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Vi racconto Tokyo e il Giappone

Sono passato, in questa prima decina di giorni del mio viaggio in giro per il mondo, da città e paesi tra i più diversi: dal Qatar alla Thailandia. Ma devo dire che, da ignorante quale sono, la città che più mi ha affascinato è Tokyo. Ti stupisce in tutto. Nel suo ordine, nella sua pulizia senza un cestino, della sua capacità di unire vecchio e nuovo. Della sua puntualità, ma anche della sua burocrazia. Da profano del Giappone – questa è la mia seconda visita nel Paese del Sol Levante – mi stupisce sempre la sua raffinatezza.

Il video sopra, montato in fretta e furia, l’ho voluto “sporcare” con alcuni pezzi della colonna sonora che più le si addice: Kill Bill. Quel genio di Tarantino ha saputo, come pochi, capire come si potesse fondere una grande cultura e tradizione con la sguaiatezza di altri comportamenti.

Una cosa è certo: non conosco Tokyo e forse mai la conoscerò a fondo, ma devo tornarci.

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11 Commenti

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  1. Il Giappone è affascinante, un fascino che non è immediatamente comprensibile e rifugge dai canoni più comuni ( e come potrebbe essere non immediatamente comprensibile se fosse in accordo ai canoni più comuni).
    Un Paese dove chi fa (in genere con altissima percentuale) è contento del suo mestiere non alberga vistose invidie ed è sempre contento se può essere utile a qualcuno od alla comunità.
    Ho visto una signora rincorrere un signore per restituire il portafoglio ( e perdere una corsa in metropolitana per questo).
    Un oste mi ha servito in una bettolaccia ciò che chiedevo mangiare senza che fosse nel menù però ho dovuto attendere la fine della corsa sulla quale aveva scommesso (e perso).
    Alla stazione di Umeda (Osaka, 2002) una impiegata delle informazioni mi ha dedicato con soddisfazione 15′ per organizzarmi gli spostamenti per Fuji-san (il Fuji) trascrivendo dettagliatamente gli orari (treni bus).
    A New York sono stato insultato perché chiedevo lumi.
    Quando nel 2009 sempre a Osaka feci riparare la mia nikkormat, acquistata (per nuova) nel ’71 in Italia, mi dissero che in realtà la guarnizione di battuta dello specchio (reflex) era già stata sostituita (ma mai da me).
    Ah Giappone , mi manchi.

  2. Sarebbe molto utile un viaggio studio per politici italiani in giappone per capire certe qualità positive di un popolo che ha una mentalità di vivere socialmente responsabile : cercare di non disturbare altri (prossima volta viaggi in subway), niente scritte sui muri o cose gettate per terra (ad esempio i fan puliscono i loro posti dopo una partita di calcio) ecc. Consiglio anche uno studio su singapore https://www.channelnewsasia.com/news/singapore/remaking-singapore-5-big-projects-set-to-raise-the-game-11793370. Basta volere imparere e vedere che si potrebbe migliorare moltissimo in italia. Saluti ..david valdo

  3. Curiosa la scelta di fare un video sul distretto del lusso.Personalmente se vado in un paese cosi’ diverso dal mio preferirei andare nei supermercati e nei baretti frequentati nel dopolavoro,penso sia un modo migliore per capire qualcosa di un’altra cultura.Ovviamente non siamo tutti uguali.

    • Già! La realtà è nella massa non nelle nicchie dei grattaceli, topi ricchi o arricchiti stipati in condominii ultraverticali che gareggiano ha chi ha il piano più in alto e/o grattacielo più alto ( come il gioco di chi ce l’ha più lungo o la gara di chi sputa più lontano) simbolo, per loro, di maggior potere ed opulenza, scollegti dalla realtà, con qualche eccezione.
      Meno male che la disuguaglianza fà bene, magari avrei sostituito a disuguaglianza la parola diversità, un dettagliuccio.
      Comunque l’unica disuguaglianza che fà bene è quella vista da lontao e dall’alto, senza più di tanto mescolarvisi.
      Applico lo snobbismo al contrario. I raddical chick di destra e/o di sinistra sono una diversità senza alcuna diversità, ma se li conosci li eviti.

      Saluti

  4. Per lei ci vuole un bravo” esorcista”
    Lo dice la psicologa mancata ma talentuosa che è in me….

    Dopo Dylan Dog pure Kill Bill… la catarsi è doverosa non opzionale ma non credo che sia l’unico ad averne necessità temo che sia circondato da Suoi consimili anche più estremisti di Lei.

    Il kill bill è stato casuale con don’t let me be understood… l’introduzione a ritmo spagnoleggiante mi ha attirato. Punto.

    La prossima foto che guarderò sul web saranno le Sue, quelle del Dr. Lapo Elkann diventano animate, fanno le linguacce con l’occhiolino. Chissa le Sue che effetti animati avranno?

    Qualcuno esperto di informatica lo ha definito un effetto da malware…
    Secondo me da inesperta, c’è ‘imbarazzo della scelta tra troians, spyware. worms etc…
    Rischio di farmi una cultura approfondita sui sistemi di spionaggio informatici pur non avendo interesse per essi.

    Sajonara.
    Non faccia supoku ( non sò come si scrive ma la pronuncia è così)

  5. Egregio Dott. Porro,

    frequento il Giappone con una certa regolarità, conoscendo anche la lingua, e le posso fornire qualche chiarimento.
    La gente non si scompone per il terremoto, perchè, a meno che non scatti l’allarme tramite apposita app (e in quel caso se ne sarebbe accorto) si tratta di scosse che non producono effetti pericolosi.
    Vedo che e’ andato in giro anche in auto. A Tokyo glielo sconsiglio considerato il traffico. I mezzi pubblici sono decisamente più efficienti. Basta evitare l’ora di punta.
    Narita è l’areoporto equivalente a Malpensa. L’equivalente di Milano Linate, che esiste, è Haneda, ed è meglio posizionato ma molto più sovraccarico.

    Infine, le dico che il Giappone è molto più di Tokyo, ci sono grandi città, come Nagoya, che sono letteralmente snobbate, senza motivo, dai turisti.

      • Osaka oggigiorno è molto popolare tra gli stranieri, così come Kyoto (almeno i posti popolari come Fushimi Inari, il Kiyomizu-dera, il Kinkaku-ji…). Quel che ho notato invece, è che altre città che offrono attrattive, tra cui quelle che ha citato come Yokohama, Kobe, o altre come Fukuoka e Kumamoto nel Kyushu, sembrano nettamente ignorate dagli stranieri (“stranieri” intendo occidentali, visto che Fukuoka ha una massiccia presenza coreana).

        Non so se Porro abbia già lasciato il Giappone, ma gli consiglierei, per vedere un’altra Tokyo, di farsi un giro mattina presto al tempio Gotoku-ji (tempio di famiglia del clan Ii e uno dei due templi da cui è nata la leggenda del maneki neko). Sebbene sia diventato un po’ più popolare rispetto alla mia visita (2016), mostra una parte di Tokyo residenziale, con una delle due linee tramviarie che ancora la solcano. Molto diversa dai divertimenti notturni di Shinjuku, della “moda” (il virgolettato è d’obbligo) di Shibuya, o della compostezza del distretto Marunouchi.

        • Caro L.Beltrame è evidente che Lei conosce il Giappone molto molto molto meglio del sottoscritto. IO , ex Marittimo , potrei scrivere solo delle pratiche necessarie per passare SHIMONESEKI o della Rotta migliore per attraversare lo stretto di TSUGARU provenendo dal Pacifico , scrivere che raramente si trovava qualcuno che parlasse in Inglese , che moltissimi conoscevano la parola NUDO e l’indicazione per andare in alcuni determinati locali , del come sono riuscito ( involontariamente ) a bloccare un sistema portuale perfetto ( TOKYO ) per circa due ore , di come siano inquadrati , onesti e competenti i lavoratori portuali ed altre esperienze di vita personali. Detto ciò , possiamo tranquillamente dire che PORRO avrebbe bisogno di una guida qualificata per scoprire il vero Giappone e poi raccontarlo. Un cordiale saluto.

  6. Caro PORRO , quello che stai facendo in 40 giorni io l’ho fatto per 40 anni. Giri il mondo , vedi meraviglie che altri vedono solo in TV ma non hai il tempo per conoscerlo. La prossima volta fermati un attimo di più ( anche con una guida ) , vedrai che il Giappone ed i Giapponesi sono ancora meglio di quanto tu possa pensare. Buon proseguimento.

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