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Vargas Llosa e gli europei che non capiscono Cuba - Seconda parte

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Ma è tempo che l’America Latina si scrolli di dosso quell’immagine di luogo utopico, avverte Vargas Llosa, il quale chiede uno sforzo di razionalità affinché l’ambito politico e sociale di quel continente, abbandonando finalmente deliri, utopie e irrealtà, riesca a creare un mondo giusto e libero senza dispotismi, “dove la felicità non si raggiunga soltanto chiudendo gli occhi di fronte alla realtà circostante e rifugiandosi nel sogno e nell’immaginazione, ma anche, talvolta, nella vita vera.” Perché se nell’arte, nella letteratura, nel cinema e nella musica tale visione ha generato grandi capolavori, in politica la mancanza di distinzione fra sogno e realtà ha prodotto solo risultati dannosi e spesso catastrofici.

Liberilibri, 17 luglio 2021