Il fallimento di Luigi

Ucraina, gli Usa seppelliscono il “piano di pace” di Di Maio

Dopo il “no” di Ucraina e Russia, adesso anche Washington nega di voler sostenere il progetto

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Sarà stato mosso da un po’ di ripicca per via delle polemiche sul suo viaggio in Russia. Però Salvini aveva ragione da vendere quando ha definito il “piano di Pace” per l’Ucraina redatto da Luigi Di Maio come un documento nato e morto nel giro di un quarto d’ora. In effetti, appena sapientemente divulgato alla stampa, neppure il tempo di leggerlo per intero che sia l’Ucraina che la Russia lo avevano silurato come mai successo prima. Bocciato senza appello. Troppo schiacciato sulle posizioni di Mosca per Kiev (“non cederemo Crimea e Donbass”), scritto da “incompetenti” per il Cremlino. Mancava solo il sigillo finale a quest’ora fallimentare della Farnesina. Sigillo che è arrivato oggi: secondo la Cnn neppure gli Stati Uniti sosterranno il grande piano Di Maio.

L’avanzata della Russia

Stando a quanto riportato dall’emittente, infatti, i funzionari americani e quelli europei della Nato si incontrano quasi quotidianamente per discutere di quanto sta avvenendo in Ucraina. Kiev non è più minacciata da Putin, ma nel Sud la Russia avanza inesorabilmente. L’Oblast di Luhansk è quasi tutto in mano ai separatisti. Su quello di Donetsk l’Armata russa sta preparando una mossa a tenaglia che rischia di chiudere in una sacca l’esercito difensore. Lo stesso Zelensky ha ammesso più volte che la situazione laggiù è difficile e che Kiev perde fino a 100 soldati al giorno. Difficile per ora prevedere se l’invio di nuovi missili a media gittata sarà in grado di ribaltare la situazione.

La preoccupazione della Nato

Quel che è certo è che per ora si combatte molto e si negozia troppo poco. In ambito Nato, scrive la Cnn, riportando forse le paure di Francia e Germania, c’è “crescente preoccupazione“. Il motivo? “Se gli ucraini e i russi non si rimetteranno al tavolo per cercare un accordo, la guerra potrebbe trascinarsi per anni”. Putin ieri ha fatto un’apertura (benché provocatoria) sul grano: si è detto disponibile a far uscire i cereali dall’Ucraina, ma solo dai porti occupati di Mariupol, di Berdyansk e del territorio bielorusso (chiedendo per Minsk la revoca delle sanzioni). Una timida apertura s’è vista pure su Odessa, che però andrebbe sminata con la garanzia che la Russia non usi il corridoio per attaccare la città ucraina.

Bocciato il piano di pace di Di Maio

In questo caos diplomatico, il piano di pace italiano ha galleggiato poco ed è subito affondato. L’ambasciatore Usa alle Nazioni Unite, Linda Thomas Greenfield, l’aveva definita “una di quelle iniziative che sicuramente ci piacerebbe vedere portare a conclusione questa orribile guerra e gli orribili attacchi al popolo ucraino”. Ma pare fossero frasi di circostanza. Secondo la Cnn, infatti, che cita due funzionari Usa vicini ai colloqui in ambito Nato, l’amministrazione di Biden non sosterrà il piano in 4 punti ideato da Di Maio.

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