Un terremoto di magnitudo 8,8 ha colpito la Kamchatka, nell’estremo oriente russo, nella notte tra il 29 e il 30 luglio 2025. L’epicentro è stato localizzato a poco più di 120 chilometri a est di Petropavlovsk-Kamchatsky, a una profondità compresa tra 18 e 20 chilometri. Si tratta del sisma più potente registrato in questa regione dal 1952. Il terremoto si posiziona tra i sei più forti mai registrati a livello mondiale. In quell’area, la Kamchatka è nota per l’elevata sismicità per la presenza delle placche tettoniche del Pacifico.
Effetti in Russia: evacuazioni e blackout sulla penisola
La scossa ha provocato immediati allarmi tsunami, con onde segnalate tra 3 e 5 metri nel nord della penisola. La cittadina costiera di Severo-Kurilsk ha visto le sue strade e il porto sommersi dall’acqua. Le evacuazioni sono scattate subito: molti residenti sono stati portati sulle alture, mentre il ministero delle Situazioni di emergenza ha dichiarato lo stato di emergenza nella zona. A Petropavlovsk-Kamchatsky si sono registrati blackout, interruzioni alle reti telefoniche e danni ad alcuni edifici pubblici, tra cui scuole e asili. Le autorità locali parlano di “numerosi feriti”, per lo più lievi. Il governatore della Kamchatka, Vladimir Solodov, ha invitato i residenti a tenersi lontani dalle coste e seguire gli annunci degli altoparlanti.
Tsunami in Giappone: evacuazioni e stop a Fukushima
In Giappone, subito dopo il terremoto di Kamchatka, l’Agenzia Meteorologica Nazionale (JMA) ha emesso un’allerta tsunami lungo tutta la costa orientale e settentrionale, da Hokkaido a sud di Osaka. In alcune zone sono state evacuate più di 1,9 milioni di persone. Onde di tsunami fino a un metro sono state registrate a Hokkaido, mentre le autorità avevano previsto onde fino a 3 metri. “Gli abitanti delle regioni in cui sono stati emessi allarmi devono evacuare immediatamente verso luoghi sicuri, zone sopraelevate o edifici di evacuazione”, ha detto Yoshimasa Hayashi, portavoce del governo giapponese. Sono stati evacuati anche gli operai della centrale nucleare di Fukushima, già teatro dell’incidente del 2011, anche se il gestore Tepco non segnala anomalie agli impianti.
Reazioni e allerta sulle coste pacifiche: dagli Stati Uniti al Sud America
Il Pacific Tsunami Warning Center ha riferito che le prime onde dello tsunami hanno colpito le Hawaii e l’Alaska. Il livello del mare alle Hawaii è sceso bruscamente, costringendo alla chiusura di porti e all’attivazione di rifugi d’emergenza. Nelle regioni costiere della California e dell’Alaska, l’allerta tsunami ha portato a evacuazioni preventive e sospensione dell’accesso alle spiagge. Il sindaco di Los Angeles, Karen Bass, ha confermato la preparazione di squadre di soccorso e misure straordinarie per le comunità costiere, mentre Port San Luis ha ricevuto onde superiori a un metro. Messaggi di allerta sono stati inviati sui telefoni cellulari lungo tutta la costa pacifica degli Stati Uniti. Donald Trump, ex presidente degli Stati Uniti, ha scritto: “Restate forti e state al sicuro!”.
Allerta globale: evacuazioni e avvisi dal Perù al Giappone
Altri paesi affacciati sul Pacifico hanno risposto lanciando piani di evacuazione. Il Perù ha attivato il proprio allarme tsunami, con onde attese fino a 3 metri. Ecuador, Messico, Cile e numerosi stati insulari, tra cui le Galapagos e la Polinesia Francese, hanno ordinato l’allontanamento immediato della popolazione dalle spiagge e sospeso attività portuali. In Nuova Zelanda e nelle Filippine, le autorità hanno invitato chi risiede in zone costiere a spostarsi verso l’interno o su terreno elevato. La Cina ha segnalato allarmi su diversi punti della costa, mentre gli abitanti delle aree coinvolte sono stati avvisati tramite sistemi pubblici e annunci dagli altoparlanti.
Conseguenze e rischi: scosse di assestamento e stato di emergenza
Il Servizio Geofisico dell’Accademia Russa delle Scienze prevede che le scosse di assestamento possano continuare per settimane, raggiungendo magnitudo fino a 7,5. Le autorità stanno monitorando la situazione, richiedendo massima prudenza e attenzione agli aggiornamenti. Secondo i dati dall’USGS, questo sisma si piazza tra i più forti registrati nell’ultimo secolo, richiamando la memoria di eventi storici come quello di Tohoku del 2011 e la scossa del 1952 nella medesima regione. In molte delle aree colpite, le scuole sono rimaste chiuse, mentre i porti e le attività commerciali lungo le coste sono tuttora sospesi per misure di sicurezza.
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