L’Italia si conferma la capitale europea del turismo, con presenze record lungo le sue coste e le sue isole: da Capri alle Cinque Terre, da Ponza alle località minori. Accanto al boom di prenotazioni in strutture ricettive e ristoranti, continuano ad aumentare anche le richieste per i servizi legati alla nautica da diporto: a partire da quelle più immediate, come verificare la disponibilità del posto barca nella località prescelta, fino a quelle più evolute. Da qui la mossa del gruppo Telepass che, dopo essere stato il pioniere della semplificazione su strade e autostrade, lo scorso anno ha messo la propria tecnologia a disposizione del settore nautico con “Telepass Mare”.
Si tratta di una piattaforma digitale, flessibile e scalabile attraverso cui porti, marine private e località costiere possono migliorare la gestione degli accessi, degli ormeggi e dei servizi collegati alla nautica da diporto. Così da garantire, insieme al lavoro e alla qualità dell’accoglienza, anche una maggiore attenzione all’ambiente che le circonda.
Telepass entra nella fase due e apre alle marine private
Un cambio di passo determinante per un settore oggi ancora poco strutturato, ormai entrato nella fase due. Dopo la prima esperienza avviata a Ponza, Telepass Mare allarga infatti la propria rotta a porti e marine private, proponendosi come leva di crescita e sviluppo strategico per il settore. Tra le prime realtà che hanno adottato il servizio dopo Ponza, possiamo ricordare le Marine di Bosa, in Sardegna, e di Rodi Garganico, in Puglia.
Una piattaforma unica per gestire il turismo in mare
L’estensione del servizio alle marine private rafforza il ruolo di Telepass Mare come piattaforma capace di contribuire a una gestione più ordinata, misurabile e sostenibile degli ormeggi, dei servizi da diporto e dei flussi nautici. Vantaggi che diventano ancora più marcati quando, come in questi mesi estivi, le presenze turistiche sono ai massimi storici. Per i diportisti, Telepass Mare vuol dire infatti poter verificare la disponibilità, prenotare e pagare l’ormeggio e i servizi da diporto in modo più fluido, immediato e digitale. Senza contare la possibilità — dove previsto dalle amministrazioni locali — di abilitare anche il pagamento di contributi o ticket legati allo stazionamento e alla tutela ambientale.
Luciani: “Turismo nautico più consapevole e rispettoso della natura”
“Con Telepass Mare portiamo l’esperienza di Telepass in un nuovo ambito della mobilità: il mare. È un passaggio coerente con il nostro percorso di evoluzione da operatore del telepedaggio a piattaforma di servizi digitali per persone, imprese e territori”, sottolinea l’amministratore delegato di Telepass, Luca Luciani. La logica, prosegue, è sempre la stessa: “Semplificare, rendere i pagamenti più affidabili e la riscossione più efficiente per le amministrazioni locali e per i porti”. Un’opportunità concreta per “rendere anche il turismo nautico più consapevole e rispettoso della natura”, nonché il primo passo verso “una rete di mobilità costiera più sostenibile, intelligente e connessa”, a beneficio sia dei viaggiatori sia dei territori.
Agostinelli: “Tutti i servizi a portata di app”
“Telepass Mare nasce per rendere più semplice e immediata l’esperienza di chi naviga e, allo stesso tempo, per offrire a territori, porti e marine uno strumento concreto di gestione digitale. Con l’app è possibile abilitare servizi come la prenotazione e il pagamento degli ormeggi, la gestione di ticket o contributi, dove previsti dalle amministrazioni locali, e altri servizi portuali, con un’esperienza accessibile anche a chi non è cliente Telepass”, aggiunge Aldo Agostinelli, Chief Consumer Revenues Officer di Telepass.
Dalle marine italiane a una rete digitale per il Mediterraneo
L’apertura alle marine private rappresenta il primo tassello di un disegno più ampio: contribuire alla costruzione di una rete digitale per la mobilità costiera, capace di connettere porti, marine, amministrazioni locali, aree protette e diportisti. In un mercato ancora frammentato, Telepass Mare si propone come un’infrastruttura tecnologica al servizio della blue economy, per rendere la gestione degli accessi, degli ormeggi e dei servizi nautici più semplice, misurabile e sostenibile.
Il prossimo obiettivo è estendere progressivamente questo modello lungo le coste italiane e, in prospettiva, nel bacino del Mediterraneo. Per avere un’idea del potenziale del mercato, basta ricordare che solo in Italia si contano oltre mezzo milione di unità da diporto, mentre in Europa sono circa 48 milioni le persone coinvolte nella nautica e nelle attività marine ricreative, di cui 36 milioni legate al boating e quindi potenzialmente interessate al servizio.

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