Esteri

La guerra in Ucraina

Ucraina, la mossa di Sunak: “Nato cambi i trattati”. Cosa si rischia?

Durante la Conferenza sulla Sicurezza è intervenuto anche il presidente dell’Ucraina: “La guerra finirà entro fine anno”

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C’è una data per la fine della guerra tra Russia e Ucraina, almeno secondo il governo di Kiev. Il presidente Zelensky, durante la Conferenza della Sicurezza di Monaco, ha affermato chiaro e tondo che il nemico russo “perderà entro la fine di quest’anno”. Un conflitto come quello tra Davide e Golia, secondo il leader ucraino, in cui la resistenza rappresenterebbe il “Davide di Dnipro”. E ancora: “Siamo il Davide del mondo libero e dobbiamo battere il Golia russo”, perché oggi ad essere minacciato è tutto il continente, “il Tamigi come la Sprea”.

Parole che sono state seguite da forti ammonimenti sempre da parte di Zelensky, il quale ha specificato che, in caso di collasso di Kiev, la Russia di Putin sarebbe pronta ad invadere nuovi Paesi, quelli una volta vincolati all’Unione Sovietica con il Patto di Varsavia. È stato poi Emmanuel Macron a tranciare qualsiasi ipotesi di legame con Mosca, chiarendo come “non sia il momento del dialogo con la Russia” e che l’Occidente sarà pronto “a una guerra più lunga“.

Per approfondire:

La vera dichiarazione bomba, però, è arrivata direttamente dal primo ministro del Regno Unito, Rishi Sunak, il quale in questi primi mesi di governo ha messo al centro della propria agenda la causa ucraina, seguendo la politica anti-russa già delineata ed impartita da Boris Johnson. Sunak si è addirittura spinto oltre: la Nato dovrà essere pronta a modificare i Trattati per garantire la difesa e la tutela di Kiev. L’obiettivo, quindi, sarebbe quello di “proporre un cambiamento del Trattato Atlantico della Nato per proteggere l’Ucraina da una futura aggressione russa, garantendo a Kiev un sostegno a lungo termine”, ha specificato l’Ansa. “Dobbiamo dimostrare che rimarremo al loro fianco, disposti e in grado di aiutarli a difendere il loro Paese ancora e ancora”, ha poi concluso il leader britannico.

I toni “ultra-ucraini” di Sunak erano già stati preceduti dalle forti dichiarazioni di ieri sera, in anticipazione della Conferenza della Sicurezza di Monaco, quando il numero uno Uk ha affermato come la resistenza di Kiev sia “più grande della sicurezza e della sovranità di una Nazione, perché riguarda la sicurezza e la sovranità di ogni Nazione. L’invasione della Russia, i suoi ripugnanti crimini di guerra e la sua irresponsabile retorica nucleare sono sintomatici di una più ampia minaccia a tutto ciò in cui crediamo”.

Difficile, però, che gli altri Stati membri dell’alleanza atlantica – in primis gli Stati Uniti – procedano avallando la proposta di Downing Street. Una modifica dei Trattati in tal senso incrementerebbe esponenzialmente il rischio che l’Occidente possa intervenire direttamente nella guerra, di fatto accettando l’Ucraina – ovvero uno Stato in belligeranza – sotto l’ombrello difensivo della Nato. Condizioni che, evidentemente, metterebbero in pericolo il nostro continente dall’inizio di una nuova escalation.

Matteo Milanesi, 18 febbraio 2023

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