Bazzicando in rete, mi sono imbattuto in questo interessante video di 3 anni fa, ma “incredibilmente” attuale, di Mark Mills, Senior Fellow al Manhattan Institute per Prager University. Con parole semplici e comprensibili da chiunque abbia un minimo di onestà intellettuale, il professore spiega i motivi del fallimento della transizione energetica. Riporto il contenuto del video qui di seguito.
«Contrariamente ai titoli che affermano che stiamo rapidamente passando dai combustibili fossili alle energie rinnovabili, non sta succedendo. È tempo di svegliarsi. Stai sognando. Ecco la realtà: petrolio, gas naturale e carbone forniscono l’84 % di tutta l’energia mondiale e questa percentuale è diminuita di appena 2 punti in 20 anni. Il petrolio alimenta ancora il 97 % di tutti i trasporti globali. Due decenni e 5 trilioni di dollari in energia verde, e abbiamo a malapena mosso l’ago. La transizione verso le rinnovabili doveva essere facile!
Perché è così difficile? In una parola: rocce. Per ottenere la stessa quantità di energia dei fossili dal solare e dal vento dovremo aumentare l’estrazione mineraria di oltre il 1000 %.Questa non è speculazione: è fisica. Rame, minerale di ferro, silicio, nickel, cromo, zinco, cobalto, litio, grafite e terre rare come il neodimio: abbiamo bisogno di tutto!
(Da non dimenticare: per una turbina di medie dimensioni servono 800 kg di lubrificanti, 10-13 tonnellate di resine epossidiche per le pale e centinaia di altri derivati del petrolio, n.d.r.) E poi quei metalli devono essere trasformati in motori, pale, pannelli, batterie e migliaia di componenti.
Questo richiede altra energia… che richiede altra estrazione. Uno studio della Banca Mondiale lo dice chiaro: le tecnologie verdi sono significativamente più dispendiose in materiali della nostra attuale miscela energetica. Forse è l’eufemismo del secolo. I materiali grezzi pesano per il 50-70 % del costo di pannelli solari e batterie. Finora non è un problema perché vento e solare valgono pochi punti percentuali dell’energia globale: è un motivo di applausi per gli ambientalisti, non per i big dell’energia.
Ma immaginiamo che crescano davvero: dove apriremo le nuove miniere? In Cina, ovviamente. Pechino è già la prima fonte mondiale di quasi tutti i minerali critici. Gli USA dipendono al 100 % dalle importazioni per 17 di essi. Vogliamo regalare alla Cina altra leva politica ed economica?
L’Europa si è già resa schiava della Russia per il 40 % del gas: visto com’è finita? Abbiamo tutti i minerali qui in Nord America… ma buona fortuna a estrarli!
Negli Stati Uniti (e sempre più ovunque) i progetti minerari incontrano opposizioni feroci o divieti assoluti. La proposta di miniera di rame e nickel nel nord del Minnesota è ancora bloccata dopo 20 anni di ritardi [la vicenda parte dal 2005, n.d.r.], intrappolata in un labirinto di norme ambientali. Gli stessi ambientalisti e politici “verdi” che esaltano le auto elettriche rendono impossibile estrarre rame e nickel per costruirle [Stendiamo un velo pietoso sull’Europa, n.d.r.]
Cerchiamo la quadratura del cerchio: finora abbiamo parlato solo dell’energia di oggi. E quella di domani? La domanda futura sarà molto maggiore. [Già oggi il vero collo di bottiglia per l’IA non sono i chip, ma l’energia, n.d.r.] Più persone, più benessere, più innovazioni.
Gli imprenditori inventano sempre nuovi modi di usare energia prima ancora di produrla. Prima di auto, aerei, farmaci e computer non serviva energia per farli girare. In America ci sono 80 auto ogni 100 abitanti; nel resto del mondo 5. Oltre l’80 % dei voli è per svago: 2 miliardi di barili di petrolio l’anno. Un ospedale consuma il 250 % di energia in più per metro quadro di un ufficio. Il cloud globale brucia già il doppio dell’elettricità del Giappone (terza economia mondiale). I data-center da soli consumano 10 volte l’elettricità di tutti i 10 milioni di auto elettriche esistenti.
L’e-commerce ha fatto esplodere magazzini pieni di robot affamati di kilowatt. Queste sono le tendenze note. Robotica, droni, calcolo quantistico, biotecnologie: ne arriveranno altre che oggi non immaginiamo. Tutto richiederà molta più energia. Fossili, nucleare e rinnovabili: sì. Ma se pensi che basti vento e sole… sogna pure.»
Io sono Mark Mills, Senior Fellow al Manhattan Institute per Prager University.
Quello che mi indigna profondamente è che tutto questo era noto da almeno un decennio.
Chi ha spinto e spinge ancora la “transizione green” porta responsabilità enormi, ma non dovrà renderne conto a nessuno.
Carlo MacKay, 6 novembre 2025
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