Giustizia

Travaglio, l’impunito (che sfotte)

L’irriverenza continua dei manettari mediatici contro la memoria di Tortora e sua figlia

marco travaglio Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI

Sull’editoriale di ieri sul “Fatto Quotidiano”, Marco Travaglio scrive: “Gaia Tortora rassicura il fan club: In nome e per conto del 46% andiamo avanti. Sempre a testa alta. Ad avercela”. Non è la prima volta. A gennaio 2026, sempre sul Fatto, Travaglio aveva già usato il caso del padre di Gaia per sostenere che la riforma non avrebbe cambiato nulla: strumento retorico prima, insulto adesso utilizzando un metodo rodato.

In quelle due parole, “Ad avercela”, c’è il simulacro plastico del suo giornalismo, pluricondannato e mai scalfito dall’Ordine, tetragono a qualunque responsabilità deontologica, manettaro protervo verso gli altri e garantista per sé. La figlia di un innocente sbeffeggiata dall’uomo che di quella gogna ha fatto un collaudato sistema editoriale, erede del peggior “manettarismo” su piazza, con il côté di tricoteuse televisive che lo supportano.

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Enzo Tortora fu massacrato da chi confondeva l’accusa con la sentenza. Sua figlia porta avanti quella storia e quella battaglia con la schiena dritta. Travaglio si permette di irriderla con il suo squallido sarcasmo, forte della convinzione di essere in una botte di ferro. Gaia Tortora ha la schiena dritta e Travaglio? Ad avercela… la schiena!

Giulio Galetti, 27 marzo 2026

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