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Emergenza sanitaria infinita

Vaiolo delle scimmie, già preparano “l’emergenza internazionale” (e i vaccini)

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Se la parola “emergenza sanitaria” sembrava essere solo un ricordo, in realtà il nuovo virus del vaiolo delle scimmie sta facendo muovere i piani alti. I casi riscontrati in Europa nell’ultima settimana sono circa 900 e sulla pericolosità e sulla mortalità, che si aggira all’1 per cento, il direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute Gianni Rezza spiega che: “Il virus si trasmette per contatto diretto o molto stretto e per questo i focolai tendono generalmente ad autolimitarsi”.

Nonostante ciò, e le tante rassicurazioni di medici che indicano di “non generare il panico”, qualche giorno fa – precisamente il 14 giugno – la Commissione Europea ha deciso di finalizzare un contratto per l’acquisizione di 110 mila dosi di vaccino, che saranno a disposizione dei paesi membri. “Questo è un chiaro segnale che l’agenzia Hera può rispondere efficacemente alle minacce alla salute”, ha riferito – infatti – la commissaria del Consiglio Ue Salute, Stella Kyriakides, a Lussemburgo. Per la prima volta, a differenza che per il Covid-19, le dosi sono state pagate con i fondi europei e non singolarmente dagli stati. C’è però da sottolineare che il vaccino, che si chiama Imvanez, non è stato ancora approvato in Europa.

Un percorso al contrario, quindi: prima il grande acquisto e poi, eventualmente, la distribuzione delle dosi ai paesi. Il 23 giugno prossimo sono stati infatti convocati, come riferisce Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore dell’Oms, gli esperti del Comitato di Emergenza con l’obiettivo di valutare la reale portata del rischio rappresentato dal cosiddetto vaiolo delle scimmie. Il Comitato dovrà decidere se dichiarare o meno lo stato d’emergenza sanitaria: se l’esito sarà positivo i vaccini verranno distribuiti ai paesi, altrimenti no.

La domanda sorge spontanea: perché sono state acquistate migliaia di dosi di vaccino prima che l’Organizzazione mondiale della Sanità abbia espresso il suo parere? Se essa deciderà di non dichiarare lo stato d’emergenza dove finiranno tutti quei vaccini? Sulla base dell’esperienza dei vaccini Covid, avanzati in tutte le regioni italiane tanto da prorogare la data di scadenza di tre mesi, il contratto firmato sembrerebbe oggi quantomeno azzardato.

La decisione spetta quindi all’Organizzazione Mondiale della Sanità e la reale possibilità di rivivere ciò che abbiamo vissuto negli ultimi anni potrebbe affacciarsi già tra qualche settimana. Un film già visto, un copione che purtroppo abbiamo dovuto imparare a memoria. Tutto sarà deciso tra pochi giorni, il 23 giugno, data in cui potrebbe avviarsi una nuova emergenza sanitaria. Certo è che i vaccini sono pronti: e questa sembra l’unica cosa che conta. Lontani dai complottismi è inevitabile però chiedersi: l’Europa ha davvero deciso di prendersi un rischio così grande, stipulando un contratto prematuramente e senza nessuna certezza scientifica, rischiando un flop epocale?

Bianca Leonardi, 16 giugno 2022