in

Strada e Gaudio: falce e tampone per la Calabria

Dimensioni testo

È straordinario: “La Calabria ha bisogno di Gino Strada, sia nominato oggi, subito”. Firmato Matteo Renzi aka il Bomba. E invoca uno che proviene dal ’68 movimentista. Con rottamatori così, chi ha bisogno di vecchi arnesi?, parliamo del giovane frequentatore della Ruota della Fortuna, mica dell’altro. Gira che ti rigira amore bello, i compagni post tutto ritornano alla comune, al compagnero: la sinistra riparta da Gino.

La storia si ripete sempre due volte, la prima in forma di comunismo, la seconda in forma di comunismo. Il governo si vergogna di avere affidato la pubblica sanità calabrese metastizzata dalla ‘ndrangheta prima ad un generale in pensione talmente incompetente, per diretta ammissione, da arrivare a dire: mah, non so più niente, mi avranno drogato; poi ad un successore al di là del negazionismo, per prendere il Covid bisogna infilarsi la lingua in gola per un quarto d’ora. Oltre la tragedia e oltre la farsa. Conte se li sceglie col lanternino e alla terza opzione le lanterne son rosse fuoco, non si risolverà niente in Calabria ma forse si risolve qualcosa a Roma, palazzo Chigi, dove il puntello del Pd scricchiola sempre più. Ma il santo Emergencyale da solo non basta e gli affiancano un rettore, quello della Sapienza: da Gino a Eugenio, breve è la Strada che conduce al Gaudio, cosentino verace, medico pregno di riconoscimenti plurimi e ideologicamente impeccabili: fra i tanti, un attestato delizioso: insignito il 1 novembre 2019 a Wuhan, presso la Zhongnan University of Economics and Law, del prestigioso Honorary Doctoral Degree in Economics and Law dal Governo della Repubblica popolare cinese. Cioè ha preso un premio a Wuhan, terra d’origine del Covid, esattamente quando il Covid fuggiva dai laboratori degli apprendisti stregone. Che vuoi di più dalla vita? Un Lucano (Mimmo, inventore del prodigioso modello Riace, ispirato a sicura dissipazione)?

Tocca al dream pool mettere ordine nel gran casino calabrese e per Gino stanno esultando come un coro militare tutte le giubbe rosse sulla piazza: le varie estreme, da SeL a LeU, che son come l’araba fenice, che ci siano ciascun lo dice ma cosa facciano nessun lo sa, il sedicente riformismo progressista piddino, e poi il citato Lucano, le immancabili sardine, l’Anpi reducista, i centri sociali, le frange maduriste, il mondo antagonista, il revanscismo comunista.

Forse il superpool falce & tampone (ma Strada dice che “il tandem non esiste”) schiererà pure l’immunologo Galli, altro sessantottino per sempre, quello che spinge per lockdown totali, sovietici, e vuole proibire “il superfluo”, che sarebbe tutto ciò che non piace a lui, e vuole impedire le visite ai cimiteri, che è tutta paccottiglia fideista, e vuole mettere sotto chiave anche il Natale, basta regali, cenoni, lucette, robaccia da deviazionismo borghese. Il dream team per salvare la Calabria sanitaria assomiglia alla squadra di calcio di Alberto Sordi: BorgoRosso, Rosso, Rosso… A sinistra tutti si scapigliano e si accapigliano e, essendo Arcuri imbarazzante per sicumera non giustificata, cercano di ripartire dal Red Pool. Che ironia, però, uno come Gino, sempre antagonista contro ogni potere, divisa, autorità, ritrovarsi nel ruolo di vicecommissario Strada. Come si cambia, per non cambiare, quando la realtà supera ogni fiction.

Max Del Papa