Esteri

La guerra in Ucraina

Ucraina, cosa nasconde l’attacco coi droni in Russia. Arriva la risposta di Kiev

Nella notte tra il 27 e 28 febbraio, l’Ucraina ha colpito alcune città russe con attacchi di droni non pilotati. Kiev smentisce

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zelensky droni

Nel corso del conflitto tra Russia e Ucraina, Vladimir Putin ha sempre tracciato due “linee rosse”, che se superate andrebbero a delineare una responsabilità diretta dell’Occidente nel conflitto: l’offensiva ucraina in Crimea e l’attacco diretto al territorio russo. Il tutto condensato dall’utilizzo, da parte dell’esercito di Kiev, delle armi fornite dall’alleanza atlantica.

Se, nei primi mesi di guerra, le fazioni politiche più incerte all’invio dei mezzi militari sottolineavano la differenza tra armi offensive ed armi difensive, pare che questo paradigma sia totalmente saltato dopo gli attacchi di droni ucraini in Russia, nella notte tra il 27 ed il 28 febbraio. Come riportato dai vertici del Cremlino, infatti, “il regime di Kiev ha tentato di utilizzare aeromobili a pilotaggio remoto per attaccare le infrastrutture civili nel Paese”. Mosca ha annunciato inoltre che “le unità di guerra elettronica delle Forze armate hanno respinto gli attacchi. Un drone è poi caduto sul campo, un altro è stato deviato dalla traiettoria”. Nel corso della giornata di ieri, è stato la stesso Vladimir Putin a complimentarsi per l’operazione riuscita delle forze russe.

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Un drone, in particolare, è finito a meno di 100 chilometri dalla capitale della Federazione, schiantandosi nei pressi di una stazione di servizio della città di Kolomna. Altri abbattimenti di droni si sono verificati in alcune città, vicine al confine con l’Ucraina: Belgorod e nei pressi del distretto di Suaz, fino ad interessare Tuapse e Aygea. Nelle stesse ore, lo spazio aereo su San Pietroburgo è stato chiuso al traffico per un’ora, senza che venissero fornite spiegazioni. Il ministero della Difesa russo ha poi reso noto che si trattava di esercitazioni con alcuni caccia, in volo per intercettare un obiettivo fittizio.

Nel frattempo, nella mattinata di oggi, i vertici di Kiev hanno smentito qualsiasi responsabilità circa l’attacco con i droni. “L’Ucraina sta conducendo una guerra difensiva per disoccupare tutti i suoi territori”, ha affermato Mykhailo Podoliak, consigliere del capo dell’ufficio del presidente dell’Ucraina, il quale ha poi specificato come la Federazione Russa non abbia più le certezze di inizio conflitto: “Questa insicurezza è manifestata dagli attacchi interni da parte di oggetti volanti non identificati”. Eppure, sono stati gli stessi governatori delle regioni di Belgorod e Bryansk, pochissime ore fa, ad ammettere come i droni fossero UJ-22 ucraini. E anzi, risulterebbe trattarsi di lanci pari a circa 600 chilometri, l’attacco ucraino più in profondità di sempre nel territorio russo.

Nel corso delle ultime settimane, l’intervento della resistenza ucraina su suolo di Mosca si è incrementato a dismisura. Da febbraio 2022 a oggi sono morti 36 cittadini, tra civili e militari russi, segnalando la presenza di un nemico in grado di colpire il cuore della Federazione, come avvenuto lo scorso anno con l’omicidio della figlia del predicatore nazionalista russo Dugin; oppure con il sabotaggio in Crimea al ponte di Kerch. Dall’inizio della guerra, tra incendi e sabotaggi, si contano ben 13 offensive da parte dell’esercito ucraino, una strategia che aveva portato la Casa Bianca a sospendere l’invio di droni Gary Eagle, proprio per il pericolo che potesse essere superata la “linea rossa” tracciata da Putin.

Ad oggi, quindi, l’Ucraina porta avanti un conflitto che non si limita a liberare i territori perduti, ma volto a porre in atto un vero e proprio stato di tensione, tenendo sulle spine il gigante russo con attacchi e penetrazioni che possono arrivare a colpire la capitale del Paese. Una mossa delineata in modo preoccupante dal vice capo dell’intelligence della Difesa ucraina, Vadym Skibitskyi, quando poche settimane fa confermò le capacità di Kiev di poter colpire il Cremlino. A quel punto, “la linea rossa” sarebbe definitivamente superata.

Matteo Milanesi, 1 marzo 2023

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