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La guerra in Ucraina

“Sono sempre più arrabbiati”. Si spacca il fronte Nato sulle armi a Kiev

Si formano crepe nel rapporto tra americani ed europei sul conflitto in Ucraina

Biden macron Scholz nato

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Forse non c’era bisogno di un articolo del Wall Street Journal per certificarlo. Però insomma che lo dica il quotidiano americano un qualche significato potrebbe anche avercelo. Nel fronte occidentale, infatti, si stanno aprendo “delle crepe” nelle strategie contro la Russia. “Gli alleati americani ed europei sono sempre più divisi sull’opportunità di spedire armi più potenti in Ucraina”.

Il timore dell’Ue, in particolare di Germania e Francia, è quella che riempire Kiev di munizioni e missili (magari a medio o lungo raggio) finisca col prolungare un conflitto che colpisce non solo gli ucraini, ma anche le economie europee. Il fronte occidentale risulta così diviso: da una parte gli Usa, il Regno Unito e gli Stat dell’Est più vicini al confine russo; dall’altra Parigi, Berlino e in parte l’Italia, convinti che occorra anche cercare una mediazione. Magari sfruttando l’apertura di Mosca sul grano per poi cercare un vero e proprio cessate il fuoco. E qualora dovesse servire, anche prendendo coscienza del fatto che difficilmente le truppe di Zelensky potranno riconquistare il terreno perso in Donbass.

Tra le parti, infatti, non vi è uniformità di convinzioni sulla possibilità che l’Ucraina possa davvero vincere questa guerra. L’amministrazione Biden sembra a sua volta combattuta. Ieri infatti il Presidente Usa aveva escluso di voler inviare missili a lungo raggio a Kiev in grado di colpire il territorio russo, poi ci ha ripensato e ha dato il via libera a fronte di una poco convincete rassicurazione a non usarle per colpire obiettivi russi oltre confine. In Francia e Germania, ma anche in Italia, la maggioranza della popolazione – dicono i sondaggi – teme che l’invio massiccio di armamenti possa peggiorare le cose. E infatti Kiev per l’invio di munizioni e armamenti si ritrova a dover ringraziare maggiormente piccoli Stati come la Polonia piuttosto che le grandi potenze europee. Mosca è consapevole di questa spaccatura e la usa per fare leva sull’Europa: gli Usa, ha detto oggi il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, stanno “intenzionalmente e diligentemente gettando benzina sul fuoco. La linea degli Stati Uniti è di combattere la Russia fino all’ultimo ucraino. Queste consegne non incoraggiano la leadership ucraina a riavviare i negoziati di pace”.

A dividere i due blocchi dell’Alleanza c’è anche la lettura sulle prospettive del conflitto iniziato da Putin. A Est, in particolare in Polonia, è forte la convinzione che lo Zar non intenda fermarsi all’Ucraina. Di diverso avviso sono invece i funzionari francesi e tedeschi, per ora preoccupati principalmente dalle ricadute economiche della guerra. “Ogni telefonata, i ministri del nord Europa e dell’Europa centrale sono sempre più arrabbiati“, ha detto al Wall Street Journal un alto funzionario della Repubblica Ceca. “Questo sta distruggendo l’unità. È esattamente ciò che Putin vuole e ciò che i francesi e i tedeschi gli stanno dando”.