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Vede nero anche la Bce - Seconda parte

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Lane osserva che il miglioramento del 0.7% c’è stato sebbene largamente in linea con quanto atteso. Ma a pesare su questo ora e per il futuro la disparità nella crescita settoriale: il manifatturiero ha acquisito tonicità ma il settore dei servizi rimane indietro. Su una ripresa concreta che ha previsioni variabili nella magnitudo e nel tempo, ovvero per tornare ai livelli preCovid lo scenario  varia da una previsione media di fine 2022 dove la più ottimistica è per giugno 2021 e la pessimistica per oltre il 2023-2024, pesano l’incertezza complessiva che frena investimenti e soprattutto domanda: il tasso di risparmio della Ez è più che raddoppiato e la nostra osservazione è che si può inondare il sistema di liquidità anche e soprattutto attraverso Tltro ma se questa non arriva direttamente a imprese e soprattutto a famiglie i vantaggi  – ci pare di osservare per esperienza dal 2012- sono limitati. La non crescita dei prestiti negli ultimi mesi è un indicatore tattico che non vorremmo restasse immobile.

E se Lagarde ha dato spiegazioni diverse per il dato di inflazione negativa ritornando sul punto che una sola lettura così bassa non consente di definire il sistema in condizioni di deflazione, ci permettiamo di osservare che le previsioni di Ecb per headline e core per fine anno rimangono molto basse con un ritorno a livelli accettabili più consistenti – ma sempre molto lontani dall’obiettivo del 2%- solo da fine 2021.

Fabrizio Jorio Fili, 12 settembre 2020