A rigor di logica, come si conduce un’indagine? Si raccolgono prove e indizi e sulla base di quanto messo insieme, si formula una teoria: cioè sono gli indizi e le prove che formano un’ipotesi accusatoria. Come si ha la sensazione che, invece, si sia indagato a Garlasco? Si è creata un’ipotesi accusatoria e si sono cercati gli elementi utili a confermarla, ignorando eventuali altri elementi.
Cioè esattamente il procedimento contrario. E badate, la mia non è un’insinuazione pretestuosa, ma semplice e logica deduzione, perchè ad eccezione delle intercettazioni ambientali di Sempio di cui si è parlato ieri, infatti, che risalgono ad un anno fa, tutto il resto raccolto dalla Procura di Pavia in questa nuova indagine, stava già lì sin dall’inizio: impronte, dna, verifica di alibi, era tutto già a disposizione sin dal 13 agosto del 2007. Ma lo si è ignorato. E capiamoci: per come intendo io un quadro probatorio, quanto raccolto finora su Sempio non è affatto sufficiente a determinarne una condanna, tanto più che sospetto che la Procura abbia ancora altro, fra le carte nascoste. Il problema vero, però, è che nemmeno le prove contro Stasi lo erano. È il ragionevole dubbio, che è totalmente mancato in tutta questa storia.
Guglielmo Mastroianni, 9 maggio 2026
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Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI


