Commenti all'articolo Stranieri in classe, la proposta liberticida: “Obbligare gli italiani a restare lì”
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13 Commenti
Gianni Loiacono
24 Settembre 2026, 16:59 16:59
Eppure la logica non é cosí difficile.
Chi lo dice che un bambino di 8 anni appena arrivato debba frequentare necessariamente la terza elementare? Che vada a fare la prima e ripeterla tanti anni fino a che non sará in grado di essere promosso. Nella seconda, poi, non sarà più un ostacolo
LuisPi
24 Settembre 2026, 16:23 16:23
Una scuola pubblica, in grado di insegnare, presuppone un unico linguaggio cui deve seguire la formazione anche culturale di chi la frequenta. Attuare le modalità di supporto per quelli che hanno difficoltà di stare al passo. La percentuale riguarderebbe solo questi casi a prescindere dalle origini.
Giuseppe
24 Settembre 2026, 16:10 16:10
Vengo dalla scuola e penso che la didattica laboratoriale serva a poco, tanto fumo e poco arrosto.
E per restare in ambito culinario, come diceva un mio allievo: “Sono i maccheroni che riempiono la pancia”.
E ormai “maccheroni” nella scuola pubblica se ne cucinano sempre meno,
Ciccio
24 Settembre 2026, 15:42 15:42
Non c’è niente da fare i gulag sono la loro passione erotica. Ma questa prenderla di forza e cacciarla per palese inadeguatezza agli standard democratici?
Simone
24 Settembre 2026, 15:24 15:24
Guardate che è banale logica: se in alcune zone il 30% non è attuabile, l’attuarlo prevede sacrifici e quindi o gli stranieri fanno chilometri aggiuntivi, o li fanno gl autoctoni. Il problema è la legge non chi debba fare sacrifici.
maurizzzio
24 Settembre 2026, 15:15 15:15
Invece, come faceva giustamente notare qualcuno, viste le parole del Cardinale, NON sarebbe il caso che le SCUOLE CATTOLICHE accogliessero a “tariffa zero” un po’ di piccoli ospiti, giusto per integrarli meglio tra i figli di chi vuole integrarli ? Giusto per stare un po’ in “società”
Eppure la logica non é cosí difficile.
Chi lo dice che un bambino di 8 anni appena arrivato debba frequentare necessariamente la terza elementare? Che vada a fare la prima e ripeterla tanti anni fino a che non sará in grado di essere promosso. Nella seconda, poi, non sarà più un ostacolo
Una scuola pubblica, in grado di insegnare, presuppone un unico linguaggio cui deve seguire la formazione anche culturale di chi la frequenta. Attuare le modalità di supporto per quelli che hanno difficoltà di stare al passo. La percentuale riguarderebbe solo questi casi a prescindere dalle origini.
Vengo dalla scuola e penso che la didattica laboratoriale serva a poco, tanto fumo e poco arrosto.
E per restare in ambito culinario, come diceva un mio allievo: “Sono i maccheroni che riempiono la pancia”.
E ormai “maccheroni” nella scuola pubblica se ne cucinano sempre meno,
Non c’è niente da fare i gulag sono la loro passione erotica. Ma questa prenderla di forza e cacciarla per palese inadeguatezza agli standard democratici?
Guardate che è banale logica: se in alcune zone il 30% non è attuabile, l’attuarlo prevede sacrifici e quindi o gli stranieri fanno chilometri aggiuntivi, o li fanno gl autoctoni. Il problema è la legge non chi debba fare sacrifici.
Invece, come faceva giustamente notare qualcuno, viste le parole del Cardinale, NON sarebbe il caso che le SCUOLE CATTOLICHE accogliessero a “tariffa zero” un po’ di piccoli ospiti, giusto per integrarli meglio tra i figli di chi vuole integrarli ? Giusto per stare un po’ in “società”