Giovedì 19 marzo 2026, Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone hanno perso la vita in un’esplosione avvenuta in un casale abbandonato nel Parco degli Acquedotti a Roma. Secondo gli inquirenti, i due anarchici stavano assemblando un ordigno artigianale quando si sarebbe verificato l’incidente. Il congegno era composto da fertilizzante, un materiale instabile per il trasporto, portando gli investigatori a ipotizzare che l’obiettivo del presunto attentato fosse nei paraggi del luogo dell’esplosione, forse lo snodo ferroviario, una caserma o il Polo Tuscolano della polizia.
Le perquisizioni e il materiale sequestrato
In seguito all’accaduto, la Digos di Roma ha condotto cinque perquisizioni in abitazioni legate alla galassia anarchica, sequestrando diverso materiale. Tuttavia, i documenti raccolti non sembrano collegati direttamente all’episodio. Durante queste operazioni, due persone sono state interrogate, ma al momento non risultano coinvolte nella progettata azione. Gli investigatori si concentrano inoltre sulla logistica dell’operazione, cercando di ricostruire non solo l’origine delle sostanze utilizzate ma anche eventuali complicità nell’organizzazione dell’attacco.
La rivendicazione del mondo anarchico
Poche ore dopo l’incidente, alcuni circoli anarchici hanno pubblicato un documento online dichiarando che “Sara e Sandro sono morti combattendo“. Il testo descrive i due come “compagni rivoluzionari il cui esempio resterà un monito contro ogni oppressore”. Scritte di rivendicazione sono apparse anche nella notte alla fermata Marconi della metropolitana di Roma, con frasi come “La nostra vendetta sarà terribile” e “Morte agli oppressori”. Le autorità stanno esaminando i filmati delle videocamere di sorveglianza per identificare i responsabili.
Indagini su possibili legami e altri obiettivi anarchici
Le autorità indagano per accertare se Mercogliano e Ardizzone agissero da soli o fossero parte di una rete più ampia, forse collegata al militante anarchico Alfredo Cospito, detenuto in regime di 41 bis. Sara Ardizzone aveva dichiarato pubblicamente il proprio sostegno a Cospito, mentre Mercogliano era stato sospettato in passato di coinvolgimento in un attentato a Roberto Adinolfi, dirigente di Ansaldo Energia, anche se la sua posizione fu successivamente archiviata. Altre piste includono collegamenti con recenti sabotaggi alla rete ferroviaria, come quelli compiuti durante le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina.
Rischio escalation e allerta dello Stato
Secondo Antonio Rinaudo, ex magistrato con esperienza nelle indagini su Alfredo Cospito, la morte dei due anarchici potrebbe innalzare il livello di rischio. Ha spiegato che nel mondo anarchico la scomparsa di militanti tende a essere sfruttata per nuove mobilitazioni e rivendicazioni. Inoltre, i comunicati degli ambienti anarchici riflettono un cambio di metodo, sottolineando una maggiore propensione verso azioni concrete piuttosto che simboliche. Questa evoluzione rappresenta una sfida per le autorità, che guardano con attenzione agli sviluppi nelle prossime settimane.
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