Un libro svela il Duce filosofo - Seconda parte

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Tre elementi che emergono

Tre elementi risultano però confermati, per me, dalla sua lettura: a. che la cultura fascista (non ovviamente nel senso parodistico che ha corso nel dibattito pubblico attuale) è esistita, è stata forte e non banale, e che essa è connessa, da mille fili che si intrecciano fra di loro, alla cultura precedente e seguente, anche non fascista e antifascista; b. che il Novecento, di cui Mussolini è stato protagonista a livello mondiale, è stato un “secolo filosofico”, e in questo senso impolitico, cioè ispirato a idee che volevano provarsi senza mediazione nella realtà; c. che la cifra predominante della cultura novecentesca, e che unisce la destra alla sinistra, è stata quella dell’antiparlamentarismo, della delegittimazione morale dell’avversario, della “rivoluzione” più o meno palingenetica, dell’idea eroica e non prosaica della vita e della politica.

In questo senso, il Novecento, profondamente illiberale, continua anche oggi nelle mille e diverse torsioni della ideologia italiana, e non solo. Le sfide del mondo nuovo impongono tuttavia una riformulazione, tutta da immaginare, di categorie e canoni etico-politici. Trattare la storia per quello che è stata, non proiettandola senza mediazioni su una attualità che è tutt’altra cosa, è indice di serietà e onestò intellettuale.

Corrado Ocone, 14 settembre 2020

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16 Commenti

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  1. Io invece trovo interessanti e sensati gli spunti di Ocone, che rimandano al libro. Penso lo leggerò. Chi da piccolo borghese del XXI secolo maramaldeggia su un grande del Novecento, con la sua complessità, le luci e le ombre, non fa che unirsi agli sputi e agli insulti per il cadavere appeso in piazzale Loreto. Non critica, magari giusta, comunque argomentata, della storiografia (ché ormai di storia passata si tratta), ma vigliacca spavalderia di chi salta sempre sul carro dei vincitori.

    Se il comunismo avesse trionfato nell’Europa devastata degli anni ’20, oggi “il grande Bertoncelli” sarebbe qui ad insultare Franco; se la festung Europa avesse retto l’urto della guerra scatenata dalle democrazie liberali alleate al peggior dittatore comunista della storia per meri fini di dominio, ebbene l’ineffabile commentatore sarebbe qui a dileggiare Roosevelt, Truman o lo stesso Stalin.

    In confronto a tutti questi uomini, che coi loro pregi ed i loro difetti hanno comunque fatto la storia, noi siamo piccoli piccoli. Ci vuole l’umiltà di ammetterlo, e di ammettere che questa storia la scrivono sempre e comunque i vincitori.

    • Io non mi sono affatto unito «agli sputi e agli insulti di Piazzale Loreto». Non devi attribuire ad altri cose che non hanno detto né scritto.

      La Seconda guerra mondiale scatenata dalle democrazie liberali? Addirittura! Ti ricordo che la guerra fu scatenata dall’invasione nazista della Polonia. Non falsificare la storia!

      In quanto a Franco, pure lui fu un dittatore. Non ho bisogno di un’ipotetica vittoria del comunismo in Europa per criticarlo. E per fortuna la vittoria del comunismo in Europa (almeno nell’Europa occidentale ) non c’è stata!

      Inoltre l’URSS entrò in guerra molto tempo dopo il settembre 1939, e soltanto perché fu attaccata a tradimento e invasa dai nazisti.

      Ricordi il protocollo segreto del Patto Molotov-von Ribbentrop? Fu stipulato appunto tra comunisti sovietici e nazisti, Stalin e Hitler. Lí furono concordate la spartizione dell’inerme Polonia tra Germania e URSS e l’occupazione dei Paesi Baltici da parte dell’URSS: «Un po’ a me e un po’ a te». Fu una delle peggiori infamie del XX secolo in Europa, perpetrata da nazisti e sovietici in combutta!
      … … …
      Alessandro, in parole povere, qui viviamo in un regime democratico. La democrazia, pur con tutti i suoi difetti, è migliore di qualsiasi dittatura: dittatura fascista, dittatura comunista, dittatura nazista, dittatura franchista, dittatura dell’islam radicale, dittatura comunista cinese in salsa capitalista, ecc.

      Si chiama DEMOCRAZIA.
      Io disprezzo chi non la rispetta, di qualunque colore lui sia.

      • Non sogno di vivere sotto il tallone di un dittatore (di qualunque colore), per carità. Né ho detto che gli alleati abbiano INIZIATO la guerra: ho scritto che hanno SCATENATO la guerra contro l’Europa-fortezza di allora. Poi qualche storico parla di piani sovietici di invasione in Europa prevenuti dall’operazione Barbarossa, e qualcun altro di Pearl Harbour come “false flag” USA per entrare in guerra, ma per carità, saranno i soliti revisionisti.

        Su quale regime poi fosse migliore, se quello prima o dopo la guerra, chiederei ai tedeschi dell’est, ai polacchi, ai rumeni, e a tutti gli abitanti degli Stati d’oltrecortina; e forse anche ad alcune fasce sociali delle tanto decantate democrazie occidentali. Le quali sempre più assomigliano ad eterogenee cloache senza dignità né valori né slanci o speranze per il futuro; simulacri di democrazie, rette con parole d’ordine orwelliane da congreghe economiche e culturali tutt’altro che trasparenti e – appunto – democratiche.

        Era infine mia intenzione evidenziare che siamo solo modesti uomini qualunque davanti ad una tastiera, per cui eviterei di affettare facili giudizi su fenomeni storici complessi come il fascismo e su persone dallo spessore e dalle sfaccettature tutt’altro che banali, come appunto fu Benito Mussolini.

        Il disprezzo lo lasci agli sprangatori, altrimenti rischia di confondersi con loro.

  2. Che Mussolini fosse una persona colta e carismatica era già cosa nota.
    Ciò che parrebbe sfuggire è che nn “tardivamente”,ma fin dal primo discorso da presidente del consiglio(quello conosciuto “del bivacco” e della ancor più famosa frase inerente al parlamento “aula sorda e grigia”)il tal Mussolini si stagliò in maniera autoritaria.
    “Umiliare” la filosofia,poi da un sedicente crociano,mi appare fuori luogo.
    Il “filosofo della libertà” aborriva il tallone schiacciato sulla tempia.
    Oggi,invece,parrebbe agognato dai pussillanime,a mio parere s’intende
    Credo che Veneziani stia perdendo l’aplomb che lo portava ad essere un punto di riferimento del dibattito di destra. Ultimamente mi appare “capezzonato” e frignante come un soldato del “capitano”. Ma sono impressioni personali ovviamente.
    Su Ocone mi rifaccio allo studioso crociano che fu e che oggi sbiadisce il confronto col suo passato glorioso.

  3. Bravi che pubblicizzate opere e case editrici minori e per ideologia mal voluti, se non cacciati, quando i libri vanno letti tutti senza doversi fare problemi di sorta.

  4. Nell’opera veramente notevole e impegnativa del filosofo cattolico Augusto Del Noce “Giovanni Gentile – Per una interpretazione filosofica della storia contemporanea”, editore Il Mulino, che consiglio a tutti, non si riscontra un qualche apprezzabile interessamento di Mussolini per la filosofia, meno che meno una propria elaborazione filosofica.
    Su Mussolini “filosofo” ci metterei, filosoficamente parlando, una pietra sopra.

  5. Non ci sono dubbi che Mussolini abbia condizionato la storia mondiale e non solo, perché per un certo tempo – prima di avventurarsi nella follia nazista – ha suscitato l’ammirazione in giro per il mondo, dove molti governanti si sono a lui ispirati.

    Perfino Franklin Delano Roosevelt lo ha ammirato e copiato ciò non vuol dire che Mussolini sia stato un esempio da seguire.

    Tuttavia, uno dei più importanti liberali della modernità – Ludwig von Mises -, gli riconosce un importante merito: quello di aver frenato il comunismo che, dopo essersi affermato in Spagna dove il disastro tragico era ormai palese, tutta l’Europa stava per essere conquistata dal collettivismo.

    Un aneddoto poco noto è che nel 1906 Mussolini in qualità di maestro delle elementari a Tolmezzo, qualcosa di importante era successa: Mussolini, per poco, per aver contratto la lue, non si era suicidato.

    A toglierli la pistola di mano, dopo che aveva già redatto su di un biglietto il proprio addio alla vita, è stato il suo amico l’avvocato Dante Marpillero – zio di mio padre…

    Fatto raccontato anche da Paolo Monelli nel MUSSOLINI PICCOLO BORGHESE, il quale, a suo tempo, aveva intervistato mio padre.

    Se quel sabato Mussolini non fosse stato salvato, la storia del mondo non sarebbe stata la stessa… La Spagna non sarebbe stata salvata da Franco e l’Italia chissà come sarebbe finita, magari governata dal “Migliore” alias Palmiro Togliatti: grande amico del satrapo Stalin…

    • Non lo sapevo. Grazie per l’informazione.
      … … …
      Meditate, gente, meditate! Se quel giorno il giovine Dante, fresco di laurea “magna cum laude”, avesse preferito una passeggiata con la morosa, noi non saremmo qui ora.
      E se nel Giurassico una sola libellula avesse battuto le ali una volta in piú o in meno, forse il destino del mondo sarebbe stato diverso. Non ve lo avevano detto?

      E allora perché ci scanniamo tra di noi esseri umani?

  6. Benito Mussolini fu un dittatore.
    Nel 1922 salí al potere con la forza.
    Nel 1935-1936 fece la guerra contro l’Etiopia.
    Nel 1938 fece approvare le leggi razziali.
    Nel 1940 entrò in guerra con Hitler.
    Nel 1945 l’Italia era in sfacelo.
    Questo è ciò che si deve ricordare di Mussolini.

    La sua filosofia? Che importanza ha di fronte a ciò che fece?

      • Il regime fascista certamente realizzò numerose opere e riforme degne di merito, che qui non voglio elencare e che poi furono deliberatamente ignorate dalla Repubblica. Chi vuole informarsi lo può fare.
        … … …
        Nell’Appennino Modenese si alza il modestissimo Monte Rovinoso (un nome, un programma), alto la bellezza di 1531 metri: “Montagne à vaches”, come dicono i francesi.
        Ebbene, paragonare i meriti del Fascismo con le sue colpe è come paragonare l’insignificante Monte Rovinoso con le altezze siderali della vetta del Monte Everest.

        • Il mio giudizio non era nel merito del fascismo.
          Volevo semplicemente dire che il fascismo fu un ” evento ” di una complessità e portata tale che non si può liquidare in tre righe così come il comunismo.
          Ribadisco non voglio fare un bilancio dei meriti e demeriti !!!!

          • Sí, Bunnie, so bene che nel tuo petto batte un cuore democratico, di quelli veri.

            Concordo che il fascismo e il comunismo sono fenomeni storici estremamente complessi, da studiare con pazienza e con impegno, e non sulla base di battute inventate da altri per noi, magari da urlare in corteo o mentre si spranga qualcuno che la pensa in modo diverso.

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