Politica

Vannacci&co vogliono ridurre le quote rosa. E fanno bene

La proposta di Laura Ravetto. Però un dubbio sorge bruciante

Vannacci Ravetto quote rosa Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI
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LR, prova a prenderla. Dov’è adesso? Ah, si: col Generale, e in Italia attualmente di Generale (sopra la collina) c’è n’è uno solo, quello transumante dalla Lega, proprio come LR, quello che fa rima con fulminacci, quattrostracci e quanto ti piacci. E Laura Ravetto appena arrivata non perde tempo e subito spara una proposta da sbarco: stop alle quote rosa o almeno ridimensionarle: «Le posizioni devono andare a chi è bravo e brava, indipendentemente dal sesso». Non fa ‘na piega. E insomma l’idea è quella di calare il numero dei posti riservati alle donne, vere, no percepitre, nelle liste elettorali. Perché? «Perché noi intendiamo battere sul tasto della democrazia e della libertà di scelta degli elettori. I seggi devono andare ai migliori, a prescindere dal genere. Anche perché se continuiamo così, oltre alle quote rosa dovremo fare quelle per le minoranze etniche, o quant’altro. E questa sarebbe la morte della libertà di scelta». Non sia mai.

Ravetto incalza, più determinata di un drone: «C’è qualcosa di condiscendente nell’idea che le donne abbiano bisogno di una catapulta per arrivare dove arrivano gli uomini. Lo dico da donna: basta creare recinti. Le posizioni devono andare a chi è bravo e brava, indipendentemente dal sesso. La metà dell’elettorato è costituito da donne che possono liberamente scegliere donne se lo vogliono. Non c’è alcuna scusa di patriarcato».

Oddio, chissà come la prende Gino Cecchettin. Ma, in sostanza, dove va a parare armi & bagagli ‘st’emendamento? Ravetto scende nel “tennico”: «Che in una lista non ci possa essere più del 65% di prevalenza di un sesso. Oggi siamo al 60%. Badi bene: la nostra ambizione sarebbe stata l’abrogazione totale. Ma ormai la giurisprudenza costituzionale prevede la prevalenza. Forse per lo strapotere, fin qui, delle segreterie di partito nella compilazione delle liste. Noi ci auguriamo un sistema con offerta e risposta libere da parte dell’elettorato».

Badiamo bene, e vabbè; e che altro? Tra l’altro, c’è modo, viene fatto notare, di eludere la pippa del Rosatellum perché si sa che, particolarmente in quella terra di legulei levantini che è l’Italia, se candidi una donna in 5 collegi, liberi 4 posti per i maschi in altrettanti collegi. Alchimie che noi comuni mortali che non viviamo di quote, liste, sistemi, magari fatichiamo a cogliere. Ma Ravetto “prova a prendermi” è donna di certezze: «È la conferma che questo è un sistema ipocrita che va superato».

E superiamolo! Bando al Rosatellum, spazio al Ravettellum. Cazzuta però la Laura. Proprio una Generalessa in pectore. Anvedi i Ravennacciz, si salvi chi può, che qui sono sfracelli. Tutto bellissimo, tutto giusto, il woke ha rottoicoglioni, però un dubbio sorge bruciante: non è che a FN hanno ancora poche parà femmine da candidare?

Max Del Papa, 11 giugno 2026

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