Commenti all'articolo S’inventano notizie, ma tacciono sul racket rom

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wisteria
wisteria
22 Dicembre 2019 11:58

Posso aggiungere una testimonianza personale.

Nel mio quartiere esiste una comunità nomade stanziata da anni in un parco archeologico, dove di conseguenza è pericoloso avventurarsi: viene generosamente aiutata dalla parrocchia di zona. La parrocchia deve peraltro guardarsi dai ripetuti furti e scassi dei suoi beneficiati, che di giorno stazionano davanti ai vari supermercati, dove contendono (a male parole e mostrando il coltello) le elemosine agli africani, parimenti in servizio permanente. Inutile dire che gli appartamenti della zona e i negozi sono oggetto di costanti attacchi. Ogni sera i “nomadi” si radunano in un punto preciso per dare il loro contributo a un capo. Tutto ciò è noto a me come ai vari residenti e dovrebbe essere pertanto noto alle forze dell’ordine, su cui non vorrei infierire perché evidentemente hanno ordini in tal senso.

P. S. Non si tratta di una borgata ma di una zona medioborghese del semicentro romano.

Laval
Laval
22 Dicembre 2019 5:46

L’etnia Rom giunse nei paesi balcanici e in tutta l’Europa dove la convivenza è drammatica in quanto non hanno mai voluto integrarsi seguendo la loro natura predatoria. Agli inizi del 1900 alcuni paesi tentarono inutilmente di integrarli obbligandoli ad abbandonare la loro lingua per esprimersi esclusivamente nella lingua nazionale. Inoltre, dovevano rinunciare alla loro vita nomade per stabilirsi in appartamenti, esercitare mestieri comuni, non mendicare, andare in chiesa e vestirsi come la popolazione locale. In cambio, il governo distribuiva case, mezzi agricoli e bestiame. L’iniziativa ovviamente fallì (come adesso) e destò l’interesse dei nazisti con le conseguenze ben note. Ad oggi, circa l’80% di loro ha la cittadinanza italiana motivata da una giustizia blanda, pressoché inesistente nei loro confronti.

La loro natura predatoria è la causa del disprezzo diffuso verso questa etnia (da parte di tutti i paesi) per le loro attitudini alle ruberie, droga, prostituzione, violenza, in barba alle leggi che disprezzano e deridono. La situazione non è più tollerabile e deve essere risolta.

Un tentativo potrebbe essere quello di chiamare gli uomini (questi di giorno non lavorano per tradizione culturale) ai lavori utili alla comunità in attesa di sistemazioni migliori, cambiando le loro abitudini. Il modo in cui farlo spetta a chi sta al governo.

Valter
Valter
21 Dicembre 2019 18:03

Ecchecacchio ! È gente che si guadagna la pagnotta col sudore della fronte scippando in piazza Duca d’Aosta, esposta tutto il santo giorno alla pioggia ed al freddo, avrà pur diritto di fare il proprio lavoro in santa pace, senza essere disturbata da poliziotti e carabinieri, che guai a loro se mettono le mani addosso a uno di questi “lavoratori”, come minimo vengono denunciati dall’assessore alla Sicurezza (dei rom e dei clandestini, s’intende !) per tortura o, come va di moda, per sequestro di persona. Giustamente Sala, il sindaco dei migranti, dei Lgbt, dei “fratelli rom” e anche dei milanesi, purché residenti in ZTL, s’è incavolato come una bestia quella volta che il prefetto si è permesso di fare una retata in quella piazza, evidentemente appaltata dal comune a ladri rom e spacciatori vari, mica che poi via da li vadano a disturbare in aree ZTL facendo perdere al sindaco della bontà (e magari pure di qualcos’altro) i voti dei fighetti progressisti.

Shambalà
Shambalà
21 Dicembre 2019 17:19

Le leggi italiane sono inadeguate e obsolete, le carceri insufficienti, i processi infiniti, le pene ridicole. Non per niente arriva la peggior gentaglia da tutto il mondo