Cronaca

Uno è “tentato omicidio”, l’altro “lesioni”. La vita dell’Anpi vale più di un poliziotto?

Fermato il 21enne che ha sparato alcuni pallini contro due militanti al corteo del 25 aprile. Però quando a rimanere feriti sono gli agenti...

Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

Premessa doverosa: salire su uno scooter (peraltro il tuo, furbizia zero), indossare una mimetica, mettere un casco integrale, imbracciare una pistola da soft air e sparare alcuni pallini all’indirizzo dei militanti dell’Anpi scesi in piazza per il 25 aprile è una decisione cretina, probabilmente con qualche risvolto penale e di sicuro da condannare senza se e senza ma. Punto. A capo. Però ci sia permesso di non correre troppo sull’attacco a Rossana Gabrielli (62 anni) e Nicola Fasciano (65), andato in scena al Parco Schuster di Roma, e soprattutto di sollevare qualche perplessità sulla decisione della Procura di Roma di accusare il 21enne Eithan Bondì addirittura di tentato omicidio.

Partiamo dai fatti che conosciamo. Secondo il Corriere della Sera, i pallini esplosi dalla pistola del giovane, che sostiene di essere della “Brigata Ebraica”, sono “sfere di plastica bianca di cinque o sei millimetri”. E in effetti anche i video disponibili, registrati sulla scena del “crimine”, sembrano portare a questa conclusione. Non a caso le due “vittime” hanno subito, a parte lo choc di vedersi puntare una pistola in faccia, solo ferite lievi. Niente di grave. È dunque lecito domandarsi: come avrebbe potuto uccidere i due militanti dell’Anpi con un’arma ad aria compressa o da soft air con pallini di plastica? Secondo Repubblica, a convincere il procuratore capo Lo Voi (addirittura il capo della Procura indaga su un caso simile?) a contestare il tentato omicidio sarebbero “dinamica e distanza dei colpi”. Se così fosse, chi scrive si auto-denuncia: sono quasi sicuro di aver tentato l’omicidio di mio fratello più volte, quando giocavamo a guardie e ladri in casa con le nostre pistole ad aria compressa.

Fatti nostri questi dubbi, che potrebbero anche essere smentiti se i pallini fossero in realtà di piombo e l’arma fosse qualcosa di più serio di una pistola di softair, ci resta un altro dubbio. Ipotizziamo che, sparando quelle sfere bianche, Eithan potesse davvero ammazzare i due signori dell’Anpi: mi spiega allora la Procura di Roma (e tutte le altre d’Italia) per quale motivo non viene contestato lo stesso reato anche agli antagonisti che lanciano bombe carta, bottiglie di vetro, sassi e mazze contro gli agenti della Celere schierati in piazza?

Qui c’è qualcosa che non torna. Mi tornano alla mente giusto un paio di episodi, ma potremmo citarne a iosa. L’altro giorno a Roma un militante anarchico, in corteo per Cospito, ha lanciato una bottiglia di vetro contro un vice dirigente della Digos e l’ha mandato all’ospedale. Quando verrà identificato, lo incrimineranno per tentato omicidio? E i cartelli stradali utilizzati come arieti contro la Celere schierata a Roma? Per non parlare degli scontri a Milano di fine settembre: un gruppo di poliziotti stava proteggendo l’ingresso della Stazione Centrale quando alcuni Pro Pal hanno brandito delle grosse spranghe di ferro, delle barriere stradali insomma, e le hanno scagliate contro gli agenti. Quel giorno un poliziotto ci ha rimesso un dente, fracassato dai bravi manifestanti, e un altro è vivo solo grazie al casco. Non potevano forse rischiare di ammazzarli? Sì. Eppure gli otto indagati identificati sono stati accusati di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni, porto abusivo di armi come spranghe e interruzione di pubblico servizio. Certo: la responsabilità penale è personale e spesso, purtroppo, i manifestanti più violenti (quelli incappucciati) non vengono identificati e la passano liscia. Però resta il principio e il contesto, che riguarda la gran parte delle manifestazioni antagoniste. Le sassaiole non possono forse uccidere? E i razzi sparati alzo zero in Val di Susa? A Torino, invece, ricordate? Un branco di antifà circonda un servitore dello Stato e lo prende a martellate. In attesa di identificare i veri responsabili, la Procura comunque decise di non aprire un fascicolo per tentato omicidio contro ignoti, ma ha invece formalizzato l’ipotesi di devastazione.

Quindi ci stiamo: seguiamo la Procura di Roma sul tentato omicidio ai danni dei due militanti dell’Anpi. Vogliamo credere che il reato non verrà derubricato. Ci aspettiamo però pari severità anche quando a rischiare di rimetterci l’osso del collo sono i poliziotti. Altrimenti la scelta odierna puzza un po’…

Giuseppe De Lorenzo, 29 aprile 2026

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it
L'inferno è pieno di buone intenzioni

SEDUTE SATIRICHE

Sedute Satiriche di Beppe Fantin - Vignetta del 28/04/2026

Il teorema di Conte

Vignetta del 28/04/2026