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S’inventano notizie, ma tacciono sul racket rom

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Notizie false da montare, notizie vere da rimuovere. Il procurato allarme all’ospedale di Sondrio, dove alcuni bruti, o mostri, avrebbero esultato alla morte di una neonata nigeriana irridendo la madre, è stato procurato, ci hanno raccontato da par loro Giovanni Sallusti e Marco Gervasoni, da una sardina piddina militante che nel 2010 auspicava la soppressione del ministro Gelmini. Già era parsa aberrante la situazione in sè, adesso emerge un comportamento francamente preoccupante. Ma in troppi si sono guardati bene dal dubitare di un fatto così inverosimile ed anzi hanno scalato i vetri oltre la logica, qualche giornalista di chiara fama, lievemente sopravvalutato, arrivava a sfottere la testata sovranista “Il primato nazionale” che dubitava. Buon pro a lui e al suo utilissimo cacciatore di balle.

D’altra parte, è evaporata una faccenda viceversa non smentibile, riportata da Panorama che si basava sulle intercettazioni di un capo famiglia rom in zona stazione centrale a Milano il quale si vantava di fare 2500 euro al giorno, 75 mila euro al mese, scippando o rapinando quelli che passano. Se uno da solo riesce a mettere insieme circa milione l’anno con simili metodi criminali, a quanto ammonta il giro malavitoso in tutta Italia? Una economia fondata sul furto e sulla malvivenza, ma per niente sommersa anzi in piena luce del sole: “Gli italiani sono degli handicappati, questo è il paradiso degli zingari” dice Muhamer Omerovic, il boss. Usa un termine, “zingari”, proibito ai cronisti italiani e sa quello che dice: ci sono “zingarelle” che più le trovano a rubare e più le fermano e più le liberano, perché perennemente incinte. Ci sono i capi con le flotte di auto di lusso, Porsche, Mercedes, Ferrari, ci sono le ville pacchiane e tetre della Romanina dove spadroneggiano i clan famigerati dai nomi che nessuno mormora. Quella tipa erculea che diceva, “io se Salvini viene qui gli taglio la gola”, e parlava del ministro di polizia, il quale però faceva finta di niente per non incorrere in accuse strumentali. Ma non gli è servito, la sinistra inclusiva lo ha attaccato in fama di fascista, sorda al fatto che questi nomadi stanziali, o chiamateli come vuole la mirabile Carta di Roma, dicono che gli italiani sono dei minorati mentali garantendo loro impunità sostanziale.

Sordi, ciechi e muti sullo sfruttamento dei minori, le condizioni allucinanti in cui vivono o muoiono nelle baraccopoli abusive, costretti ai semafori, privati di futuro diverso, piagati, tumefatti, marchiati dalle bruciature di sigarette sulle braccia, destinate, le bambine, a compravendita, mandate spose a otto o dieci anni. E sì che i soldi girano, la leggenda metropolitana dei rom miserabili, espulsi dalla società, non regge; sono loro a non volere entrare in una società organizzata, codificata, “italiani handicappati, paradiso per noi”.

Ma chi è il razzista qui? Chi vede una tolleranza inspiegabile e pericolosa, oppure chi fa professione di intolleranza, di disprezzo per chi li tollera, per gli italiani mentecatti, con un sistema repressivo che fa acqua da tutte le parti, che consente loro di farla da padroni con metodi mafiosi, di far su due, tremila euro al giorno solo nella piazza della Stazione Centrale di Milano?