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Stretta di Berlino sui migranti: Merz copia la Meloni

Il governo se ne infischia delle toghe e tira dritto: "Vanno presi in custodia per l'espulsione"

meloni mertz migranti Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Negli ultimi anni, l’Unione Europea ha progressivamente orientato le proprie politiche verso un approccio più restrittivo in materia di migrazione. Come ben sappiamo, un punto di svolta si è registrato nel 2022, con l’insediamento del governo guidato da Giorgia Meloni in Italia, che ha sollecitato un maggiore impegno dell’Ue nell’affrontare il tema dell’immigrazione irregolare. E il cancelliere tedesco Friedrich Merz è pronto a seguire l’esempio di Roma.

Diversi Stati membri stanno adottando misure più stringenti. In Germania, il dibattito pubblico e politico si è intensificato in seguito a una serie di attentati. Le autorità tedesche hanno avviato una revisione delle politiche migratorie già sotto il cancellierato di Olaf Scholz, e la linea è proseguita con Merz.

Uno dei nodi principali riguarda l’integrazione dei rifugiati e dei richiedenti asilo. Il governo tedesco ha evidenziato criticità legate alla mancata integrazione di una parte della popolazione migrante, sottolineando problematiche di ordine pubblico e convivenza sociale. Il cancelliere ha distinto tra coloro che si sono integrati positivamente nel tessuto economico e sociale del Paese e coloro che, invece, non avrebbero rispettato le norme e i valori locali.

La Ripartenza

La proposta attualmente in discussione prevede la custodia preventiva di soggetti con precedenti penali, in vista di possibili espulsioni. A partire da dicembre 2024, la Germania ha ripreso i rimpatri verso l’Afghanistan, concentrandosi su individui condannati per reati o ritenuti una minaccia per la sicurezza. Per quanto riguarda i cittadini siriani, è stata annunciata una sospensione temporanea delle decisioni sulle richieste di asilo in attesa di una valutazione più stabile della situazione nel Paese di origine. Nel frattempo, il Ministero dell’Interno tedesco ha dichiarato l’intenzione di avviare programmi strutturati per il rimpatrio e l’espulsione e ha deciso di interrompere i finanziamenti futuri a organizzazioni non governative che operano nel Mediterraneo.

Una cosa appare chiara: Merz non si è fatto intimidire dall’opposizione della magistratura. Come vi abbiamo raccontato, il Tribunale amministrativo di Berlino ha provato a mettere i bastoni tra le ruote all’esecutivo bloccando un respingimento alla frontiera di tre cittadini somali: per le toghe, quei tre respingimenti erano da considerarsi illegittimo perché non sarebbe stata eseguita la procedura prevista dal Regolamento di Dublino per stabilire quale Stato europeo fosse competente a esaminare la richiesta di asilo.

La sentenza non ha spaventato Merz e i suoi ministri, dunque. Il governo tedesco non ha intenzione di fare marcia indietro sulla stretta sui migranti e il ministro dell’Interno Dobrindt aveva già ribadito in una nota che “continueremo con i respingimenti” e che “la base legale per questa politica esiste e riteniamo di agire nel pieno rispetto del diritto europeo”. Parole chiare, che indicano una volontà di andare avanti senza lasciarsi frenare dai cavilli giuridici.

Un segnale forte, ancora, da Berlino, che pochi giorni fa ha annunciato di non finanziare più le ong impegnate nel soccorso ai migranti nel Mediterraneo. “Il governo federale non prevede più di erogare sussidi alle ong impegnate nel soccorso di civili” la conferma di fonti governative all’Afp.

Franco Lodige, 3 luglio 2025

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