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Tre giorni di guerra stroncano la rivoluzione green

L’Europa si è accorta che le sole rinnovabili non sono sufficienti per coprire il nostro fabbisogno energetico

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Sono bastati tre giorni di conflitto per far crollare anni di propaganda ambientalista. A onor del vero già da alcuni mesi l’intero impianto su cui si basava la transizione ecologica aveva iniziato a scricchiolare. Gli aumenti del costo dell’energia determinati dalla crisi tra Russia e Ucraina ma soprattutto da scelte politiche in ambito energetico sbagliate, avevano portato a un aumento vertiginoso del costo del gas e dell’elettricità ma è con l’attacco russo che la situazione è precipitata. Così l’Europa si è accorta d’improvviso che le sole rinnovabili non sono sufficienti per coprire il nostro fabbisogno e che è necessario un mix energetico composto anche da altre fonti.

Alla Camera il premier Draghi ha così annunciato che “potrebbe essere necessaria la riapertura delle centrali a carbone in Italia” spazzando via con poche parole tutta la narrazione basata sull’inquinamento dei fossili. La riapertura delle centrali a carbone, così come l’aumento di estrazioni di gas italiano attraverso le trivellazioni, rappresentano un brusco ritorno alla realtà e sono la diretta conseguenza della mancanza di una sovranità energetica non solo italiana ma anche europea. Allo stesso modo la mancanza di gradualità con cui è avvenuta la transizione ci ha portato ad essere troppo dipendenti dall’import.

In questa situazione ha forti responsabilità la Germania e le scelte compiute con la chiusura delle centrali nucleari e un’eccessiva dipendenza dal gas russo. Così, attraverso la transizione ecologica e le fallimentari politiche sull’energia dell’Ue, abbiamo fornito alla Russia un’altra arma, quella energetica, da utilizzare contro l’Europa. La scelta di Putin di attaccare l’Ucraina nasce anche dalla consapevolezza di poter influenzare la reazione europea vista la dipendenza delle principali Nazioni (Germania e Italia in primis) dal gas russo. Ecco cosa significa il tanto vituperato concetto di sovranità nei settori strategici, una lezione che dovremmo tenere a mente specie quando continueremo ad ascoltare le lezioncine degli ambientalisti ideologizzati.

Francesco Giubilei, 27 febbraio 2022