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Una tennista con le palle: “Covid? Abbiamo giocato da positivi. Basta psicosi”

Alizé Cornet berrettini

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Matteo Berrettini, italiano monegasco griffato Black Lives Matter, se ne faccia una ragione e con lui la pletora di lunatici, fanatici, squilibrati di sinistra ma purtroppo anche di destra: col Covid, formato raffreddore, si convive, contrariamente a quanto sostiene il dittatore democratico Xi Jinping (detto dal nostro ministero degli Esteri poltronaro “Pin”), che preferisce distruggere il suo continente: quindi il suo beau geste, bello come il sole, bello come lui, Matteo che piace e si piace, non solo non serve a niente, è patetico e vagamente fastidioso, diciamo: da influencer; è addirittura menzognero.

Berrettini non poteva non sapere quello che oggi rivela la collega Alizé Cornet, francese: “Al Roland Garros c’era un’epidemia di Covid e siamo stati tutti zitti, non abbiamo fatto l’autotest per non trovarci nella merda”. Testuale. È il segreto di Pulcinella, chiunque provvisto di un cervello sospettava, intuiva, ma possibile che questi siano lì, belli sterilizzati, ma dai, su, non è possibile. Quanti invece il cervello l’hanno spedito all’ammasso, seguono il Berrettino. Bello e impossibile. Serviti anche quanti si sono scagliati contro Djokovic definendolo un irresponsabile, un criminale, un, attenzione, “un serbo”, perché il razzismo di sinistra è sempre inclusivo. È più scriteriato non vaccinarsi ma dire le cose come stanno, o fare le verginelle, incinte (del Covid) ma appena appena?

Da scompisciarsi. Perché se abbandoniamo un attimo i campi in terra battuta o in erba e ci proiettiamo sul vivere comune dei poveri cristi, dei poveri diavoli, ecco, otteniamo la realtà: il virus circola, si prende, si smaltisce, è mutato, è una influenzina, come quelle che fino a due anni fa definivamo “di stagione”, caldo che porta microbi, roba così, roba della nonna. Dice ancora la Cornet: “Paura? Ma di cosa? Forse abbiamo avuto tutti l’influenza. Il fatto è che si hanno tre sintomi, la gola che prude, giochiamo e tutto va bene”. Cornet non avrà mai una candidatura col Piddì, Berrettini invece sì. Ha tutti i requisiti: è belloccio; è ortodosso; obbedisce; fa la lagna; è un elusore fiscale monegasco, quindi è ricco; è un BLM; fa propaganda ai vaxxini e se piglia il raffreddore lo chiama pandemia, così alimenta la fobia che tutte le libertà si porta via.

Matteo gentiluomo, Matteo galantuomo, per la stampa che piace a se stessa. Djoko boia, Djoko infame, e ci fermiamo qui perché si rischia la bestemmia assonante. Però Djoko diceva il vero, Matteo faceva la verginella. Anche la Cornet è scomunicata, vedrete che la sinistra femminista e “odiare di costa” le rovescerà addosso roba triviale degna di Giorgia Meloni. Perché c’è nell’aria una sottile voglia di lockdown, altro che. Perché i virologi da mascherina, nel senso che se se la tengono addosso ci guadagnano, hanno già ricominciato la solfa (l’estate, si sa, comporta sempre più spese). Perché il proposito è bloccare tutto con un bel coprifuoco mostruoso: sanitario, ambientale, energetico, bellico, eccetera. Perché il sogno è sempre lo stesso, è il Panopticon, controllare, schedare, privare di ogni libertà, arrogarsi ogni diritto, di decidere, di punire, di premiare. E il Covid non passa, muta, si indebolisce, diventa raffreddore, ma bisogna proibire il raffreddore, come ai cani di annusarsi, come ai pesciolini di guizzare nell’acqua, tolleranza zero al morbo: che sennò, il nostro ministro sghembo ha paura a uscir di casa.

Ora, si potrà benissimo, e vedrete che lo faranno, disinnescare le rivelazioni di pulcinella della tennista francese a mitomania, complotto, irresponsabilità; chiuderanno la questione con l’accusa che non ammette repliche per quanto è idiota: “è di destra”. Ma la questione non si chiude, anzi si divarica in un modo talmente ampio che non la puoi fermare, non la puoi recintare: posto che sul Covid, come su tutto, tutti mentono; che si sa benissimo che le mascherine non servono a niente; che dopo tre quattro cinquanta dosi il virus continua a infettare; che miocarditi, trombi, infarti secchi, curiosamente tutti post somministrazione, non cessano; che i tamponi son sempre stati farlocchi per lo più; che da millenni conviviamo con quasi ogni genere di morbi, cioè o debelliamo quelli davvero letali, peste, colera, vaiolo, o li addomestichiamo e alla fine ci rassegniamo a patirli, ogni inverno ed ogni estate, senza grandi conseguenze; posto che l’Italia, in particolare, da questi due anni e mezzo di follia di regime è uscita devastata – e non si riprenderà tanto facilmente, o forse mai.

Posto che, come ha chiarito il XIX Rapporto Osservasalute, a cura dell’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane, questi due anni di malissima gestione pandemica hanno scatenato obesità, alcolismo, tabagismo, stanchezza cronica da depressione (e anche questa è una conferma di Pulcinella), tutto per un terrorismo utile a un regime che non ha alcuna intenzione di abbandonarlo: vale davvero la pena di continuare con le cazzate morbidose alla Berrettini, o conviene sposare il pragmatismo dei Djokovic e delle Cornet, per limitarci al solo tennis? Domanda inutile…

Max Del Papa, 29 giugno 2022