Vasco Rossi, dal Roxy bar alle bacche di goji

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Vasco Rossi è rimasto malissimo per questo articolo di Max Del Papa. E gli ha dato dello “psicopatico” e “povero pirla”, storpiando poi il mio nome in Nicola “Perro”. Non si capisce più se imita le gaffe di Emilio Fede, o se è sotto l’effetto del whisky bevuto, come le star, al Roxy bar. Tutto sommato, comunque, meglio il Vasco che ci insulta a vanvera, del Vasco pandemicamente corretto, che molla il bottiglione per dedicarsi, da bravo fighetto, agli infusi di bacche di goji alla Versiliana.

Perché, esaurito il Vasco giovane promessa, che cantava della “troia” che era “andata via col negro”; ed escluso che il rocker sia il “solito stronzo”, rimane solo un tristissimo e ordinario  “venerato maestro”.

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16 Commenti

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  1. Oramai le sue depressioni e la sua ipocondria gli hanno mandato in pappa il cervello, povero Vasco, già non lo si poteva paragonare a veri artisti come Jim Morrison, Hendrix, Bob Dylan ed altri che lui ha solo imitato per costruirsi la sua immagine commerciali, senza vivere realmente quello che lui scriveva nelle sue canzoni ( il più delle volte scritte sotto l’ effetto della droga) Credo che da quando ha smesso di drogarsi, gli si sia riattivato nel cervello qualche cortocircuito che prima si era spento a causa degli stupefacenti. A vasco ti dedico una canzone di un altro perdente come te ( Masini): **********.

  2. Il signor porro attacca Vasco solo per ricevere attenzione che criticando altre persone,perché di persone stiamo parlando,non riceverebbe.Come ogni “personaggio” in cerca di fama e di approvazione il signor porro giudica senza cognizione di causa(salvo forse aver letto qualche articolo di gossip o di salvalaggio)una Persona che non ha mai nascosto i suoi difetti,al contrario li ha messi in musica ed è riuscito ad aiutare più persone che tanti politici.I giornalisti non li considero neanche.Se invece di sparare a zero si informasse a fondo come il suo mestiere richiede di certo si dovrebbe ricredere su Vasco,il quale sballato,drogato,avido com’è, in silenzio fa beneficenza e regala sempre attimi di umanità a tutti.
    Detto questo auguro al signor porro di essere capace di raggiungere il cuore di milioni di Persone come Vasco fa da decenni.
    #iostoconvasco

  3. Vasco Rossi un povero ebete con zero doti vocali utilizzato dai soliti burattinai per corrompere la gioventù con testi da alcolizzato o tossico. Siamo solo noi quelli che non hanno voglia di far niente rubano solamente…coca cola….un degno maestro per quelli come i fratelli Bianchi.

  4. Vasco Rossi non è stato mai inquadrato dal mio radar nemmeno quando ero giovane, figuriamoci oggi. L’avevo tollerato per “bollicine” a cui, proprio per tollerarlo, avevo potuto dare un senso, si, quello del denaro, perchè quelle bollicine avevano un target ben preciso ed hanno fatto il loro budget tra i suoi fans proprio quello che dovevano fare. Lo avevo tollerato dunque perchè almeno quel pezzo aveva “un senso nella sua vita” come dirà piu tardi in un’altro suo pezzo, ancora da tollerare, lo stesso senso della sua vita di sempre, il denaro; un mercenario dunque. Prima le bollicine della bottiglietta adesso le balle della sinistra imbottigliata e per dirla con una frase famosa, non certamente mia, …Caro Vasco che te tocca fa pè campa !

  5. Ho troppo amato (e tuttora amo) Vasco e le sue canzoni per parlarne male. Diciamo che non ha avuto una vita sempre limpidissima riguardo alle droghe (soprattutto negli anni ’80), però a chiunque deve essere data la possibilità di redimersi e Vasco, con gli anni, pare aver messo la testa a posto (e per fortuna, dico io, almeno non si è ridotto come i Rolling stones che a 70 anni suonati si presentano al pubblico, pateticamente, fatti e strafatti come a 20…). È pur vero che chi ha condotto una vita un po’ sopra le righe, deve accettare che le persone si ricordino di quando si comportava in un certo modo; il passato non si cancella e, purtroppo, i comportamenti del passato ritornano – che piaccia o no – nelle menti delle persone. Chi non ha seguito Vasco non può capire tante cose di lui e bollarlo adesso (anno 2020) per gli errori del passato non è carino. Il dott. Del Papa, secondo me, ha effettivamente un po’ esagerato nel suo articolo, ma l’errore che io riconosco a Vasco è stato quello di esporsi contro persone di cui, probabilmente, non ha seguito fino in fondo l’opinione, parlando di “negazionisti” tout court, quando qui il negazionismo da lui inteso non c’entra per niente – e qui ha toppato di brutto.Quando non esistevano i social, il Blasco rispondeva (molto più signorilmente), a chi lo attaccava, tramite le canzoni (“meglio rischiare che diventare come quel tale che scrive sul giornale” cantava in “vado al massimo”, parlando di Nantas Salvalaggio che lo criticava per le sue esibizioni un po’ “particolari”). Questo è il Vasco che io vorrei rivedere: sarcastico, ironico, irriverente, ma non con risposta social diretta – e piccata. Questo non mi piace, fa poco Vasco.
    E però, dott. Porro, devo tirare le orecchie anche a Lei: non ho gradito, da Lei, questo attacco così frontale, così da presa per i fondelli. Mi scusi, ma a questo giro ha assunto l’atteggiamento di scherno e di derisione tipico dei “sinistri” e ciò non Le fa onore. Se Vasco ha detto una fregnaccia, vale la pena criticarlo, ma non ritengo giusto mettere a pubblico ludibrio il Vasco che fu, continuando a parlare di lui come un alcolista o un drogato. Adesso, pare cambiato. Dopotutto, stiamo parlando di un Vasco di quasi 40 anni fa…nessuno di noi ha fatto sbagli nella vita che non sia giusto vengano cancellati dopo tanto tempo?

  6. I fan del Vasco nazionale sono tra i più esagitati che ci sono.
    Io personalmente ho smesso di seguirlo come cantante negli anni ’90, quando ha cominciato a sfornare canzoni che sono una la copia dell’altra e degne di uno spot delle lamette da barba; le uniche degne di nota sono i remake di canzoni di altri (e dire che suo è stato il primo concerto cui ho assistito a 14 anni nel 1984)
    Le esternazioni degli ultimi anni da politicamente corretto hanno dato il colpo di grazia.

    • Bellissimo il Fiasco. Visto il successo del personaggio, di sicuro superiore ai meriti, lo riferirei ai fiaschi di vino, ed “altro”, che si é trincato piuttosto che all’audience.

  7. Ha diritto alle sue opinioni politiche e ad esprimerle come vuole e come sa.
    Come musicista non mi è mai piaciuto.
    Lo trovo ripetitivo, noioso.
    E’ la mia opinione.

  8. Come diceva il Marchese Onofrio del Grillo, duca di Bracciano, guardia nobile e Cameriere segreto di sua Santità Pio VII. “IO SO IO E VOI SIETE UNA CA…”
    VASCO E VASCO, E VOI CHE PARLATE COMMENTATE E CRITICATE SAPETE COSA SIETE UN CA…

  9. E’ normale che uno possa cambiare stile di vita o almeno faccia sembrare che così è, ma nel caso di Vasco, vedo molta ipocrisia.
    La ricerca del politicamente corretto e l’appiattirsi su ciò che oggi va per la maggiore, antisovranismo, accoglienza a tutti i costi, pandemicamente-corretto etc.
    Io credo che lui da molto tempo abbia perso la carica degli inizi e la vena creativa, benchè si sforzi ancora di fare il ” Vasco”.
    Probabilmente cerca di togliersi di dosso l’immagine che aveva quando cantava della “***** col negro che non parla bene l’italiano etc.etc.” perchè oggi non gli fa più gioco.
    O forse era falso anche allora e si adeguava allo stereotipo che era di moda a quel momento?
    A me è sempre sembrato uno che scimmiottava le rockstar perchè funzionava, quindi non mi stupisco di quello che fa ora.

  10. certo , cambia l’abito come cambia il vento, peccato perche’ i panni sporchi non li cambia con frequenza, saperlo un votagabbana per covenienza, e’ un triste ( come dice l’articolo) ordinario “venerabile maestro”, come se, ne avesse bisogno….!!!! CHE DELUSIONE, va bhe la convenienza ha sempre alcuni rovescii di medaglia, forse le sue sono necessita’ imposte lui sempre pronto e’ irriverente, si puo’ nascere tondi ma, non si muore quadri, ripeto DELUDENTE, se, ancora lo considerero’ con dispiacere avro’ presente, con quanta ipocrisia esercita la sua maestria

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