Keir Starmer sempre più isolato dentro il Labour. E il ritorno in campo di Andy Burnham rischia ora di trasformarsi nel problema politico più grande per il premier britannico. Il primo ministro già indebolito dalle ultime elezioni locali e da settimane di tensioni interne, si trova ora di fronte alla concreta possibilità del ritorno a Westminster del sindaco di Greater Manchester e figura molto popolare dentro e fuori il Labour.
Burnham da mesi cerca una strada per rientrare in Parlamento. All’inizio dell’anno Starmer aveva impedito la sua candidatura nel collegio di Gorton and Denton, provocando fortissime irritazioni tra i sostenitori del sindaco di Manchester. Adesso però lo scenario è cambiato. Josh Simons, deputato laburista di Makerfield, ha annunciato infatti l’intenzione di lasciare il seggio, aprendo la strada a una suppletiva che potrebbe permettere a Burnham di tornare ai Comuni. “Mi faccio da parte affinché Andy Burnham possa tornare a casa sua, lottare per rientrare in Parlamento e, se eletto, guidare il cambiamento che il nostro Paese invoca”, ha scritto sul suo profilo di X Simons. “È questa la battaglia e credo che Andy sia la persona giusta per guidarla”.
E questa volta, secondo diverse fonti interne al partito, Starmer potrebbe non avere più la forza politica per fermarlo. La sua leadership appare infatti gravemente indebolita. Dopo i risultati negativi delle amministrative e delle elezioni devolute, dentro il Labour si è aperta una fase di contestazione apertissima: circa cento parlamentari avrebbero chiesto un cambio di leadership, mentre il ministro della Sanità Wes Streeting ha lasciato il governo aumentando ulteriormente la pressione sul premier. In una lettera inviata a Starmer, l’ex ministro dice di aver “perso fiducia” nella leadership del premier informandolo che “sarebbe disonorevole” per lui restare al suo posto. “È ormai chiaro – gli ha scritto – che non sarai tu a guidare il Partito Laburista alle prossime elezioni politiche e che i parlamentari del Labour e i sindacati affiliati vogliono un dibattito su ciò che verrà dopo: una battaglia di idee, non fra personalità o meschini scontri di corrente. Dovrà essere un dibattito ampio – chiosa il ministro dimissionario – con la migliore varietà possibile di canditati. Io spero che tu vorrai facilitarlo”.
La risposta non si è fatta attendere. “Sono molto dispiaciuto che tu abbia lasciato il governo”, gli ha scritto a sua volta in una lettera. “Abbiamo lavorato insieme per molti anni e voglio ringraziarti per tutto il tuo impegno”. Starmer ha rivendicato i risultati ottenuti dal collega per il servizio sanitario nazionale: “Questa è la differenza che fa un governo laburista. Questo è il cambiamento che stiamo realizzando”. “Mi dispiace molto”, ha aggiunto Starmer che ha espresso il desiderio che Streeting resti ancora una pedina Labour. “Non ho dubbi che continuerà a svolgere un ruolo importante nel nostro partito per molti anni a venire”, ha concluso.
In questo contesto, il nome di Burnham torna a circolare con insistenza come possibile alternativa per la guida del partito. E secondo alcuni esponenti laburisti citati dalla stampa britannica, il sostegno attorno al sindaco di Manchester starebbe ormai attraversando tutte le correnti interne del Labour. “Se da Angela Rayner a Wes Streeting tutti dicono la stessa cosa, significa che ormai l’intero partito è arrivato a quel punto”, ha spiegato al Guardian un sostenitore senior di Burnham. “Andy deve avere la sua occasione. È quello che riesce a connettersi meglio con il pubblico. Sarebbe folle tentare di bloccarlo di nuovo”.
Parole che fotografano perfettamente il momento politico di Starmer: un leader formalmente ancora saldo a Downing Street, ma sempre più fragile all’interno del suo stesso partito. E con il ritorno di Burnham sulla scena parlamentare, la battaglia per il futuro del Labour potrebbe entrare molto presto nella sua fase decisiva.
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