Avete presente quando la Bbc si riempie la bocca con parole come “imparzialità”, “verifica”, “servizio pubblico”? Bene, potremmo essere costretti a dimenticare tutto ciò. Perché secondo un’inchiesta del Telegraph, la gloriosa emittente britannica – o meglio, il suo ramo arabo, Bbc Arabic – sarebbe diventata il megafono delle bugie di Hamas in giro per il mondo. Non solo: avrebbe minimizzato le sofferenze israeliane – dipingendo Tel Aviv nella maniera peggiore possibile – e pubblicato notizie senza alcuna verifica. Altro che servizio pubblico: qui siamo davanti a un gigantesco caso di propaganda travestita da giornalismo. Uno scandalo, considerando il recentissimo caso del video truccato di Trump su Capitol Hill.
La notizia è di quelle che fanno saltare sulla sedia. Un documento interno di diciannove pagine, scritto da una gola profonda e inviato ai membri del consiglio di amministrazione, racconta di un canale che più che “Bbc Arabic” sembrerebbe “Hamas Tv”. Dati presi per buoni direttamente dalle fonti dell’organizzazione terroristica, cifre sulle vittime mai controllate, titoli orientati, errori sistematici. E ancora, censura e manipolazione. Cento e passa correzioni in pochi anni, roba che un giornaletto di provincia si vergognerebbe di collezionare.
Bbc Arabic, finanziata in parte da una sovvenzione del Ministero degli Esteri britannico, ha dato ampio spazio alle dichiarazioni dei terroristi palestinesi, rendendo il suo taglio editoriale “considerevolmente diverso” rispetto al sito web principale della Bbc, sebbene dovrebbe riflettere gli stessi valori. Le accuse mosse contro Israele sarebbero state “trasmesse in onda in fretta e furia” senza adeguati controlli. Negligenza ma anche volontà “di credere sempre al peggio su Israele”, quanto affermato dalla gola profonda. La Bbc avrebbe anche attribuito un “peso ingiustificato” alle affermazioni di Hamas sul bilancio delle vittime a Gaza, ampiamente ritenute esagerate a fini propagandistici, e avrebbe erroneamente affermato che la Corte Internazionale di Giustizia aveva stabilito che si stava verificando un genocidio.
E non finisce qui: il taroccamento non è solo numerico, ma linguistico. Traduzioni sbagliate – o diciamolo come va detto, manipolate –. Anche perché quando gli “errori” vanno tutti nella stessa direzione, il dubbio non è più un dubbio: è una certezza. Senza dimenticare altri dettagli a dir poco preoccupanti: un uomo uomo che ha affermato che gli ebrei dovrebbero essere bruciati “come fece Hitler” è apparso come ospite su Bbc Arabic 244 volte in 18 mesi. Un altro uomo che ha descritto gli israeliani come meno che umani e gli ebrei come “diavoli” è apparso 522 volte nello stesso periodo. E ancora: all’inizio del 2025, Bbc Two ha mandato in onda il documentario “Gaza: How to Survive a Warzone”, narrato dal figlio di un funzionario di Hamas. Persino l’autorità di regolamentazione delle trasmissioni Ofcom ha definito il materiale “fuorviante”, ordinando all’emittente di trasmettere un comunicato.
La Bbc, nel frattempo, fa spallucce. Promette indagini interne, qualche revisione, magari una commissione con quattro signori in giacca e cravatta che si daranno pacche sulle spalle. Ma il punto non è più correggere: è chiedersi come sia stato possibile. Come può un’istituzione pubblica, finanziata con i soldi dei cittadini britannici, permettersi di raccontare un conflitto così delicato adottando la propaganda di una milizia islamista come se fosse cronaca neutra?
Qui non si tratta di simpatia o di un lapsus giornalistico. Qui si tratta di tradire la missione stessa del servizio pubblico. La Bbc, per decenni, ha rappresentato l’idea che l’informazione potesse essere onesta, equilibrata, indipendente dai governi e dalle fazioni. Oggi scopriamo che nel suo canale arabo circolavano video, testimonianze e “documentari” narrati addirittura dal figlio di un dirigente di Hamas. E ci si stupisce che il pubblico non creda più ai media.
Perché questo è il punto: se anche la Bbc diventa megafono di una narrazione militante, tutto crolla. Non ci si fida più di nessuno, e il giornalismo perde la sua ragion d’essere. Ci ritroviamo con le televisioni occidentali che denunciano la “disinformazione russa”, ma nel frattempo diffondono – magari senza accorgersene, o peggio, sapendolo – la propaganda di Hamas. Altro che “errore di traduzione”: questo è un tradimento culturale. È l’ennesima dimostrazione che l’informazione occidentale ha smarrito il senso del confine tra verità e attivismo.
La realtà è che la Bbc non è più quella di un tempo. È diventata un apparato burocratico, più attento a non offendere certe sensibilità che a raccontare i fatti. E quando la prudenza diventa censura e la “diversità culturale” diventa giustificazione per l’infamia, allora è finita. Questa storia è l’ennesimo promemoria: l’imparzialità non si proclama, si pratica. E la Bbc, questa volta, non solo avrebbe fallito ma avrebbe mentito, che è diverso. E se un colosso mediatico comincia a taroccare le verità per compiacere chi spara missili, non è più giornalismo. È complicità.
Franco Lodige, 5 novembre 2025
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