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The Circle (Dave Eggers)

In questi giorni mi è ritornato in mente il libro di Dave Eggers, The Circle. Ci sono due casi, molto diversi, che mi hanno riportato a quell’impasto cucinato da Eggers.

Il libro ormai lo conoscete. È il racconto fantascientifico, ma neanche troppo, di una società privata (Google, Facebook, Twitter, gli ispiratori devono essere molteplici) che sta appunto chiudendo il cerchio del controllo intorno a noi.

Tutti in rete, in una sorta di info-comunismo dove diventa peccato non condividere ogni aspetto della propria esistenza (se non lo fai sei giudicato «subsociale»), la politica deve essere trasparente e dunque sempre on line (vi ricorda qualcuno?), in cui la privacy, come un tempo la proprietà privata, è un furto.

Molto simile la struttura di un piccolo must di Netlix, Black Mirror, che è ormai arrivato alla terza stagione. Anche in questo caso si guarda a una società sempre più schiava della tecnologia e della propria immagine. E così come per The Circle i protagonisti (Mae Holland nel caso di Eggers) sono al tempo stesso tempo vittime e carnefici.

In questo gioco a scoprire le deviazioni della tecnologia prossima, ci siamo imbattuti proprio in queste settimane. Il caso di Amazon e del suo braccialetto è emblematico. Sembra una puntata di Black Mirror e ancor di più la deriva tecnologica che descrive Eggers per i dipendenti del Circle.

Amazon come The Circle. Certo, il primo ha solo brevettato un’idea, il secondo l’ha applicata. In un contesto che oggi sembra più attento di quanto fosse solo pochi anni fa.

L’idea del braccialetto per individuare i pacchi, ma che al tempo stesso individua i nostri comportamenti, è l’idea della telecamerina di Eggers, che non si può spegnere e che ci permette di condividere tutto. In entrambi i casi l’idiozia ingegneristica non è mediata dalla ragione filosofica, etica.

Sembra distante anni luce da Amazon, da Eggers, da Netflix, ma il codice di condotta del giovane e brillante consigliere di stato Bellomo, è questa roba qua. Per vincere il concorso, Bellomo parla di algoritmo, non di sudore. Per ottenere i propri obiettivi si impone la relazione giusta in funzione del quoziente intellettivo.

Insomma il Circle è in mezzo a noi, più vicino di quanto si possa immaginare: passa dal brevetto di Amazon per arrivare all’algoritmo umano di Bellomo.

Nicola Porro, Il Giornale 10 febbraio 2018

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