Chi lo capisce è bravo. Prima pubblica meme per chiedere “ordini restrittivi” contro Giorgia Meloni, già oggetto di diversi durissimi attacchi. Poi Donald Trump arriva ad Ankara, per un incontro atteso da tutti, dove la leader di FdI aveva promesso freddezza assoluta, e la definisce “una brava persona”.
Certo, Donald non cambia idea sull’Italia. Dopo lo scontro su Papa Leone e il caso dei voli negati a Sigonella, il presidente Usa si è convinto che i rapporti con gli Stati Uniti “si sono incrinati” e “si sono un po’ deteriorati”, a causa del fatto che la presidente del Consiglio italiana ha “commesso un errore” perché “non era presente per noi, e questo non mi ha fatto piacere”. “Il nostro rapporto è diventato un po’ cattivo, ha rifiutato di aiutarci – ha continuato -. Io non le ho messo pressione. Ha rifiutato di essere coinvolta sullo Stretto di Hormuz, ha rifiutato di essere coinvolta sull’Iran. Ha guastato il mio rapporto. Mi piace, è una brava persona, ma penso che abbia fatto un errore. Gli Stati Uniti hanno tanto petrolio, più di chiunque altro, non ci serve Hormuz. Noi lo facciamo perché pensiamo sia importante. Lei non c’è stata per noi e non ne sono stato felice”.
Ad Ankara, Trump ha parlato anche di altro. Ha comunicato a Erdogan la disponibilità a far rientrare la Turchia nel progetto degli F-35 da combattimento, nonostante Bibi Netanyahu gli abbia chiesto il contrario. Ha definito il sultano turco un suo “amico”, con cui ha “una relazione speciale”: “Francamente, se il vertice non si fosse tenuto in Turchia, dove il mio amico è un leader molto forte, probabilmente non avrei partecipato”. Poi ha bombardato gli alleati europei: “Abbiamo investito nella Nato: gli alleati dovrebbero essere disposti a dare una mano. E invece Italia, Germania, Francia e anche la Gran Bretagna hanno rifiutato” di darci una mano sull’Iran. Per questo, essendo “molto deluso”, sta valutando se ritirare ulteriori truppe dall’Europa. Sull’Ucraina, invece, The Donald si è detto convinto che sia Zelensky sia Putin “vogliano raggiungere un accordo” che però, purtroppo, sta richiedendo “così tanto tempo”. “Ho avuto una conversazione molto positiva e lunga con il presidente russo Putin e una con Zelensky subito dopo. Penso che risolveremo”, ha detto. Infine, il solito richiamo alla Groenlandia, che “dovrebbe essere controllata dagli Stati Uniti” perché “è circondata da navi cinesi e russe” e “per noi è importante”.
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Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI


