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VOGLIONO ABOLIRE LA POLIZIA

abolizione polizia Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Attenzione attivisti, contrordine compagni! Non c’è solo Tatiana l’ucraina che vuol diventare famosa a tout prix, c’è pure un insospettato Luigi Mastrodonato, che fino a ieri non sapevano chi fosse e soprattutto che fosse e oggi siamo qui che lo citiamo e insomma questo s’è messo in testa un’idea meravigliosa, molto originale, molto fresca, molto lagunare, molto arditista, molto comunista, abolire la polizia. Cioè no ridimensionarla, ridurla, no, proprio via, foera di ball, scancellarla. Essendo una roba improponibile, il Mastro ci mette una vagonata di deliri per renderla sostenibile, invece è proprio incommentabile: ma noi la contestualizziamo, tant pour parler, che poi è un pour parler tant ma di nient, siamo ai “bambini come le nufole di Pafolini” di vendoliana memoria, il Nichi, un altro che te lo raccomando, Maremma Queer…

“Si può immaginare di fare a meno della polizia? Sì, e con un po’ di sforzi si può cercare di mettere in pratica questo proposito”. Immagina: puoi. Poi vatti a chiedere come mai la stampa militante di sinistra è in crisi e si appella alla Meloni per non morire ovvero continuare a farsi mantenere a spese dei reazionari che saremmo noi. Il brillantante Mastrodonato è sommerso di commenti un po’ scontati sui social, “aboliamo lui”, “ah matto”, “curati”, vabbà, tutti rosikoni, tutti fasci, “studiah!”, l’assunto comunque è chiaro: via la pula, via i reati, tipo rompere il termometro se ti senti la febbre: e allora, quando romba il cannone, spazio ai maranza, alla rivoluzione del balordone, a una nuova morale da centro sociale. Che durerebbe meno di dieci minuti, con tutti quegli ubriaconi sfatti e misfatti a mordersi tra loro.

Le fonti difatti sono immarcescibili: un imprescindibile libro bianco, anzi rosso, “Police abolition” presentato al centro sociale Foa Boccaccio di Monza, e si sente già profumo di Ilaria Salis. Vabbà, compagni, fumare e immaginare di conseguenza non costa niente, le distopie oniriche mica ce le okkupano. La scolarestica, più che scolastica, disquisizione del Mastro s’infrange contro pesanti scogli materialistici, storici e politici, geografici non di meno, ma che vuoi che sia: tanto per dirne una, se si abolisce la sbirraglia – i manganelli retrattili sono uguali per tutti, ma per qualcuno più maneggevoli, si può pure finire all’europarlamento – chi ci difende poi dalle destre-destre-destre-destre che nessuno ha mai capito quali siano ma si può citofonare Gruber, quella che, per diretta ammissione, non vende opinioni ma solide verità; forse si qualificano nella nostra Meloni neoassistenziale che, visto che la insigniscono del premio Thatcher, ne approfitta per lanciare due nuove tasse al giorno, potenziando quelle che già ci sono, perché signora mia le spese sono tante, sapesse, e ce sta da tenè su er grande scinema italiano, pariolino, appannaggio degli Elioggermano. Vabbà. I socialcentrali alla Mastro non si curano del dato storico che è esattamente l’opposto, tutti i sani regimi dittatoriali comunisti la polizia col cazzo che l’hanno abolita, anzi ne hanno fatto uno Stato, l’unico, abolendo tutto il resto. Eh, ma vaglielo a spiegare al centro sociale Foa Boccaccio di Monza, dove stanno a fa’ i mitomani nell’accezione di Mario Brega, “sta a fa’ ‘a fanatica co la portiera”.

Manco le basi der mestiere, a Mastrocoso: nelle città amerikane dove hanno tentato, con misura, qualcosa di simile, non eliminare ma ridurre, da Chicago a New York, il tasso di criminalità è immediatamente esploso del 30% e poi per riportare quelle metropoli a non si dica vivibilità ma almeno a livelli semicivili, so’ stati caz***. Ma forse è ciò che vuole la sinistra-sinistra psicopatica, catafratta a qualsiasi confronto col reale e riscontro di conseguenza, “Dalla Mesopotamia all’antico Egitto, passando per i Romani e il Giappone dei samurai, prima dei sistemi di polizia moderni sono esistiti corpi chiamati a svolgere compiti di mantenimento dell’ordine pubblico”. Cioè un maquillage semantico, se non è zuppa è pan bagnato nell’ideologia totalitaria, mettigli una divisa diversa, chiamali corpi, marchiali con la stella rossa e spediscili a fare i rastrellamenti. Lo Stato siamo noi. Seh, vabbà. Il Giappone dei samurai, ma perché questi scrivono, che poi tocca pure accollarseli quando nessuno li legge? Se volete approfondire lungo la strada delle allucinazioni, il Mastro vi squaderna pure le fonti, perché lui è uno che legge, purtroppo, robe tipo “Come sono diventata abolizionista” di una imprescindibile Derecka Purnell, Fandango Editore, uno di quelli che a Più libri più stronzi vuole abolire gli editori fasci-fasci-fasci.

Ignoriamo, ma non ci stupirebbe, se l’astronascente, astropolitico, astrosamantha, astroquelchevolete Mastrodonato andrà pure lui ad Atreju, magari in Tesla con IlalerSalis “ma anche” alla festa di AVS, “basta che ci sia posto”, tanto sono tempi dialogici, chi è dentro è dentro e celebra in top class, chi è fuori si piglia il dirigismo tartassone di destra-destra-destra che è uguale a sinistra-sinistra-sinistra e si ispira alla euro-neuro-euro unione, poi vattelapija in der Trump, comunque vabbà. E se abolissimo la polizia (in Italia, non in Venezuela)? La polizia che già può fare poco e niente, mica le milizie di Hamas. Ma sì, basta tornare al Giappone dei samurai, agli antichi egizi (ma davero, mi dici?), defund the police, meno chokehold, più cuckhold, però quando invadono una redazione democratica in procinto di venire sbarccata agli ellenici – e assaggia ‘st’editore, è greco! – anvedi la nemesi, Draghi l’ha quasi abolita la Grecia, le ha spezzato le reni e adesso quelli si pigliano il giornalismo libero d’Italia, che paiono tutti Agnelli al macello, e noi qui a discuterne nel più puro spirito queerwoke, ma non si poteva chessò genderizzare le forze dell’ordine, smalto caschi rosa e chador, vabbà quando servono gli operai della sicurezza debbono scattare subito, la pula logora chi non ce l’ha, e noi qui a fingere di ragionare sul delirio, aveva ragione Vasco Rossi, la vita è tutto un equilibrio sopra la follia, però qui è una follia sopra l’equilibrio e allora, visto che si può immaginare, vogliamo lady Tata al Grande Fratello con Luigi Mastrodonato; per tutto il resto c’è Zerocalcare.

Max Del Papa, 13 dicembre 2025

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