La storia, con tutti i suoi drammi, talvolta si rende capace (certo inconsapevolmente) di una feroce ironia. Il Pride di Berlino è un’icona del mondo LGBT: come la Prima della Scala per gli amanti dell’opera o la finale di Champions League per gli appassionati del football. Ieri sera un furgone si è lanciato a tutta velocità sulla folla, provocando un morto e numerosi feriti.
Il colpevole? Un neonazista militante di AfD? Il generale Vannacci? La Meloni e la destra che comprime i diritti? La Chiesa cattolica? No: il colpevole è Abdul, estremista islamico, che evidentemente non ha molto in simpatia gli omosessuali. Chi ha interesse a minimizzare dirà che non si deve generalizzare, ma sa benissimo che la realtà è un’altra: l’Islam non tollera le diversità ed è pronto a imporre ovunque la propria legge. Costi quel che costi.
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Ed invece, l’Europa subisce e la sinistra radicale parteggia per Hamas e il regime degli ayatollah. Ci sveglieremo quando sarà troppo tardi e capiremo che non è solo un incubo. Chissà, forse ieri sera Qualcuno ci ha mandato un messaggio.
Marco Baldassari, 26 luglio 2026
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