in

“Vade retro”. Niente Messa per il prete no vax - Seconda parte

Dimensioni testo

In questi giorni la comunità di San Piero in Vincio è in subbuglio perché era molto affezionata a Don Juvenal e d’ora in avanti dovrà necessariamente avere a che fare con un altro parroco. Fra i fedeli, sono in molti a dirsi contrari alla decisione. E persino chi approva la scelta manifesta delle perplessità.

Come dar loro torto, viene da dire. Secondo le disposizioni attuali, i fedeli possono andare in Chiesa anche senza lasciapassare, quindi potenzialmente non vaccinati e liberi di poter contagiare, mentre i servi di Dio devono necessariamente avere il green pass, pena l’esclusione dal servizio. E già questo è un controsenso enorme. Inoltre qui si sta parlando di persone che sono state al completo servizio dei malati, compresi quelli di Covid, fino ad oggi, rischiando la propria incolumità, e che improvvisamente si decide di confinare nei lazzaretti delle parrocchie fra le scartoffie amministrative. Salvo poi, del tutto incredibilmente, farle tornare in gioco nel caso in cui vi sia un fedele in punto di morte. Come se durante l’estrema unzione si fosse immuni al virus.

In passato la Chiesa ha spesso rappresentato un rifugio dai mali e dalle contraddizioni della società. In qualunque condizione si versasse, fra quelle mura e all’interno della comunità, si poteva trovare un porto sicuro. Oggi, invece, sembra essere diventata lo specchio della società attuale. E dunque, anche all’interno di quei luoghi sacri, niente misericordia nei confronti degli agnostici del vaccino, nemmeno se servi di Dio.

Piaccia o meno oggi funziona così: in società ci si saluta a distanza e in Chiesa ci si scambia il segno della pace con uno sguardo. Nel corso dei secoli la salvezza delle anime aveva avuto la priorità sulle malattie più atroci della storia. Ma alla fine è arrivato il Covid19.