Cronaca

Sofia Barbieri, il video-sfregio del maranza è inaccettabile: “Lascio la bella vita in Italia”

A Ceriale l'incidente in cui ha perso la vita la 23enne. Dopo il primo video choc, il ragazzo di origine marocchina lascia il Belpaese e torna sui social

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A Ceriale pochi giorni fa la 23enne Sofia Barberi ha perso la vita in un incidente stradale mentre era in scooter con un’amica, rimasta gravemente ferita. A bordo della Fiat 500 che ha colpito il mezzo della vittima c’erano diversi giovani, tra cui un ragazzo di origine marocchina, cittadino italiano residente a Pietra Ligure.

Subito dopo lo scontro, il giovane ha pubblicato un video in cui rideva della morte della ragazza. Dopo concise scuse di facciata (pronunciate probabilmente perché terrorizzato dalle minacce e dagli appostamenti davanti casa sua ad opera di cittadini inferociti dopo i suoi sberleffi verso una ragazza morta) il ragazzo ha girato un nuovo video mentre saliva su un aereo a Malpensa per lasciare l’Italia: nella ripresa ride, dice “questo incidente mi ha rovinato la vita” e sostiene di essere costretto ad andarsene, ripetendo “remigrazione, remigrazione” tra le risate, fondamentalmente prendendosi ancora una volta gioco della situazione che ha generato.

Siamo oltre l’assurdo: una ragazza è morta, una famiglia è distrutta ma questo omuncolo ha l’ardire di autocommiserarsi perché a suo dire l’incidente gli ha rovinato la vita, dimenticando di aver trattato tutto come uno scherzo sui social e di aver riso della situazione con i suoi amici.
È l’ennesimo caso di assoluto degrado giovanile. Ed è il sintomo di un fallimento più ampio: tanti giovani, soprattutto migranti di seconda generazione, crescono in questo paese senza interiorizzare le regole fondamentali della convivenza civile. Non sanno cosa sia il valore della vita umana, l’empatia, il senso di responsabilità civica e il rispetto per la società che li ha accolti. Sono ragazzi che spesso vivono in enclave culturali parallele dove prevale una mentalità degna della giungla, nella quale la legge è solo un ostacolo da aggirare e persino la morte di una giovane può diventare contenuto per like su Instagram.

Benché qui non si tratti di un vero e proprio crimine (il ragazzo non era neanche alla guida), questo evento tristissimo denota proprio la bassezza emotiva di tanti, troppi giovani. Si palesano in questi contesti tutte le differenze culturali, i modelli educativi e valoriali che ostacolano l’assimilazione ai principi occidentali di un individualismo responsabile e di rispetto universale. E quando, dopo un errore, arriva una copiosa ondata di indignazione pubblica, la risposta è una rapida rettifica di facciata e poi la fuga con una ulteriore derisione.

E alla fine proprio lui, ridendo, decide di “auto-remigrare” di propria iniziativa, confermando che chi non sente di appartenere, davvero poi forse finisce per andarsene.

Alessandro Bonelli, 22 giugno 2026

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