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Ucraina e gas, Scaroni rivela: “Gli Usa fanno una paccata di soldi…”

L’ex ad di Eni e Enel alla Ripartenza: “Dobbiamo abituarci a vivere in un continente dove l’energia costerà di più”

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Sarebbe arrivato il momento di fare un’operazione verità. Primo: bisogna dire che quest’anno siamo stati fortunati. Grazie al tempo decisamente mite di questi mesi, l’Italia – ma l’intera Europa in generale – non ha dovuto far ricorso massiccio alle scorte di gas. Quindi sì, abbiamo versato miliardi di euro per acquistare metano durante l’estate ma almeno non ci troviamo con l’acqua alla gola. Secondo: il prossimo inverno sarà comunque complicato, anche se è previsto il price cap: gran parte delle nostre aziende e delle nostre famiglie hanno bisogno del gas per andare avanti e i chiari di luna nei rapporti con la Russia, per il prossimo inverno, non sono proprio dei migliori. Terzo: l’Europa, o meglio Bruxelles, nonostante la crisi pandemica appena passata e la guerra in Ucraina, ha comunque deciso di mantenere inalterati i suoi programmi del green deal, ovvero il processo di decarbonizzazione e corsa verso l’impatto zero per l’ambiente. E questo non solo ci costerà 2.500 miliardi di euro da qui al 2050, ma renderà mediamente più alto il costo della vita.

Il principio è semplice: se decidiamo di dire addio al gas di Putin, che arrivava tramite un tubo ed era a basso costo, dovremo andare a prenderlo da qualche altra parte. Pagandolo molto di più. “Il problema che abbiamo davanti a noi è che la guerra in Ucraina ci ha costretto ad abbandonare il nostro Texas – ha spiegato alla Ripartenza, Paolo Scaroni – Ci forniva gas, petrolio e diesel a basso prezzo. Ed è un problema cicolopico”. Per il momento dobbiamo affidarci al GNL in arrivo principalmente dagli Usa, il vero vincitore di tutta questa storia. “L’America è un vincitorissimo perché stanno facendo una paccata di soldi esportando GNL – dice Scaroni – Ma quello che mi preoccupa a lungo termine è che il nostro approvvigionamento di gas verrà da lì e questo vuol dire che il metano e l’elettricità in Europa costerà tra il doppio e il triplo di quanto costa degli Stati Uniti”. Il motivo è semplice: il GNL americano va liquefatto, trasportato, rigassificato e tutto il resto. Quindi – avverte Scaroni – “dobbiamo abituarci a vivere in un continente in cui – forever o per molti anni – in cui i costi energetici saranno il doppio e il triplo del passato”. Con tutto quello che significa in termini di potere di acquisto, inflazione e – soprattutto – competitività delle nostre aziende rispetto a quelle Usa.

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