Lunedì a Sharm el Sheikh, in Egitto, è in programma la cerimonia ufficiale per la firma dell’accordo di pace tra Israele e Hamas. La “pace di Trump”, com’è stata ribattezzata dai media di tutto il mondo, per il ruolo avuto dal presidente americano, che presiederà la cerimonia insieme al presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi. All’evento prenderanno parte diversi leader internazionali – compresa Giorgia Meloni – ma è impossibile non notare un’assenza: quella dell’Ue.
Sì, perchè per il momento non c’è traccia di Europa. E non parliamo solo delle trattative per il cessate il fuoco, ma solo dell’invito alla cerimonia ufficiale. Uno smacco non da poco. Secondo quanto riportato dai media del Cairo, sono stati ufficialmente invitati i leader di Germania, Francia, Regno Unito, Qatar, Emirati arabi, Giordania, Turchia, Arabia Saudita, Pakistan e Indonesia. Come evidenziato in precedenza, l’Italia sarà rappresentata dal premier Meloni. Il summit è già stato organizzato nei minimi dettagli grazie al colloquio telefonico preparatorio tra il ministro degli Esteri del Cairo Badr Abdel Aty e l’omologo Usa Marco Rubio.
E Ursula von der Leyen? Assente. Così come gli altri vertici dell’Ue. Un sintomo del peso del Vecchio Continente sullo scenario globale, un messaggio forte e chiaro della necessità di invertire la rotta. Basti dare uno sguardo alle dichiarazioni dell”Alto Rappresentante Kaja Kallas in una dichiarazione a nome dell’Ue: “L’Ue è pronta a contribuire all’attuazione del piano globale per porre fine al conflitto di Gaza attraverso la varietà di strumenti a sua disposizione, sulla base del suo impegno di lunga data e del suo sostanziale sostegno alla pace nella regione. L’Ue continuerà a sostenere la fornitura rapida, sicura e senza ostacoli di aiuti umanitari, lavorando in stretta collaborazione con le agenzie delle Nazioni Unite e le Ong internazionali, e in conformità con il diritto internazionale”.
Una candidatura, una richiesta disperata di invito, con il cappello in mano. “Ehi, siamo qui”. E ancora: l’Ue “elogia gli sforzi diplomatici guidati dagli Stati Uniti e sostenuti, tra gli altri, da Egitto, Giordania, Regno dell’Arabia Saudita, Qatar, Turchia ed Emirati Arabi Uniti nel negoziare questa svolta, che abbiamo costantemente sostenuto. Questa è una reale opportunità per porre fine alla guerra devastante e alle sofferenze umane e per forgiare un percorso politico credibile verso una pace e una sicurezza durature, basate sulla soluzione dei due Stati”.
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Per l’Ue è già una brutta figura restare fuori dal piano di pace. Ma non essere presente nemmeno nella foto è agghiacciante. Anche se in realtà l’Europa è stata la grande assente fin dall’inizio: nel percorso per il cessate il fuoco gli schieramenti erano chiari, Usa da una parte e Turchia, Qatar, Egitto dall’altra. L’Ue ha assistito impotente al conflitto tra Israele e Hamas, limitandosi a lanciare appelli al rispetto del diritto internazionale e cercando di facilitare l’ingresso di aiuti umanitari nella Striscia.
Franco Lodige, 11 ottobre 2025
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


