Anche io partecipo alla nona edizione della Ripartenza di questo fine settimana a Bari. Senza un ruolo preciso – non salgo sul palco, non faccio nessuna zanzara nella zuppa o zuppa del papa – ma come ad un appuntamento cui mi sento legato, sento di appartenere: ogni mattina io affronto la mia ripartenza personale, affidata a migliaia di lettori che poi in minima parte ritrovo al Petruzzelli.
Che cosa è questa Ripartenza? È il ritrovarsi collettivo di una testata con meno condizionamenti perché il suo editore è anche “direttore e vicedirettore”, per dirla con Nino Frassica, e permette all’altra metà della sua anima di ringhiare i suoi “porca-di-quella-puttana” in totale autonomia. Qui va fatta una considerazione onesta, che al pubblico probabilmente sfugge e proprio perché gli sfugge, non la avverte: questa testata è considerata organica al potere meloniano, di sicuro non gli è ostile ma non si è mai negata, non mi ha mai negato facoltà di critica anche dura; ebbene una testata simpatizzante ma indipendente come questa si muove, e lo sa, come sulle uova, si diverte pure con i suoi articoli a volte feroci ma sa di essere nel mirino di un apparato che non coincide affatto con la normale, fisiologica, necessaria dialettica democratica per cui chi comanda va tenuto d’occhio e arginato dall’opposizione; qui c’è un vero apparato di contropotere, di controsistema che accettando di straforo, con grande fatica, la dinamica elettorale, considera gli attuali governanti né più né meno come degli abusivi, degli usurpatori da far fuori con tutti i mezzi, leciti o meglio ancora scorretti, schierando le sue tradizionali articolazioni nella magistratura, nella produzione della sottocultura di massa, nell’informazione. A dire la strutturazione gramsciana che è sempre una casamatta inespugnabile. Non ce l’hanno tanto con quelli della coalizione, con cui anzi ipotizzano e trescano alleanze alternative appena possono, ce l’hanno eminentemente con la Meloni premier, percepita come la vera ed unica nemica. Malgrado gli evidenti tentativi della stessa di disturbare il meno possibile, di governare con misura anche trasformistica.
LA RIPARTENZA PARTE ALLE 18.00 SUGUI LA DIRETTA SU NICOLAPORRO.IT
La democrazia italiana così come si va declinando postula un potere sotto attacco e un contropotere che si muove da potere vero, con tutta la spregiudicatezza del caso. In una situazione del genere una testata come questa, un appuntamento come la Ripartenza, assume una valenza perfino curiosa, più di resistenza che di ripartenza. Chi scrive si identifica con riserva nel messaggio per così dire politico, nello spirito liberale: libertario sì, completamente, liberista no finché il liberismo resta questa roba qua per cui il potere si tiene le mani libere ma le lega a chi potere non è con le catene della burocrazia punitiva di carattere amministrativo.
Io potere finanziario e industriale compero, commissiono alla politica di servizio le norme con cui vessare e reprimere il cittadino sempre meno tale e sempre più plebe (esemplare il racconto di vita subita da Nicola Porro costretto ad un percorso di guerra da Gaza, da Beirut per tornare a casa in motorino con la vigilessa romanesca che lo minaccia, ndò cazzo credi de annà?). Dite che la storia del potere è questa ed è sempre stata questa e sempre sarà? Sì, ma è la prima volta almeno dai tempi delle democrazie embrionali, seicentesche, che un simile squilibrio sociale viene espressamente teorizzato; è la prima volta dai tempi delle monarchie assolute che i miliardari della speculazione e della finanza coincidono con i governanti a tutto tondo e si circondano di pari grado. Cosa possa uscirne a livello democratico, è fin troppo facile intuire, constatare.
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Sarebbe bello discutere anche di questo, senonché la Ripartenza è anche altro, molto altro, è, almeno così pare a me, un modo per continuare a fare opinione, informazione tenendosi le mani libere, ispirandosi ad un’idea inguaribile di libertà, di contenzione dalle pretese dei pubblici poteri, mai così invasivi, cercando, trovando il conforto di una platea che magari non coglie tutte le implicazioni ma non fa mai mancare un sostegno, un affetto che va oltre l’identificazione ideale o giornalistica. Il pubblico della Ripartenza, a Milano come a Bari, vibra di una sua intensità al punto da diventare parte viva dell’evento, è impensabile la girandola di incontri, di dibattiti, di momenti culturali senza la partecipazione così particolare di questa famiglia allargata che si stringe intorno a Nicola. Ed io non smetto di stupirmene perché dopo 35 anni in questo mestiere so che sono situazioni quasi prodigiose, so che difficilmente un comunicatore, un giornalista televisivo arriva a sviluppare un simile rapporto col pubblico. Molti millantano, ma la differenza chi sta dentro la coglie, la sente a pelle. Sono contento di farne parte, sia pure da una prospettiva defilata, sono contento di esserci stato quasi sempre, anche quando la malattia non mi lasciava scampo, mi svuotava di ogni energia, di ogni prospettiva.
Max Del Papa, 10 luglio 2025
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