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Strange World, Disney rifila ai bimbi il cartone green Lgbt

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Lo aspettavamo con ansia, non si stava più nella pelle, nelle palle, nelle stelle e finalmente eccolo: il primo lungometraggio Disney con un personaggio dichiaratamente gay. Un’avventura color arcobaleno dai forti connotati ecologisti e che riflette sul rapporto fra padri e figli. Libidine, doppia libidine, libidine coi fiocchi arcobaleno.

Comunicato stampa

La notiziona sarebbe clamorosa, insomma, ma così come la riprendono i media altro non è che la marketta della stessa Disney, percettibilmente: sapete quei comunicati stampa precotti ad uso dei “giornalisti” che non devono far altro che prenderli e sbatterli in homepage. Tanto non ci sarà nessun debunker sull’orlo di una crisi di famiglia ad eccepire: “FUORI CONTESTO!”. Allora noi ci limitiamo a prendere lo stesso soffietto, anzi soffione, soffocone Disney, fingendo di non sapere che di questo si tratta: e veniamo chiosandolo, perché c’è di che godere. “Non è più tempo di principesse indifese, né di intrepidi cavalieri Alfa. E neanche di streghe cattive, di perfide matrigne o tantomeno di pirati dall’uncino facile. Strange World – Un Mondo Misterioso (nella sale cinematografiche dal 23 novembre) è un’avventura rivoluzionaria nel mondo dell’animazione made in Hollywood. Il sessantunesimo lungometraggio di casa Disney rinuncia ai villain e fa dell’inclusività la propria bandiera che sventola con i colori dell’arcobaleno”.

La prosa è già inclusiva di suo: i cavalieri Alfa, aborrrro!, il villain, perché dire balordo è troppo da villani, quanto poi ai pirati dall’uncino facile, che orrore, per quanto, volendo… Ma andiamo avanti: “La pellicola presenta per la prima volta, in un lungometraggio disneyano, un adolescente gay. Grazie alla regia di (vincitore di un Oscar per Big Hero 6,) [sic! La proverbiale accuratezza dei dipartimenti comunicazione delle multinazionali] e la scrittura di Qui Nguyen (Raya e l’ultimo Drago) la rappresentazione dell’omosessualità trabocca garbo e naturalezza. Perché proprio la natura è la grande protagonista di un film che rispecchia la società in cui viviamo”.

Voilà, parbleau, qui c’è la prima trappoletta: quale società in cui viviamo? Questa è la società in cui non viviamo, la società in cui pretendono di farci vivere, quella alternativa del woke, delle Netflix, delle Disney che vogliono riscrivere tutto con l’inchiostro simpatico. Quella che “trabocca garbo e naturalezza”, bla bla bla. Certo, con alcuni incidentali limiti geofisiologici: l’opera, avverte Disney, “non verrà distribuita in Medio Oriente, Cina, la Malesia, l’Indonesia, il Pakistan, Tanzania, Uganda, Kenya Nigeria, Ghana, le Maldive, il Nepal e il Bangladesh, ovvero, paesi in cui certe tematiche sono ancora tabù”, e vengono omessi, chissà perché, Iran, Qatar, Arabia Saudita, ovvero alla fine l’opera definitiva, memorabile, epocale non la scoprirà più di mezzo mondo, che vuoi che sia e in ogni modo, come articolerebbe Saviano, ha stata colpa di quella bbastarda di Melona, accà, allà, ngulassoreta.

Trama arzigogolata

Strange World – Un mondo misterioso ha una trama arzigogolata, anzi farneticante, oddio, adesso mi troverò crocifisso a qualche sito isterico lgbtqpiùpiùpiùpiùmenomenomenomenomeno, sta di fatto che si affastellano creature opinabili quali “Searcher Clade è un marito e un padre geniale, che da adolescente ha scoperto il “Pando”, una fonte di energia proveniente dalle piante che ha rivoluzionato il mondo e la comunità di Avalonia. Anche se in città è stata costruita una statua in suo onore, Searcher si comporta come un umile contadino; coltiva, miete e distribuisce il raccolto insieme alla moglie Meridian e al figlio Ethan. Invece, Jaeger, il padre di Searcher, ha avuto da sempre un unico obiettivo: diventare un esploratore leggendario. In città è stata edificata una statua (proprio accanto a quella di Searcher) in sua memoria, giacché l’uomo è scomparso durante una spedizione e oramai manca da casa da 25 anni. Il figlio di Searcher, Ethan, è un sedicenne gay, innamorato di un suo compagno. Il giovane è sempre disponibile a dare una mano alla fattoria, ma non è sicuro di voler seguire le orme di suo padre e diventare un agricoltore. La grande avventura della famiglia Clade inizia quando la presidentessa di Avalonia, Callisto Mal, si presenta alla fattoria per comunicare una terribile notizia: Il pando la rivoluzionaria pianta, scoperta da Searcher sta scomparendo. È necessario quindi intraprendere un viaggio per arrivare alla fonte dell’energia e comprendere come salvarla. Questa darà inizio a una missione alla scoperta di universo sotterraneo e straordinario, popolato da creature meravigliose, ma pure assai pericolose”.

La sceneggiatura deve averla scritta Emma Bonino sotto peyote, ben nascosta dentro il tubbante. Ma niente paura, perché Dai Boomer ai Millennial passando per la Generazione Z, Strange World attraversa con leggerezza, ma efficacia argomenti importanti come l’inclusività, il rispetto per l’ambiente. E alla fine questo strano mondo di cui parla il film è lo specchio di quello in cui viviamo [e dajela, ndr], in cui lo sfruttamento selvaggio delle risorse rischia di portarci alla catastrofe. Ma per fortuna, almeno sullo schermo, l’Apocalisse è rimandata. Lo scontro può trasfigurarsi in incontro e questa avventura cinematografica, ispirata a certa letteratura pulp e che nella grafica rende omaggio al fumetto francese e belga, ci porta un messaggio ottimista e pieno di speranza, probabilmente necessario, in considerazione del momento storico che stiamo vivendo”.

Pistolotti, pistolette e pistolini. Piccola lezione di psicologia grafica: le virgole ad minchiam potranno anche piacere all’universo inclusivo, ma sono indice di inettitudine condita, per solito, da malafede (“attraversa con leggerezza, ma efficacia argomenti importanti…”); dove trovate un accenno al “momento storico che stiamo vivendo”, stracciate tutto e mandate serenamente affanculo: trattasi di cialtroni, retori alla Aboubakar, vogliono solo shamparvi il cervello.

Critica al film

Fin qui l’analisi critica, anzi acritica, del capolavoro gender fludi ambiental; segue critica analitica. Si poteva osare di più. Intanto, non si capisce tutto questo spreco di personaggi volgarmente borghesi, qualunquisti, fascisti cioè “normali”, questo Searcher sicuramente di Forza Nuova, per esempio, “marito e padre geniale”, sposato con una donna: no, dico, dove siamo, nel regno della Fiamma di donna Giorgia? Suo padre, Jaeger, perché non l’ha avuto da un marito, con l’utero postalmarket, come Nichi Vendola? E Callisto, lì, la presidentessa, che poi si dice presidenta, ci voleva tanto a farlo trans? Altro che rappresentazione dell’omosessualità che trabocca garbo e tenerezza, qui c’è il trabocco di censura: anche Disney cede al fascismo “reazionario e conservatore” come dicono i nostri studenti intellettuali ai carciofi, che vergogna. Infine, se proprio dobbiamo essere precisi, bene Michele Bravi fra i doppiatori, ma un posto per Luxuria proprio non c’era? E perché non chiamare anche Di Maio, che forse a pescare pesce persico nel Golfo di Mergellina non va più, e magari Beppy Conte, che nelle mutande dell’oppositore radicale ci sta strettino?

Suggerimento per il sequel

Comunque, ecco come ci permettiamo di suggerire a Disney un più che necessario sequel, molto lucido e assertivo. Dunque c’è Ethan, il sedicenne innamorato del compagno, che alla fine si stufa, lo molla perché si scopre non binario ma neanche triste e solitario, se mai polisex come Ivan Cattaneo, quindi si ripropone alla Patty Pravo, “oggi qui, domani là, io amo la libertà”, difatti si rompe i coglioni di fare il contadino e coltivare strane piante di forma inclusiva, ma carnivora femminea, quindi molla la family dicendo a papi Sarcher, in modo molto tenero e garbato: “Restaci tu in questa fattoria di merda a sporcarti di merda con quel tuo miele di merda, io me ne vado per mulini a vento, ciaooo”, si frega gli stivaloni di gomma, li infila e parte per un tour con i Maneskin, ogni sera il tutto esaurito, perché quelli che li vanno a sentire sono tutti esauriti.

Nel frattempo si è fatto crescere le bionde trecce gli occhi azzurri e, con le calzette rosse sotto le galosce inzaccherate peggio di una Jeep al Camel Trophy, bussa alla porta di Bonelli e Fratojanni e dice: io sono una persona pulita, lo candidano, lui parte per un lungo tour inclusivo per sponsorizzare il ddl Zan, intanto Callisto apre scatole cinesi un po’ dappertutto facendo incetta di fondi pubblici, finché Ethan si lega a Ellie Schlein ma la liaison dura meno dell’hype di Souhamoro perché i due cominciano a scannarsi volendo entrambi diventare segretarie del PD, alla fine tutto esplode, l’impero di Mama Callisto va in frantumi sotto plurime accuse di malversazione, Ethan dice è un complotto, io sono tenero e garbato, capito stronzi, ma che vi ho fatto, volete farmi pagare le mie idee inclusive ma io non mollo, solo che a mollarlo sono tutti gli altri tranne Parenzo e Sansonetti, “Lo linciano perché è tenero e garbato”, Ethan, solo e sconfitto, torna alla casa arcobaleno del padre a curare quel cazzo di Pando, alla fine non ce la fa più e lo sradica, brucia gli stivaloni, si frega un 24mila euro dalla cuccia del cane, maschio ma chiamato Brenda, e diventa attivista ambientale che tira zuppe di caciucco alla livornese, pesantissime, su tutti i capolavori di artisti omosessuali.

Max Del Papa, 24 novembre 2022