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Usa, la piaga dell’antirazzismo woke

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Ilhan Omar Usa © dra_schwartz tramite Canva.com

È un fenomeno sempre più evidente e su cui sarà meglio aprire gli occhi. La doppiezza di certa immigrazione che, in Occidente, adotta le idee della sinistra più woke e al tempo stesso, riguardo alla loro cultura d’origine, sogna le glorie di uno sfrenato etnonazionalismo. Il discorso “Somalia Uber Alles” della deputata somalo americana Ilhan Omar ne è un perfetto e recente caso. Lei non è un personaggio molto conosciuto in Italia ma, in America, è uno dei volti più noti della Squad, la Squadra, insieme a Alexandria Ocasio-Cortez.

Si tratta di un gruppo di parlamentari del partito democratico, tutte giovani, tutte femministe, tutte minorities o Poc (People of Color, persone di colore), tutte sempre ferocemente arrabbiate contro l’America bianca e razzista. Nata in Somalia, naturalizzata americana, Ilhan Omar è stata eletta in Minnesota (in un distretto con una forte presenza di immigrati dalla Somalia) diventando il primo deputato di origine somala e una delle prime parlamentari di fede islamica. Un altro successo dell’American Dream, direte voi.

Eppure, da quando è diventata un personaggio pubblico, Ilhan Omar non ha fatto altro che accusare il paese che l’ha adottata; di attaccare il sistemico razzismo di una nazione di suprematisti bianchi che non fa che opprimere le minoranze come lei. Celebre la sua frase sui mussulmani che vengono presi di mira solo perché “qualcuno ha fatto qualcosa…”. E quel “qualcosa”, così minimizzato, erano gli attentati dell’11 settembre.

Bene, questa eroina dell’antirazzismo militante, pochi giorni fa, ha tenuto un discorso presso i suoi elettori somali in Minnesota. Particolare decisivo: il discorso era in somalo, non in inglese. E i toni erano molto diversi. Ecco, in breve, il contesto del discorso. Da diversi decenni, la parte settentrionale della Somalia, il Somaliland, è di fatto uno Stato autonomo e indipendente. Mentre la Somalia sprofondava nella guerra civile e veniva sopraffatta dagli islamisti, il Somaliland è rimasto relativamente pacifico e stabile, riuscendo anche a darsi un sistema democratico di governo.

Tuttavia né l’Onu, né nessuna altra nazione (con l’eccezione di Taiwan) riconoscono l’esistenza del Somaliland come Stato sovrano. Il 1° gennaio di quest’anno, però,  l’Etiopia ha intavolato trattative con il Somaliland: riconoscimento ufficiale dell’indipendenza in cambio dell’accesso al mare. Cosa ne pensa quindi la deputata Ilhan Omar di tutto questo? Paladina del pacifismo e del multiculturalismo avrà naturalmente concesso che le popolazioni del Somaliland hanno diritto alla loro autodeterminazione, giusto?

Per nulla. La deputata si scopre invece, di fronte ai suoi e parlando nella sua lingua madre, una paladina della Grande Somalia; pronta a tutto per riunire le terre irredente del Somaliland alla madrepatria. Stanno circolano varie traduzioni del suo discorso. Noi, per stare sul sicuro, riportiamo la versione fatta circolare dal suo stesso staff. “Finché sono al Congresso, – proclama alla platea – nessuno si approprierà del Somaliland. Gli Stati Uniti impediranno ad altri di derubarci.”

“La Somalia è una. La nostra terra non sarà divisa. Le nostre terre ci sono state tolte in passato e, se Dio vuole, un giorno ce le riprenderemo di nuovo.” Hitler avrebbe pronunciato parole non troppo diverse riguardo Danzica o i Suddetti. È la doppiezza che riguarda molta immigrazione in Occidente, soprattutto quella che poi si lega alla militanza politica di sinistra. In Occidente, dicono una cosa, tra di loro pensano e dicono l’opposto, protetti anche dalla barriera linguistica. E infatti il discorso della Omar non è stato inizialmente notato dai media americani. Sono stati quelli del Somaliland a rilanciarlo online, tradotto in inglese.

Questi immigrati vedono come una minaccia il patriottismo dei locali, mentre ci nascondono il loro fanatismo nazionalista riguardo il paese d’origine. Sono compiaciuti che l’Occidente sia sempre meno “bianco” e accusano di razzismo chi si preoccupa di questo. Però provate a vedere cosa penserebbero se il loro paese d’origine diventasse a sua volta la meta di milioni di migranti, appartenenti ad un altro gruppo etnico. L’11 settembre qualcuno ha fatto qualcosa… Quelli del Somaliland non hanno fatto niente al resto della Somalia, ma Ilhan Omar vuole già riprendersi quei territori. A dio piacendo.

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