Sul fascismo o sono ignoranti oppure in malafede

Il nuovo mantra della sinistra in questi giorni è che l’Italia non ha veramente fatto i conti con il fascismo. L’hanno scritto giornali, Repubblica, l’hanno detto trasmissioni televisive come Otto e mezzo e politici. Ma io mi chiedo: come si fa a sostenere questa tesi? Se c’è un Paese in cui non si parla d’altro che di fascismo è proprio l’Italia. Sul tema, abbiamo avuto letture e riletture da parte degli storici di sinistra (che sul tema hanno avuto per anni una specie di esclusiva) e di quelli di destra.

Sul primo fascismo abbiamo degli studi fondamentali di Emilio Gentile, che ci spiegano come all’inizio fosse un movimento ancora senza un’ideologia ben definita; per gli anni successivi abbiamo gli studi altrettanto fondamentali di Renzo De Felice e quelli di Francesco Perfetti, Giuseppe Parlato e tantissimi altri storici che hanno sviscerato il tema sotto ogni punto di vista.

Dunque, sostenere che non abbiamo fatto i conti con il fascismo vuol dire essere in malafede o ignoranti: non c’è una terza soluzione. La destra, peraltro, ha fatto i conti anche con il peggio del fascismo: le leggi razziali e l’ideologia razzista. Al punto che la nuova destra ispirata da Alain Benoist e altri intellettuali non solo ha rinnegato il razzismo, ma ha assunto persino posizioni terzo mondiste e multiculturaliste.

Ma tutto questo è completamente sconosciuto agli intellettuali di sinistra, che vengono insigniti di questo titolo anche quando mostrano un’ignoranza clamorosa di quello che è stato detto, studiato e pubblicato negli ultimi settant’anni.

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fabrizio
fabrizio
13 Aprile 2019 8:48

volume bassissimo, impossibile da seguire…

Orlo
Orlo
12 Aprile 2019 14:21

Quello che lascia perplessi,Gnocchi,è che un blog che si dice liberale,continui a nutrirsi di una prerogativa da Don Camillo e Peppone schierandosi pure da una parte nella diatriba!
Facciamo che reputiamo chiusa la fase risalente al secolo scorso e ci insinuiamo nella visione del nostro futuro che,purtroppo o per fortuna,sarà multietnico,tecnologico,sessualmente innovativo e sussidiario.
Ecco,come liberale,io liberalsocialista,nn mi pongo il dilemma del fascismo vs comunismo,ma debbo interrogarmi sul futuro sociale futuro che vedrà,volenti o nolenti,per primo passaggio il sistema a ripartizione pensionistico entrare in crisi finale se nn si agirà sul frangente remunerativo elargito.
Continuare a posporre il futuro replicando all’infinito uno scontro tutto interno(fascismo e comunismo sono la stessa cosa,imposti entrambi con la violenza,e oggidì,nelle nostre democrazie occidentali tali azioni nn sono consentite ne sarebbero sorrette dal popolo che la pancia la tiene piena e,ammenoché lo vogliate realmente affamare,nn farà nessuna rivoluzione contro se stesso),serve soltanto a chi è un’elite nn illuminata,ma autoreferenziale declinata alla conquista di un potere miseramente da status quo.

paola greco
paola greco
12 Aprile 2019 13:55

OTTIMO ALEX GNOCCHI ! Come sempre !

paola greco
paola greco
12 Aprile 2019 13:53

Bravissimo!Non si capisce proprio

romolo dionisi
romolo dionisi
11 Aprile 2019 19:36

Sono passati settant’anni, la sinistra continua imperterrita a suonare lo stesso motivetto. Ha avvelenato e avvelena ancora la vita politica di questo disgraziato paese,siamo sopravvissuti a vent’anni di fascismo, ma settant’anni di anti fascismo rischiano di distruggerci. Noi non dobbiamo fare i conti con niente, noi dovremmo cercare una riappacificazione nazionale,che la sinistra continua ad impedire pervicacemente. Certe associazioni,come l’ANPI,si sono trasformate in fabbriche di odio contro le stesse vittime della guerra e degli “eroici” partigiani, responsabili di oltre cinquemila omicidi,con stupri e torture,anche di minori,nei tre anni successivi alla liberazione, ma sono vittime invisibili,non si possono nominare, non sono conformi alla “meravigliosa” visione storica della sinistra, basata sul nulla. La storia la scrive chi vince, ma dopo settantanni la verità viene a galla,ci sono voluti cinquantanni per parlare di foibe, i tempi sono maturi per svelare quello che veramente successe dopo il 1945. E’ ora di finirla con l’antifascismo, non c’è più nessun fascismo da combattere, solo un uso scellerato della retorica antifascista più becera per azzittire e demonizzare gli avversari politici. In Italia i fascisti sono tutti quelli che non sono di sinistra, come sono xenofobi tutti coloro che vorrebbero una immigrazione regolamentata e sono razzisti tutti loro che non desiderano importare delinquenti dall’estero. Ormai l’antifascismo ha preso il posto del fascismo,come scriveva Pasolini. Flaiano diceva che i… Leggi il resto »

Giacomo
Giacomo
11 Aprile 2019 19:34

Neppure questo articolo è esente da errori sul Fascismo.
Sui nomi ed i temi citati poi ci sarebbe molto da discutere, ma non si può dire tutto quello che si vuole, lo so.

Maria Virginia
Maria Virginia
11 Aprile 2019 16:57

Buonasera. Io non so se il Sig. Gnocchi potrà rispondermi ma vorrei chiedergli se davvero sceglierebbe la via ‘acculturata’ della destra per se, per i suoi figli and so on. E sono convinta che qualcuno dal discorso sopra ci ha estrapolato che per me a sinistra sono ‘indubbiamente acculturati’ : lNon imorpta in che oridne apapaino le letetre in una paolra, l’uinca csoa imnorptate è che la pimra e la ulimta letetra sinao nel ptoso gituso. Il riustlato può serbmare mloto cnofuso e noonstatne ttuto si può legerge sezna mloti prleobmi. Qesuto si dvee al ftato che la mtene uanma non lgege ongi letetra una ad una, ma la paolra nel suo isineme. cuorsio, no? Ad ogni modo non sarebbe questo il caso, le lettere che compongono le parole, anche se confuse tra loro, dovrebbero comunque essere citate per leggercele. La prevebilita’ secondo me è ignoranza, le aspettative sono ignoranza. La curiosità spinge oltre le probabilità col rischio quasi di arrivare ad ottienere risposte! Ma non è questo il periodo storico secondo me. E con questo vorrei capire quindi cosa intende il Sig. Gnocchi con la differenza tra sinistra e destra, cosa sarebbero ‘i conti da fare con la destra’? Di quali conti parla? La storia cambia e dunque i conti non finiscono mai. Esiste questo istante. Legga di fisica… Leggi il resto »

lister
lister
11 Aprile 2019 12:23

Se combatti per una causa che ritieni giusta, te ne freghi dell’inferiorità di mezzi e uomini: combatti con maggior valore. Mancavano, ormai, pochi chilometri: erano in vista di Alessandria…
“Mancò la fortuna, non il valore”
Orgoglio, valore, gloria, eroismo, vivere pericolosamente ad onore della Patria fascista ammirata dal mondo intero: tutte cosucce risibili per i sinistri “progressisti”… La vostra è “una vita di m***da”, poveri cirinnisti!