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Follie ambientaliste

Squallore in California: i morti potranno diventare concime

Dal 2027 ci sarà un’alternativa green alla sepoltura

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È un film horror? Purtroppo no, anche questa volta la realtà supera la fantasia grazie all’estrema ideologia green che si è spinta fino all’arrivo del “compostaggio umano”. Dal 2027, in California, ci sarà un’alternativa green alla sepoltura e alla cremazione: “I defunti potranno diventare concime per campi e giardini” senza alcun danno per l’ambiente. Lo stabilisce una legge proposta dalla deputata Cristina Garcia e firmata qualche giorno fa dal governatore democratico Gavin Newsom. “Con il cambiamento climatico e l’innalzamento del livello del mare che ci minacciano questo è un metodo alternativo di smaltimento che non inquina”, ha spiegato Garcia, come riporta il Los Angeles Times.

In nome del rispetto dell’ambiente è necessario umiliare e mortificare giornalmente il genere umano? Ormai è chiaro che la visione materialistica della vita ha condotto la civiltà al livello più basso, infimo e barbaro. Chiunque avesse un minimo di formazione religiosa può comprendere l’assurdità di tali iniziative che propagandano senza sosta la necessità di tutelare l’ambiente, concepito come una nuova entità metafisica da venerare senza più la presenza “ingombrante” dell’essere umano. Basta leggere il libro della Genesi dove si narra della creazione del mondo e dell’uomo per comprendere che ambiente e umanità sono una realtà unita ed indissolubile, infatti, sul piano esoterico della lettura del testo, l’uomo altro non è che un microcosmo rispetto al macrocosmo.

Inoltre, l’uomo possiede l’alito “divino” inserito da Dio con il suo soffio che un giorno, al momento della morte biologica, ritornerà nel Regno dei Cieli, e dunque, una degna sepoltura è sempre parallela al rispetto per Dio. La cerimonia funebre, nasce proprio per rendere sacro il momento della morte, oltre ad offrire un momento per donare un ultimo saluto ai propri cari, infatti, nella tradizione Cattolica il rito funebre si divide in tre parti principali che valorizzano defunti e persone in vita:

1. La “contemplazione” o “veglia” durante la quale il corpo del defunto è esposto nella cassa da morto o bara. Partecipano alla veglia funebre gli amici e i parenti, e normalmente si tratta di una partecipazione non rigidamente codificata. In alcuni casi, c’è un libro delle condoglianze sul quale i partecipanti appongono la propria firma. Gli amici e i parenti che non possono partecipare di solito inviano dei fiori o telegrammi ai familiari. La veglia termina con una preghiera comune, di norma il rosario, recitato anche da un sacerdote in chiesa o nell’abitazione del defunto.

2. La cerimonia funebre. Il sacerdote officia la messa esequiale in chiesa durante la quale la bara viene aspersa con l’acqua benedetta e incensata. Al termine di questa, in alcune particolari occasioni un amico o un parente della persona scomparsa, può leggere un elogio funebre riguardo alla vita e alle attività del defunto (alcune confessioni religiose tendono a scoraggiare l’uso degli elogi funebri durante il funerale vero e proprio).

3. La cerimonia comprende di solito anche il pio officio della sepoltura, che segue il funerale e si tiene di solito a fianco alla tomba o cappella o nelle vicinanze dei fornetti dei moderni cimiteri metropolitani o in un locale attiguo al crematorium, dove il corpo della persona deceduta viene infine sepolto o cremato. Spesso il percorso dalla chiesa al cimitero è seguito, maggiormente a piedi, dai partecipanti al funerale o da una selezione di questi. Al rito può seguire la presentazione delle “condoglianze” agli intimi del defunto (in genere i familiari e gli amici più stretti)

L’eterno riposo è la più frequente preghiera cattolica per il culto dei morti. La preghiera dei viventi e in particolare la celebrazione eucaristica sono offerte per i defunti, affinché, purificati, possano giungere alla visione beatifica di Dio. La Chiesa raccomanda anche le elemosine, le indulgenze e le opere di penitenza a favore dei defunti.

Dunque, il rito funebre rappresenta l’ultimo atto della nostra vita terrena, per entrare in una nuova vita. Ma secondo la mostruosità green, noi siamo solo concime alla fine della nostra esistenza biologica, nessun elogio per i meriti e nessun perdono per i propri errori. Non un semplice rito, ma una valorizzazione della vita su tutti i piani che culmina anche in un sostegno morale reciproco immerso nella speranza di un bene più grande e futuro.

Cancellare la sacralità religiosa dalla vita sociale significa trasmettere il concetto al popolo che la vita è solo materia con un inizio ed una fine. Al contrario, il Cristianesimo insegna ad operare il bene in vista di un Giudizio Universale che premierà i buoni con la vita Eterna ed il Paradiso e punirà i malvagi con l’Inferno. Eliminando anche questo retaggio sapienziale, non vi sarà nessun interesse ad impegnarsi nella speranza di un “Mondo Nuovo” e l’egoismo sarà il padrone di ogni nazione. Attenzione, sono a favore di uno stato laico e liberale sul piano del diritto, ma questo non significa cancellare le dottrine religiose dalle comunità e dalle scuole come forma di cultura storica, filosofica e teologica. Ognuno deve essere libero di abbracciare un credo o meno, di studiare o no le materie religiose, ma non si può imporre di fatto un “culto di vita ateo”.

Sempre in tema green, demistifichiamo le finte narrazioni della tutela ambientale sul piano filosofico. L’albero, l’animale ed il creato, hanno una missione di vita nei confronti delle persone. Attraverso i loro doni, frutti, alimenti ed elementi, realizzano uno scopo sottile e più alto che consente loro di continuare il ciclo della vita che necessita in primis di relazioni ed interscambi. Privare di questo diritto l’ambiente in realtà significa distruggerlo e non tutelarlo. L’amore non esiste senza interazione ed il donarsi reciprocamente. Prima ancora di pensare di tutelare l’ambiente, salviamo le relazioni umane, già disintegrate dal lockdown, il distanziamento, le mascherine a motivo della pandemia, dalle guerre in corso, dalla crisi economica e da future peggiori calamità.

Non limitarsi a concetti prestabiliti, omologati e confezionati ed aprendosi a nuove visioni del mondo che spaziano dallo spirituale al materiale, è il primo passo per costruire quella capacità di rispetto reciproco in grado di fermare le guerre e tutelare i diritti umani e le libertà personali. Personalmente resto un umile libero pensatore, neanche mi sento in grado di concepire le grandi gesta di Gesù narrate nel Vangelo, la sua morte e resurrezione e le informazioni sulla vita eterna. Mi piace però, da semplice curioso lettore, provare a sognare questo ritorno del Messia che renderà nuovamente gli esseri umani liberi, felici e capaci di rispettarsi reciprocamente nelle proprie diversità.

Carlo Toto, 24 settembre 2022