Politiche green

Transizione ecologica senza senso: 8 milioni spesi e autobus fermi

Un richiamo delle batterie, infrastrutture inadeguate e un clima ostile mettono fuori uso i bus elettrici finanziati con fondi pubblici

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Spulciando alcune testate giornalistiche d’oltre oceano, mi ha incuriosito una notiziola, apparentemente marginale: “Gli autobus elettrici del Vermont si dimostrano inaffidabili per il trasporto quest’inverno”, di Tate Miller, collaboratore di Center Square, del 7 febbraio 2026.

Il problema è essenzialmente dovuto al fatto che il Vermont, Stato federato degli Stati Uniti, situato nella regione del New England, ha un clima continentale, e il suo clima è rapportabile a quello di città europee quali Mosca e Stoccolma. Nella parte nord le temperature spesso si abbassano oltre la soglia dei −10 °C.

La temperatura media annua è di 6 °C. Come si sa, il freddo è un nemico dei veicoli elettrici e puntare su autobus elettrici per il rinnovo dei mezzi di trasporto pubblico non pare una scelta saggia, se non per attingere ai generosissimi sussidi ambientali. I fatti principali riportati nell’articolo sono i seguenti: I cinque autobus elettrici (prodotti da New Flyer) sono stati messi fuori servizio a partire da novembre 2025 a causa di un richiamo delle batterie per rischio incendio.

Il richiamo ha portato a un aggiornamento software del produttore che limita la ricarica: le batterie non possono essere caricate se la temperatura è inferiore a 41°F (circa 5°C), e la carica massima è ridotta al 75% (invece del 100% precedente).

Il deposito/garage di GMT non è attrezzato con sistemi antincendio adeguati a caricare o stoccare indoor bus elettrici con questo rischio, quindi la ricarica deve avvenire all’aperto. In inverno in Vermont le temperature scendono spesso (e a lungo) sotto i 5°C, rendendo impossibile la ricarica notturna regolare e quindi l’uso affidabile degli autobus. Di conseguenza, GMT non può utilizzare questi veicoli in modo affidabile durante l’inverno 2025-2026, con impatti sul servizio di trasporto. Il costo totale per i cinque bus è stato di circa 8 milioni di dollari (in gran parte fondi federali/tasse). Il problema non è solo il freddo in sé (che riduce l’autonomia delle batterie EV, un limite noto), ma soprattutto le restrizioni post-richiamo che impediscono la ricarica sotto i 5°C.

Rapporti precedenti (ad esempio da VEIC e piloti in Vermont) mostravano che gli e-bus potevano funzionare decentemente in inverno con preparazioni adeguate, ma questo caso specifico è aggravato dal richiamo batterie e dalla mancanza di infrastrutture antincendio al coperto. Il produttore ha indicato che le batterie di ricambio arriveranno tra 18-24 mesi; quindi, il problema potrebbe durare almeno fino al 2027-2028.

L’articolo è accurato e riflette correttamente la situazione riportata da GMT stessa. Sono stati riportati, in modo oggettivo e accurato, una serie di problemi che dovrebbero semplicemente stimolare i decisori ad esaminare con maggiore attenzione l’opportunità di impiegare veicoli EV in contesti climatici sfavorevoli. Allora, dov’è il problema? Eccolo qui: non posso rinviarvi all’articolo originale perché i cittadini della Comunità Europea, così amorevolmente tutelati dalla censura, pardon, dal GDPR, non possono accedervi.

Meditate gente, meditate!

Carlo MacKay, 14 febbraio 2026

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