Politica

“Stupro? La prova c’è già”. Ora la toga mette la retro, ma guai a fidarsi

Fabio Roia aveva detto: "Dimostrare la volontà del rapporto sarà un problema degli uomini". Ma oggi attacca: "Errore dire che si inverte l'onere della prova"

giudice Roia
Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

Contrordine, vostro onore! Per mandare ai ceppi un maschiobianco come Cagliostro a San Leo, parola di donna non basta più. Sarebbe una mostruosità, e tale infatti era leggerissimamente suonata anche a noi, umili studenti di giurisprudenza di 40 e più anni fa. E allora il presidente del tribunale di Milano, Fabio Roia, ambroginato d’oro nel 2018 per la sua attività “nel contrasto alla violenza di genere” (ma un magistrato non dovrebbe se mai applicare le leggi con equilibrio e distacco?), spara un dotto e sapiente e un po’ contorto comunicato per correggere ciò era da correggere, la fuga in avanti, con la forza dell’ovvietà giuridica: la prova si forma in dibattimento, spetta al pm raggiungerla, la vittima può solo denunciare, eccetera.

Eh, sì: ma era lui a sostenere l’enormità contraria, che oggi si punta a rattoppare, almeno se Repubblica, What else?, non si è inventata una intervista alcolica: “Se io fossi un pm, davanti ad una donna che mi dice di aver subìto violenza, la prova c’è già”. È parola del signor giudice, appena ieri. Ed era passata nella più scandalosa normalità fino a quando non ce ne siamo occupati noialtri carogne, dopodiché è partita la carica dei 101 sconcertati, segno che l’informazione bastarda e insofferente ancora una residua ragion critica, d’essere, la conserva. Insomma si sono svegliati tutti, politici e “colleghi”. Vai cofì, è una figata, come cantava Jovanotti, che una ftampa cofì non c’è mai ftata. Cofì distratta e indulgente fin che fi può.

Dev’essere andata che o il presidente Roia ha letto Repubblica e si è spaventato per il suo salto in avanti dottrinario, o ha letto noialtri e si è preoccupato per lo stesso motivo: dunque corre ai ripari, sia pure nel modo cattedratico e da cattedrale di un giudice che si sente un po’ verbo incarnato: non è assolutamente vero che la legge (GiorgiaLella, ndr) introduce l’inversione dell’onere della prova, è “una suggestione, un profondo sbaglio, una scusa per non approvare la legge”, che a lui personalmente sembra premere più da cittadino militante che da magistrato. La rigiraassero come vogliono, ma la frase per cui “se una donna dice di essere stata violentata per me la prova c’è già”, è stata attribuita a lui e non risultano smentite. E, piaccia o meno, è una aberrazione elementare, poi possiamo metterla sulle sfumature di grigio processuale, sul foro interno, ma questo è e tanto resta. Ed è abbastanza raggelante in prospettiva.

Resta anche la singolare attività di una toga per spingere una norma dalle interpretazioni allarmanti, perché potenzialmente liberticide e clamorosamente franate sulle sole ragioni, parole, opere e omissioni della vittima presunta. E se oggi tutti, tranne le ossesse del Non una di meno, vi colgono elementi di insostenibilità,di incostituzionalità, qualcosa vorrà pur dire e qualcosa, più di qualcosa andrà pur limato, precisato; riequilibrato, perdio. Se no un giudice non si prenderebbe la briga di correggere ossia nei fatti revocare quanto appena sostenuto (o ad esso attribuito). La legge in ballo resta pericolosa, oggi parte della destra ha tirato il freno d’emergenza, ovviamente la sinistra è insorta, sta come al solito finendo in vacca politica, ma un sommerso consiglio, non sentenza, consiglio, a vostro onore ci sentiremmo di elargirlo: forse è il caso che anche una toga, prima di esternare potentemente, fornisca il consenso libero, attuale ed informato. O almeno se lo faccia firmare da Repubblica.

Max Del Papa, 26 novembre 2025

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Lo sapevi che...

Da oggi puoi seguire Nicolaporro.it su Google visitando questa pagina e cliccando ‘Segui su Google

Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it
L'inferno è pieno di buone intenzioni

SEDUTE SATIRICHE

La Rai chiama - Vignetta del 13/05/2026 - Sedute Satiriche di Beppe Fantin

La Rai chiama

Vignetta del 13/05/2026