non volendo disturbare con vane parole, vorrei rispondere inviando una fotografia/ Prego, vogliate comunicarmi l’eventuale assenso alla mia e-mail/ Sergio Della Sciucca

  2. Natale é sempre stata una grabde festa familiare che ricordo con enorme piacere da bambino e poi da nonno, si cantava ma non si parlava mai di religione, l’importante era la festa, i regali, e sopratutto il mangiare l’anguilla e i dolci di Natale tedeschi .

    Mischiare tanti bei ricordi con una imprompyu delivey un obbrobbio teologico-psicologico mi fece ricordare il libro “40 anni passati a Parigi da una spia turca senza essere scoperta”, perché rivela la sua meraviglia del aver conosciuto tanti peronaggi di estrema cultura e abilitá professionale che senza fallo al parlare di religione tornavano bambini.

  3. Sgarbi straordinario! Con la sua breve ma incisiva “lectio magistralis” ha ridato valore al profondo significato del Santo Natale, che molti hanno dimenticato o ignorato.. Grazie.

  4. Straordinario, Sgarbi! Con questa breve “lectio solemnis” ha dato una commovente testimonianza del significato cristiano del Natale. Gliene siamo grati e lo perdoniamo per certe sue trasgressioni verbali che stridono con la sua invidiabile intelligenza e cultura.

  5. Intervento meraviglioso che compiutamente riassume il fondamento della natività. Senza dimenticare il “perché non possiamo non dirci cristiani” di Benedetto Croce che ci illukina sulla rivoluzione compiuta dal cristianesimo nelle coscienze dei popoli.

  6. Senza la pretesa di voler polemizzare con Sgarbi, non avendone assolutamente i titoli, oso fare due osservazioni:

    1) I festeggiamenti del 25 dicembre, come Sgarbi saprà meglio di me, non hanno avuto inizio con la nostra religione, ma molto prima; i primi cristiani per convivere con i Romani l’hanno adottata da loro che la dedicavano a Mitra.

    Del resto, dai Vangeli si deduce pure che la nascita di Gesù non è avvenuta in inverno, bensì, mentre nei prati pascolavano le pecore; pertanto, in primavera.

    2) L’amore per il prossimo non è stata un’invenzione di Gesù che molto probabilmente l’ha appresa dai buddhisti che lo sostenevano da già circa mezzo millennio.

    Il grande merito di Gesù è stato quello di introdurre il principio in Occidente, trasformando drasticamente l’etica che oggi dovrebbe essere la nostra guida.

    A casa, naturalmente festeggiamo il Natale, decorando la casa in modo caratteristico, con l’albero di Natale che è una tradizione nordica, mentre da in Italia si montava i presepio. È, comunque, un momento quasi magico in cui tutta la famiglia si riunisce, commemorando l’evento a tavola insieme.

    • “Del resto, dai Vangeli si deduce pure che la nascita di Gesù non è avvenuta in inverno, bensì, mentre nei prati pascolavano le pecore; pertanto, in primavera.”

      Di quali Vangeli parla?

      Luca ci dice che Gabriele fece l’Annunciazione a Maria “nel sesto mese”. Tale mese, nel calendario ebraico, coincide con Marzo: dopo nove mesi nacque Gesù. Era Dicembre.

      Questo per annullare tutte le elucubrazioni sue, di rocco e di tutti gli altri “negazionisti” (si dice così, adesso?) qui presenti, circa la Vita e la Morte di Gesù.

      Non ci volete credere? Ecchissenefrega: peggio per voi.

      • ma quale negazionismo

        ahahhaah

        le nascite miracolose sono una norma in religione:

        • buddha nasce da un “elefante che entra di lato”
        • Krishna fu trasferito dal cuore di Vasudeva (che aveva meditato di averlo!) nel grembo di Devaki
        • “La nascita di Zarathustra fu voluta dal dio Ahura Mazda che inviò la Fravarti (anima individuale) del profeta in missione sulla Terra; quando il profeta fu concepito, la madre risplendette di una luce soprannaturale e le mura della casa furono incandescenti per tre giorni e tre notti” (wp)
        • Mitra nacque da una roccia e venne fuori già fanciullo, a torso nudo, con un berretto frigio in testa
        • Horus, (con il fallo posticcio) dal marito morto riportato in vita per accoppiarsi con la moglie
        • la mamma di Huitzilopochtli rimase incinta per avere raccolto e posato in grembo una palla di piume caduta dal cielo

        e via dicendo, l’elenco è sterminato.

        Che Dio è se non nasce in maniera miracolosa ed al di fuori della natura umana?

        No, Lister, non è la Natività la chiave di lettura del cristianesimo, il cristianesimo si legge nella “Passione” ove il tema cardine è la “compassione” tradotta in “pietas cristiana”., che, altresì, non significa andare a raccattare migranti e poveracci per trarne il proprio sostentamento.

        Il calendario ebraico, è un calendario lunare, come quello islamico, dove i mesi non cadono sempre nello stesso periodo (infatti il ramadam cade in periodi diversi dell’anno).

        Mi dispiace, ma il Gesù storico, non è quello nato, ma è quello morto sulla croce, il bambiniello della mangiatoia è un mito arcaico della divinità principale della società agricola: il Sole!

        E così il primo ebraismo, dove per Adamo, si intende l’adamath, il fango limoso del Nilo che ha plasmato l’uomo nuovo agricolo ed una società nuova rispetto alla primordiale vita da cacciatori-raccoglitori nell’Eden.

        Ed Adamo diventa uomo, bada bene, “a sua immagine e somiglianza” non fisica, ma psichica, in quanto la “disobbedienza” evocata dall’episodio della mela risiede nella capacità di discernere tra il bene ed il male, ossia tra le cose che piacciono e quelle che non piacciono, che diventa piacere e dispiacere, gioia e dolore, luce e buio.

        Ai tempi di Yoshua di Nazareth, la classe sacerdotale impone la lettura della Torah, e per leggere bisogna studiare ed è meglio se da bambini.

        Purtroppo i bambini dei contadini devono lavorare la terra e non possono studiare, lo possono fare solo i figli dei mercanti e delle classi agiate.

        In un certo senso i contadini rimangono senza una religione che li accoglie, anzi che disprezza l’ignoranza, per cui hanno bisogno di una religione che li consideri.

        Una religione solare, appunto, che sia dalla parte dei contadini e che gli indichi i periodi di primavera (con la pasqua), l’autunno (i morti), l’inverno e la rinascita del Sole.

        Gli ebrei alla fine sono diventati mercanti e banchieri, hanno il 30% dei premi nobel, sono pochi ma molto ricchi e per due motivi:

        1) la loro religione non ammette ignoranza, bisogna saper leggere, scrivere e far di conto. Diversamente dalla cristianità che preferiva tenere i fedeli nell’ignoranza più completa. Abbiamo dovuto aspettare l’arrivo dei filosofi arabi (Avicenna, Averroè), per rinascere culturalmente con la scolastica;

        2) il cristianesimo vedeva attività economiche (ricordi l’episodio dei “mercanti del tempio”?) e finanziarie (prestare danaro) come peccati di avidità, per cui queste attività furono appaltate agli ebrei.

        Quindi, cristianesimo ed ebraismo sono due religione culturalmente diverse, che non hanno radici in comune se non l’ambito geografico.

        Il cristianesimo viene dall’oriente del medioriente ed è una religione greca.

      • I Vangeli di Luca e di Matteo, facendo anche un po’ di confusione – ciò che è normale anche inseguito alle multiple traduzioni – ma non specificano alcuna data con precisione, anzi! Parlano, invece, dei Magi che sostarono con i pastori che vigilavano le pecore mentre pascolavano; per cui, non potrebbe essere inverno.

        • Del resto, per gli ortodossi la nascita sarebbe il 6 gennaio…

          Comunque, se mi devo confrontare con chi crede ai parti di vergini fecondate da spiriti e si crede ancora agli angeli, principalmente l’angelo che si annuncia ecc., mi spiace ma il confronto di idee com me non può proseguire e la saluto

          distintamente.

  7. Natale, chi era costui?

    San Nicola di Beri!

    Nulla a che fare con la nascita di Gesù, che come ricordano le cronache dovrebbe essere nato circa 4 anni prima della data accettata ufficialmente, per una questione sul nome del re ebreo e il famoso censimento romano e c’è confusione sulle date (per il resto della storia, chiedete ad Alecsa).

    In verità, nessun bambino chiamato Yoshua di Nazareth è nato il 24 dicembre a mezzanotte in una capanna tra il bue e l’asinello da padre sconosciuto, da madre vergine e previsto dalle scritture.

    Ciò è stato scritto dopo, molto dopo.

    Di Yoshua di Nazareth conosciamo solo gli ultimi tre anni di vita, dal giorno inizio a predicare dopo esser stato tentato dal demonio fino alla sua morte in croce.

    Da notare che l’episodio delle tentazioni ha delle similitudini significative con la lotta contro Mara (il demone tentatore nella mitologia indiana) da parte del Buddha che dopo la vittoria con il dono dell’Illuminazione (Gesù, invece, ottiene il Regno dei Cieli) inizia la sua predicazione (lo stesso fa Gesù). Per un confronto potete leggere il Buddhacarita di Asvaghosa.

    Un po’ per tradizione, un po’ per ignoranza, si tende a far derivare il cristianesimo dall’ebraismo, cosa assolutamente non veritiera proprio per le qualità espresse dai due dei presenti: Yahwe, un terribile castigatore di uomini, e Dio (o meglio Christos, che è triplice e non unico, o meglio ancora un’unità con tre parti complementari), premuroso e che si sacrifica per l’uomo.

    La tripartizione dell’unità è tipica dell’ancestrale cultura indoeuropea, anche nella religione arcaica romana (cfr. Dumezil,”la religione romana arcaica”), così come nella religiosità indiana (Brahma, Shiva e Visnù) questo tema è il pilastro su cui si regge l’intera società che oggi chiamiamo “occidentale”

    Non è un caso se il sistema democratico si basa su una tripartizione del potere (legislativo, esecutivo e giudiziario), così come nel sistema faudale la tripartizione era tra re, chiesa e servi; fa parte della nostra ancestrale formazione culturale socio-religiosa.

    Anche l’idea di Cristo come “dio incarnato” è una suggestione indiana rilevabile nella figura di Krishna (e fate attenzione a questa assonanza fonetica tra Christos e Krishna, considerando che la lingua greca, sempre di ceppo indoeuropeo come il sanscrito, aveva come caratteristica la s finale. I discepoli chiamavano “maestro” Gesù, come maestro è anche un significato di Krishna (cfr. F. Rendrich,” Dizionario indoeuropeo”).

    Krishna è il dio Visnù incarnato, anch’egli nato “senza concepimento” e fattosi uomo per salvare l’uomo.

    Nulla a che vedere con il messia biblico ( l’unto, il re), con il quale viene confuso e portato a morte Gesù, Christos non ha significato di “unto”, pratica riservata solo ai re terreni (che per gli ebrei dell’epoca doveva essere un vero re che scacciava i romani, non uno che insegnava la pace interiore!), ma significato di Maestro che indica una via per la cessazione delle sofferenze (metaforizzate con la “Passione” ).

    Ricordo che quelle zone, prima che arrivassero i romani erano terre greche, di quei greci che conquistarono con Alessandro magno il nord dell’India, quel nord dell’india ove era appena sorto il buddhismo e si stava diffondendo a macchia d’olio. Le testimonianze del sincretismo tra cultura greca e cultura indiana è rappresentata con la cultura battriana di cui un re Menandro si convertì al buddhismo (episodio narrato del famoso e bellissimo testo di logica e psicologia “Milindapanha”).

    Le iscrizioni su roccia lasciate da re Asoka ci dicono che furono inviati monaci buddhisti fino ad Alessandria ed ad Atene, per cui non dovrebbe suscitare nè scandalo nè meraviglia apprendere che il cristianesimo è una religione indoeuropea in continuità con la spiritualità indiana.

    Gesù era, dunque, un ebreo che aveva abbracciato una nuova spiritualità (la ricerca del Regno dei Cieli, ossia del Nirvana o del Brahman), ma non una evoluzione dell’ebraismo, con la tipica accettazione e prostatazione all’unico dio punitore.

    Christos, significa “unto”, ma non indica quell’ unto definito dalla parola “messia”, bensì un unto che ha attinenza con la luce: era lo stoppino della luce ad essere unto per poter illuminare; una metafora per dire che solo l’uomo impregnato dalla fede poteva illuminarsi, ossia vincere il buio della notte, anche questa metafora degli stati negativi dello spirito: depressione, ansia, paura, timori (praticamente tutte quegli stati d’animo che gli ambientalisti ci propinano quotidianamente).

    Di qui, metafora per metafora, si arriva al “dio dei cieli”, che non è noent’altro che il nostro Sole.

    Universalmente individuato come divinità suprema fin dagli antichi egizi, ma riscontrabile nei primi canti vedici.

    Ed il Sole rinasce proprio in questo periodo, da sempre festeggiato come la vittoria della luce sul buio. Gesù viene rappresentato con una corona di raggi solari, non a caso, la ritualità cristiana si sovrappone agli antichi riti mediorientali dedicati a Mitra, divinità solare indoiranica.

    Christos, il Maestro unto come uno stoppino che illumina il mondo. Questo è il significato esatto.

    Ieri era il giorno di Zi Nicola, che porta regali ai bambini… purtroppo!

    I regali ai bambini li fa la Befana, il 6 gennaio, giorno nel quale i re magi provenienti dall’oriente (e quale oriente c’è nel medioriente se non Persia e India, portando profumi indiani? In omaggio al maestro, così come si omaggia un guru) si affacciano alla capanna del bambiniello.

    Chi ha devastato il natale è stato quel signore vestito con le insegne della coca cola, riducendo il tutto ad un mero consumismo idiota ed ipocrita.

    Zi Nicola, inoltre, aveva la divisa verde!

    Il vero spirito natalizio, non è quello che ci propinano quei sfaccendati sacerdoti merlettato di buoni propositi e buone intenzioni, ma più semplicemente un giorno speciale (e quale giorno più speciale del solstizio d’inverno?) per didicarsi qualcosa di speciale. Ossia un atto di benessere interiore.

    • Personalmente, ho fondati motivi per dubitare della morte di Gesù sulla croce: non aveva ferite mortali e ci è rimasto circa 3 ore perché era venerdì e secondo le leggi ebraiche, dopo il tramonto del sole in quel giorno non si potevano lasciare i condannati sulla croce; c’è tutta una letteratura al riguardo. Del resto, gli stessi Vangeli lo danno per vivo, seppur attribuendolo al miracolo della Resurrezione, alla quale, con tutto il rispetto per i devoti, io non credo; nessuno muore per rinascere…

      Il russo Nicolas Notovitch che avrebbe visto un registro presso una monastero buddhista dove Gesù avrebbe trascorso la sua gioventù.

      Il teologo tedesco Holger Kersten, ha scritto un interessante libro – LA VITA DI GESÙ IN INDIA, in cui descrive il percorso seguito da Gesù da Damasco verso il Kashmir, dove a Srinigar, io stesso ho visitato il sepolcro di Issa che, secondo la tradizione mussulmana sarebbe Gesù che è considerato il profeta che ha preceduto Maometto.

      Tanto è vero, che anni fa, mentre riformavano quel sepolcro, sotto antichi grossi strati di cera, s’è scoperta una lapide – alla quale si attribuiscono circa 2.000 anni -. con scolpiti due piedi con grandi cicatrici: per i buddhisti, i piedi sono sacri perché costituiscono il diretto contatto umano con la realtà…

      • ritengo che sia importante approfondire il legame indoeuropeo per comprendere in fondo la spiritualità cristiana, che non è da confondere con la chiesa cattolica.

        le prime comunità cristiane erano organizzate sulla falsariga degli ashram indiani, ove a capo vi era un maestro con una sua libera interpretazione dottrinale.

        Di notevole importanza sono i rotoli dei testamenti apocrifi che mostrano un aspetto più strettamente ascetico, meditativo e mistico.

        la religione cattolica come la conosciamo adesso è stata fondata da un imperatore (Costantino), non da Cristo ed i valori teologici sono stati impostati per rispondere all’esigenza imperiale di non aver conflitti religiosi che lo potessero minare.

        Essendo stata una questione politica a determinare il dominio della cristianità, sono stati estromessi dal culto tutti quei richiami prettamente mistici, esoterici, meditativi tipici delle prime comunità cristiane; per cui la narrazione fatta è alquanto fanciullesca e deliberatamente fuorviante.

        Da notare la stretta similitudine tra le meditazioni di Ignazio da Loyola ed alcuni tipi di meditazione buddhista, dove si ricerca sostanzialmente uno stato di beatitudine (cfr Zen e spiritualità cristiana di padre Hugo Enomiya Lassalle )p.s. questo carattere mi giunge nuovo 🙂

        • Non ci sono dubbi che le coincidenze sono troppe per essere casuali…

          Del resto chi ha impresso la deviazione è stato Paolo che non ha mai incontrato Gesù, anzi lo seguiva per riconsegnarlo ai Romani, quando qualcuno l’ha convinto che era un “santo”; così sarebbe nata la sua conversione.

          Ma i suoi conflitti con gli apostoli che di fatto hanno vissuto con il Maestro, sono noti…

          Altra coincidenza è che i buddhisti scelgono il loro lama appena nato… i Magi erano buddhisti?

          • Avete finito di vomitare deliri teosofistici ? Le balle sulla vita di Cristo sono roba vecchia di quasi 200 anni, ma evidentemente si trova ancora qualche demente aculturato che ci casca.

          • Gianni, non se la prenda: No, non da 200 anni, ma da oltre 2000 anni; infatti, la letteratura – e non solo quella cristiana – è vastissima e mette a nudo le rispettive contraddizioni che sono alimentate per mantenere in piedi ciò che s’è creato attorno al grande Personaggio.

            La vera storia di Gesù, invece, oltre ad essere differente, anche è infinitamente più illuminante dello stesso mito che s’è creato intorno al Maestro che ha cambiato l’etica occidentale,

            Tuttavia, mi rendo perfettamente conto che la vera storia di quel Gesù storico possa ispirare questo genere di reazioni…

            Per cui, è anche inutile insistere con chi rimane fedele alla propria religione, proprio perché ogni religione è dogmatica e “rivela” le proprie uniche “verità” assolute.

          • Premessa: a dispetto del mio nome sono tutt’altro che credente, anzi, non considero neanche la parola “ateo” perché è la negazione di qualcosa che non esiste, è una contraddizione in termini.

            Detto questo, ho apprezzato l’intervento di Sgarbi, tanto insopportabile (sebbene per me molto divertente) nel suo “sbroccare” capresco, quanto superlativo in occasioni tipo questa. Occasione dove il “credere” non c’entra: siamo figli di questa Storia. E da persona normale (religion free), ho apprezzato molto l’intervento di Sgarbi.

            Interessantissimi anche i vostri interventi, Tullio Pascoli e Rocco. Per me la divinità in sé non esiste (è una risposta sbagliata a una domanda lecita), ma la religione è cosa umana, di tutti gli umani, ed è “godurioso” lo studio dello sviluppo dei suoi meccanismi e della sua profonda influenza nello sviluppo delle culture e delle menti.

            Al di là del credere all’esistenza di un Gesù (che sicuramente sarà stato ben diverso da quanto l’invenzione della religione cristiana ci ha fatto pervenire), ho trovato interessantissime le vostre dissertazioni, in particolare le tesi proposte da Rocco sulla provenienza orientale del cristianesimo. Purtroppo non ho tempo di studiare approfonditamente queste cose (faccio altro nella vita), anche perché sono studi senza fine, ma sono davvero affascinanti. E convincenti.

            Me le leggerò ancora e cercherò di approfondire meglio.

            Grazie e buon anno!

      • da ignorante in materia, ho consultato Wikipedia circa Il russo Nicolas Notovitch e il teologo tedesco Holger Kersten. I loro scritti vengono definiti bufale.

        hulim o Nikolai Aleksandrovich Notovich ( russo : Николай Александрович Нотович ) (13 agosto 1858 – dopo il 1916), conosciuto in Occidente come Nicolas Notovitch , era una di Crimea [1] avventuriero ebreo che sosteneva di essere un aristocratico russo, [ citazione necessaria ] spia [2] [3] e giornalista.

        Notovitch è noto per il suo libro del 1894 che afferma che durante gli anni sconosciuti di Gesù , lasciò la Galilea per l’India e studiò con buddisti e indù prima di tornare in Giudea . L’affermazione di Notovitch si basava su un documento che aveva dichiarato di aver visto al monastero di Hemis mentre era rimasto lì. [4] [5] L’opinione comune tra gli studiosi moderni è che il racconto di Notovitch sui viaggi di Gesù in India fosse una bufala. [5] [6]

        “Nessuna delle opere di Kersten ha trovato alcun sostegno nella borsa di studio tradizionale, né biblica né indologa. Il noto studioso tedesco del Nuovo Testamento Apocrypha Wilhelm Schneemelcher , in una revisione del suo lavoro standard prima della sua morte nel 2003, e in un linguaggio insolitamente forte per la comunità accademica afferma che il lavoro di Kersten si basa su “fantasia, falsità e ignoranza (soprattutto nell’area linguistica) “e” non ha nulla a che fare con la ricerca storica “. [20] Gerald O’Collins e Daniel Kendall ritengono che “il libro screditato di Kersten” sia semplicemente il riconfezionamento del materiale di Notovich e Ahmad per il consumo da parte del pubblico. “

        • Già, c’è un’ampia letteratura che contesta sia la versione di Nicolas Notovitch come di Holger Kersten, ma WIKIPEDIA le ha spiegato dov’era finito Gesù durante tutti gli anni di cui i Vangeli non ne parlano?

          E dopo che si era avviato verso Damasco, è per caso volato in Paradiso? Allora, il Paradiso è un ambiente fisico, come ce lo descrivono le Sacre Scritture? O perché gli antichi ritenevano che il Creatore fosse il Sole, come Rocco giustamente spiega?

          Poi, mi può anche spiegare come mai nella letteratura islamica Gesù è arrivato in India con suo fratello Tommaso, il quale pare abbia proseguito per Goa, mentre il Maestro è tornato in Kashmir, dove c’è perfino chi sostenga che c’è anche la tomba di Mosè e per completare il mistero, esistono oltre 100 località che corrispondono a quelle menzionate nell’Antico Testamento… Tutte coincidenze, di certo, vero?

      • il nesso si chiama NATALE!!!

        Sgarbi, dimostra di avere una conoscenza parziale del Natale, ho voluto solo aggiungere qualcosa, come spunto per una personale ricerca.

      • aggiungo che il natale odierno è ricalcato sui saturnali romani in cui si lodava il sol invictus

        Natale si identifica con Gesù solo perchè Gesù si identifica con la luce, il Sole.

        Sgarbi, deve tanto al pensiero non iconoclasta indoeuropeo, che consente di riprodurre le immagini delle divinità, delle persone e delle scene naturali, attività vietatissime nelle culture semitiche .

        Solo grazie all’indoeuropeità del cristianesimo è possibile ammirare le varie Madonne ed i Cristi dipinti nei secoli da splendidi artisti.

        Nell’ottavo secolo ci fu un tentativo di evitare la diffusione di immagini sacre, ma lo spirito creativo prevalse, questo perchè per l’indoeuropeo il creatore è “dentro di noi”, o meglio “tat tvam asi”, “io sono quello”, l’atto creativo, divino in quanto tale, è il risultato del sacrificio (nel caso indù di Prajapati, nel caso cristiano di Cristo, autosacrificati per il bene della creature). Limitare il potere creativo umano è come limitare il potere di Dio, inconcepibile per un indoeuropeo. Per i semiti, invece, à blasfemia, in quanto il divino e l’umano sono due piani differenti non rappresentabili pittoricamente.

        Un altro dei motivi perchè non ci possiamo definire di tradizione “giudaico-cristiana”, ma “indoeuropea-tripartita”: la creazione ed il creatore si possono (e si devono) rappresentare.

        Il presepe è tecnicamente un “mandala” e va fatto in un certo modo, con certi personaggi perchè racchiude da sè tutti i significati spirituali senza ulteriori aggiunte.

        I preti che fanno presepi alternativi non sono preti cristiani, sono trasformisti ed imbonitori che utilizzano i sacri significati spirituali per indurre gli stolti a versargli l’indulgenza.

        Diffidate da chi non fa il presepe come si deve fare!!!

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