La Stampa è incredibile oggi perché pubblica una rubrica con il seguente titolo: «Chi ha paura di Bella Ciao». Come a dire: adesso ve la prendete con Bella Ciao. Beh, francamente sì. Forse non vi siete accorti, ma un signore ha scritto “Bella Ciao” su un proiettile con cui ha ucciso Charlie Kirk.
Certo: oggi ovviamente vengono scritti dotti pezzi secondo cui il killer neanche sapeva che cosa fosse quella canzone. Ma l’obiettivo è chiaro: bisogna sganciare Bella Ciao da questo omicidio. Perché Bella Ciao è una cosa straordinaria.
Guardate, il punto è che ormai siete riusciti a sputtanare Bella Ciao in ogni modo. Lo avete fatto in quelle piazze di mer*** coi violenti che cantano Bella Ciao, in quelle piazze in cui si inneggia dal fiume al mare, in quelle piazze in cui si va contro la Tav, eccetera eccetera eccetera.
Non c’è problema: tenetevi la vostra Bella Ciao. Perché ormai è diventato l’inno di voi estremisti. Noi pensiamo che quel canto sia diventato, purtroppo, il simbolo, il segnale e il canto di guerra degli estremisti di sinistra. Mi spiace, ma è così. Non ci obbligherete ad amare Bella Ciao, soprattutto perché l’abbiamo sentito intonare troppo spesso nei posti peggiori.
Nicola Porro, 15 settembre 2025
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


