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Un libro svela il Duce filosofo - Seconda parte

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Tre elementi che emergono

Tre elementi risultano però confermati, per me, dalla sua lettura: a. che la cultura fascista (non ovviamente nel senso parodistico che ha corso nel dibattito pubblico attuale) è esistita, è stata forte e non banale, e che essa è connessa, da mille fili che si intrecciano fra di loro, alla cultura precedente e seguente, anche non fascista e antifascista; b. che il Novecento, di cui Mussolini è stato protagonista a livello mondiale, è stato un “secolo filosofico”, e in questo senso impolitico, cioè ispirato a idee che volevano provarsi senza mediazione nella realtà; c. che la cifra predominante della cultura novecentesca, e che unisce la destra alla sinistra, è stata quella dell’antiparlamentarismo, della delegittimazione morale dell’avversario, della “rivoluzione” più o meno palingenetica, dell’idea eroica e non prosaica della vita e della politica.

In questo senso, il Novecento, profondamente illiberale, continua anche oggi nelle mille e diverse torsioni della ideologia italiana, e non solo. Le sfide del mondo nuovo impongono tuttavia una riformulazione, tutta da immaginare, di categorie e canoni etico-politici. Trattare la storia per quello che è stata, non proiettandola senza mediazioni su una attualità che è tutt’altra cosa, è indice di serietà e onestò intellettuale.

Corrado Ocone, 14 settembre 2020

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“MUSSOLINI E LA FILOSOFIA”, IL PENSIERO DEL DUCE COME ENERGIA RIVOLUZIONARIA FISICA E SPIRITUALE - KULTURAEUROPA
24 Ottobre 2020 0:04

[…] Tipo Shogun o Musashi. Il saggio di Adriano Scianca l’ho invece letto lentamente perché è così ricco ed articolato che già una sola lettura può essere insufficiente, se fosse rapida sarebbe […]

Alessandro2
Alessandro2
15 Settembre 2020 9:30

Io invece trovo interessanti e sensati gli spunti di Ocone, che rimandano al libro. Penso lo leggerò. Chi da piccolo borghese del XXI secolo maramaldeggia su un grande del Novecento, con la sua complessità, le luci e le ombre, non fa che unirsi agli sputi e agli insulti per il cadavere appeso in piazzale Loreto. Non critica, magari giusta, comunque argomentata, della storiografia (ché ormai di storia passata si tratta), ma vigliacca spavalderia di chi salta sempre sul carro dei vincitori.

Se il comunismo avesse trionfato nell’Europa devastata degli anni ’20, oggi “il grande Bertoncelli” sarebbe qui ad insultare Franco; se la festung Europa avesse retto l’urto della guerra scatenata dalle democrazie liberali alleate al peggior dittatore comunista della storia per meri fini di dominio, ebbene l’ineffabile commentatore sarebbe qui a dileggiare Roosevelt, Truman o lo stesso Stalin.

In confronto a tutti questi uomini, che coi loro pregi ed i loro difetti hanno comunque fatto la storia, noi siamo piccoli piccoli. Ci vuole l’umiltà di ammetterlo, e di ammettere che questa storia la scrivono sempre e comunque i vincitori.

Orlo
Orlo
15 Settembre 2020 8:15

Che Mussolini fosse una persona colta e carismatica era già cosa nota.
Ciò che parrebbe sfuggire è che nn “tardivamente”,ma fin dal primo discorso da presidente del consiglio(quello conosciuto “del bivacco” e della ancor più famosa frase inerente al parlamento “aula sorda e grigia”)il tal Mussolini si stagliò in maniera autoritaria.
“Umiliare” la filosofia,poi da un sedicente crociano,mi appare fuori luogo.
Il “filosofo della libertà” aborriva il tallone schiacciato sulla tempia.
Oggi,invece,parrebbe agognato dai pussillanime,a mio parere s’intende
Credo che Veneziani stia perdendo l’aplomb che lo portava ad essere un punto di riferimento del dibattito di destra. Ultimamente mi appare “capezzonato” e frignante come un soldato del “capitano”. Ma sono impressioni personali ovviamente.
Su Ocone mi rifaccio allo studioso crociano che fu e che oggi sbiadisce il confronto col suo passato glorioso.

Orsola
Orsola
15 Settembre 2020 7:05

Bravi che pubblicizzate opere e case editrici minori e per ideologia mal voluti, se non cacciati, quando i libri vanno letti tutti senza doversi fare problemi di sorta.

Guido Moriotto
Guido Moriotto
14 Settembre 2020 19:12

Nell’opera veramente notevole e impegnativa del filosofo cattolico Augusto Del Noce “Giovanni Gentile – Per una interpretazione filosofica della storia contemporanea”, editore Il Mulino, che consiglio a tutti, non si riscontra un qualche apprezzabile interessamento di Mussolini per la filosofia, meno che meno una propria elaborazione filosofica.
Su Mussolini “filosofo” ci metterei, filosoficamente parlando, una pietra sopra.

Tullio Pascoli
Tullio Pascoli
14 Settembre 2020 17:15

Non ci sono dubbi che Mussolini abbia condizionato la storia mondiale e non solo, perché per un certo tempo – prima di avventurarsi nella follia nazista – ha suscitato l’ammirazione in giro per il mondo, dove molti governanti si sono a lui ispirati. Perfino Franklin Delano Roosevelt lo ha ammirato e copiato ciò non vuol dire che Mussolini sia stato un esempio da seguire. Tuttavia, uno dei più importanti liberali della modernità – Ludwig von Mises -, gli riconosce un importante merito: quello di aver frenato il comunismo che, dopo essersi affermato in Spagna dove il disastro tragico era ormai palese, tutta l’Europa stava per essere conquistata dal collettivismo. Un aneddoto poco noto è che nel 1906 Mussolini in qualità di maestro delle elementari a Tolmezzo, qualcosa di importante era successa: Mussolini, per poco, per aver contratto la lue, non si era suicidato. A toglierli la pistola di mano, dopo che aveva già redatto su di un biglietto il proprio addio alla vita, è stato il suo amico l’avvocato Dante Marpillero – zio di mio padre… Fatto raccontato anche da Paolo Monelli nel MUSSOLINI PICCOLO BORGHESE, il quale, a suo tempo, aveva intervistato mio padre. Se quel sabato Mussolini non fosse stato salvato, la storia del mondo non sarebbe stata la stessa… La Spagna non sarebbe stata salvata da Franco… Leggi il resto »

Fabio Bertoncelli
Fabio Bertoncelli
14 Settembre 2020 16:50

Benito Mussolini fu un dittatore.
Nel 1922 salí al potere con la forza.
Nel 1935-1936 fece la guerra contro l’Etiopia.
Nel 1938 fece approvare le leggi razziali.
Nel 1940 entrò in guerra con Hitler.
Nel 1945 l’Italia era in sfacelo.
Questo è ciò che si deve ricordare di Mussolini.

La sua filosofia? Che importanza ha di fronte a ciò che fece?